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     I SETTE COSMI DI SAMAEL AUN WEOR

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    I SETTE COSMI DI SAMAEL AUN WEOR Empty
    MessaggioTitolo: I SETTE COSMI DI SAMAEL AUN WEOR   I SETTE COSMI DI SAMAEL AUN WEOR Icon_minitimeMar Feb 12, 2013 12:14 pm

    I SETTE COSMI
    Bene... Siamo ancora qui, questa volta per studiare il Raggio della Creazione.
    È della massima importanza conoscere nel modo più chiaro ed esatto il posto che occupiamo
    nel Raggio vivo e palpitante della Creazione. Innanzitutto, vi prego caldamente di seguire il mio
    discorso con molta pazienza.
    Dovete sapere che esistono sette Cosmi, vale a dire: primo, Protocosmo; secondo, Agiocosmo;
    terzo, Macrocosmo; quarto, Deuterocosmo; quinto, Mesocosmo; sesto, Microcosmo; settimo,
    Tritocosmo.
    1) Il primo è senz’altro formato da molteplici soli spirituali, trascendentali, divini. Del Sacro
    Sole Assoluto, poi, si è già parlato molto: ogni sistema solare è naturalmente governato
    da uno di questi soli spirituali.
    Ciò significa che il nostro sistema planetario possiede un proprio Sacro Sole Assoluto
    solare, così come tutti gli altri sistemi solari dell’inalterabile infinito.
    2) Il secondo ordine di mondi, di fatto, si compone di tutti i milioni di soli e pianeti che
    viaggiano attraverso lo spazio.
    3) Il terzo sistema di mondi è costituito dalla nostra galassia, da questa grande Via Lattea
    che ha come capitale cosmica centrale il sole Sirio.
    4) Il quarto ordine è rappresentato dal nostro sistema solare di Ors.
    5) Il quinto ordine corrisponde al pianeta Terra.
    6) Il sesto è il Microcosmo Uomo.
    7) Il settimo si trova nei Mondi Inferni.
    Approfondiamo un poco questa esposizione. Vorrei riuscire a far capire chiaramente in che
    cosa consiste, in effetti, il primo ordine di mondi: soli spirituali straordinari, splendenti di infinito
    bagliore nello spazio; sfere radiose che gli astronomi con i loro telescopi non percepiranno mai.
    Pensate ora a che cosa possono essere i miliardi e le migliaia di miliardi di stelle che
    punteggiano lo spazio senza fine.
    Immaginate poi le galassie: ciascuna di queste di queste, presa separatamente, costituisce di
    fatto un Macrocosmo e la nostra, la Via Lattea, non fa eccezione.
    E che dire del Deuterocosmo? Ogni sistema solare, non importa la galassia alla quale
    appartenga, sia questa di materia o di antimateria, è naturalmente un Deuterocosmo.
    Nello spazio i pianeti come la Terra sono numerosi quanto lo sono i granelli di sabbia nel
    mare. Ognuno di essi, ogni pianeta, indipendentemente da quale sia il suo centro di gravitazione
    cosmica, è in sé stesso un Mesocosmo.
    Si è parlato molto anche del Microcosmo uomo... Noi vogliamo ribadire l’idea trascendentale
    che ciascuno di noi è un vero e proprio Microcosmo. Non siamo, però, gli unici abitanti
    nell’infinito: è chiaro che sono molti i mondi abitati. Qualunque abitante del Cosmo, o dei vari
    Cosmi, è un vero e proprio Microcosmo.
    Infine, bisogna sapere che all’interno di ogni pianeta si trova il regno minerale sommerso con
    i suoi inferni atomici. Questi sono sempre nelle viscere di ogni massa planetaria e nelle
    infradimensioni della Natura, al di sotto della zona tridimensionale di Euclide.
    Per intenderci, il primo ordine è del tutto diverso dal secondo e ogni Cosmo è assolutamente
    particolare e specifico.
    Il primo ordine di mondi è ineffabile, di una sublimità senza pari: non vede la presenza di
    alcun principio meccanico ed è governato dall’Unica Legge.
    Il secondo è senz’altro controllato dalle tre forze primarie che regolano e dirigono ogni
    creazione cosmica.
    Il terzo, la nostra galassia, qualunque galassia dello spazio sacro, è governato da sei leggi.
    Il quarto ordine di mondi, il nostro sistema solare o qualunque sistema solare dello spazio
    infinito, è sempre sottoposto a dodici leggi.
    Il quinto ordine, la nostra Terra, o qualsiasi pianeta simile al nostro, in orbita attorno a
    qualunque sole, è specificamente retto da 24 leggi.
    Il sesto ordine cosmico, qualunque organismo umano, è propriamente regolato da 48 leggi e
    lo si vede benissimo nella cellula germinale umana costituita, com’è noto, da 48 cromosomi.
    Il settimo ordine di mondi, infine, sottostà al controllo complessivo di 96 leggi.
    Dovete inoltre sapere che nelle regioni abissali il numero di leggi si moltiplica in un crescendo
    pauroso.
    È evidente che il primo cerchio dantesco è sempre sotto il controllo di 96 leggi ma già nel
    secondo questa quantità si raddoppia, dando 192; nel terzo si triplica e nel quarto si quadruplica,
    in modo tale che si può moltiplicare la quantità di 96 per 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 e 9, così che, nel nono
    circolo, moltiplicando 96 per 9 avremo 864 leggi.
    Se portate l’attenzione sul primo Cosmo, noterete che là esiste la più piena libertà, la più
    assoluta felicità, perché tutto è governato dall’Unica Legge.
    La piena felicità non manca nemmeno nel secondo Cosmo, essendo perfettamente controllato
    dalle tre leggi primarie di tutta la Creazione.
    Già nel terzo Cosmo, però, si introduce un elemento meccanico perché queste tre originarie
    leggi divine, dividendosi in se stesse, diventano sei. È evidente che in questo esiste ormai un
    certo automatismo cosmico. Quelle che agiscono non sono già più le uniche tre forze perché,
    suddivise in se stesse, hanno originato il sistema meccanico proprio di qualunque galassia.
    Considerate voi stessi, poi, in che cosa consiste un sistema solare. Qui, chiaramente, le sei
    leggi si sono a loro volta divise per diventare dodici, aumentando la meccanicità, l’automatismo,
    la complicazione, ecc.
    Immaginiamo ora qualunque pianeta dell’infinito e in particolare il nostro globo terrestre.
    Questo è certo più eterogeneo e complicato perché le 12 leggi del sistema sono diventate 24.
    Se poi guardiamo il Microcosmo Uomo, l’esame della cellula germinale evidenzia i 48
    cromosomi, rappresentazione viva delle 48 leggi che controllano tutto il nostro corpo.
    Nel momento in cui queste 48 leggi si dividono in se stesse e per se stesse ne conseguono le
    96 del primo cerchio dantesco.
    Il mio scopo è quindi quello di farvi capire il posto che occupiamo nel Raggio della Creazione.
    Qualcuno, visto che inferno viene dal latino infernus, che significa regione inferiore, ha
    sostenuto l’idea che l’inferno sia il posto da noi occupato nello spazio tridimensionale di Euclide,
    perchè, a suo dire, questo sarebbe il punto inferiore del Cosmo.
    Purtroppo, chi ha fatto una così insolita affermazione non conosceva, in effetti, il Raggio
    della Creazione. Se avesse disposto di informazioni più precise, se avesse studiato i sette Cosmi,
    si sarebbe perfettamente reso conto che il punto inferiore non è questo mondo fisico in cui
    viviamo ma il settimo Cosmo, situato esattamente all’interno del pianeta Terra, nelle
    infradimensioni naturali, al di sotto della zona tridimensionale di Euclide.
    D.- Venerabile Maestro, dopo aver ascoltato con estrema attenzione e pazienza la sua
    esposizione scientifica del Raggio della Creazione, abbiamo notato che quando lei fa
    riferimento al primo ordine, ossia al Protocosmo, afferma che il movimento, la vita,
    corrisponde alla prima legge, dove vige la libertà assoluta. Dalle parole del Gran Kabir
    Gesù, abbiamo questo insegnamento: “Scopri la Verità e la Verità ti farà libero”. Per la
    legge delle analogie e delle corrispondenze e siccome siamo uomini che vivono e hanno il
    proprio Essere nel sesto ordine di mondi, cioè nel Microcosmo, si deve intendere che per
    vivere la verità e rendersi quindi completamente liberi bisogna lottare per diventare abitanti
    di quei mondi retti dall’Unica Legge?
    R.- È indispensabile capire che ad un maggior numero di leggi corrisponde un maggior grado
    di meccanicità e di dolore; quanto più quello è ridotto, tanto minori sono il dolore e la meccanicità.
    Senza dubbio, nel Sacro Assoluto Solare, nel sole spirituale centrale di questo sistema in cui
    viviamo e abbiamo il nostro Essere, non esiste meccanicità di sorta ed è quindi ovvio che vi
    regni la più piena beatitudine.
    Naturalmente, bisogna lottare instancabilmente per liberarci dalle 48, 24, 12, 6 e 3 leggi e
    ritornare realmente al Sacro Sole Assoluto del nostro sistema.
    D.- Maestro, da quanto ha spiegato in precedenza si deduce che i mondi caratterizzati
    da un maggior numero di leggi sono più meccanici e quindi, logicamente, più densi e
    materiali. Questo significa che i mondi infradimensionali o infernali comportano maggiori
    sofferenze e che è questo il motivo per cui vengono chiamati la regione delle pene e dei
    castighi?
    R.- È bene per tutti sapere che a un maggior numero di leggi corrisponde un maggior grado di
    meccanicità e di dolore.
    Le 96 leggi della prima zona infernale sono tremendamente dolorose. Man mano che questo
    numero di leggi si moltiplica in ognuna delle zone infradimensionali, si accresce, però, anche il
    dolore, la meccanicità, la materialità e il pianto.
    D.- Venerabile Maestro, abbiamo notato che in precedenza ci parlava dei nove cerchi
    concentrici nella regione delle infradimensioni, i quali corrispondono ai nove cieli delle
    supradimensioni del Cosmo. Riferendosi, però, al Raggio della Creazione ha elencato ed
    illustrato solo sette Cosmi. Non c’è, per caso, qualche incoerenza?
    R.- Bisogna fare una netta distinzione tra i sette Cosmi, i nove cieli e i nove cerchi danteschi
    delle infradimensioni naturali.
    Naturalmente, i nove cieli sono in relazione, come abbiamo già detto, con le nove regioni del
    sottosuolo terrestre. Enoch lo vide, in stato di estasi, sul Monte Moria, e lì, più tardi eresse un
    tempio sotterraneo diviso in nove piani per simboleggiare il trascendentale realismo della sua
    visione.
    I nove cieli sono senz’altro perfettamente concretizzati nelle sfere di Luna, Mercurio, Venere,
    Sole, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno. Tutti questi nove cieli corrispondono ovviamente
    al Deuterocosmo.
    È chiaro ora il fatto che i sette Cosmi non sono i nove cieli?
    D.- Maestro, se, come dice, la discesa verso un maggior numero di leggi, dal primo Cosmo
    fino alle regioni infernali, comporta meccanicità, automatismo, materialità crescenti, mi fa
    pensare che, allontanandoci dalle tre leggi primarie, ci allontaniamo allo stesso tempo dalla
    diretta Volontà del Padre e restiamo in balia della nostra miserabile sorte. È così, forse?
    R.- Bisogna sapere esattamente che, al di là del sistema planetario che costituisce il nostro
    sistema solare, risplende glorioso il Sacro Assoluto Solare.
    Vero è che nel sole spirituale centrale, governato dall’unica Legge, esiste l’inalterabile felicità
    dell’eterno Dio vivente. Purtroppo, quanto più ci allontaniamo dal Sacro Sole Assoluto, penetriamo
    in mondi tanto più complicati, dove si insinua l’automatismo, la meccanicità e il dolore.
    Nel Cosmo di tre leggi la gioia è incomparabile, perché la materialità è ovviamente minore.
    In quella regione, ogni atomo contiene nella propria natura interiore soltanto tre atomi
    dell’Assoluto.
    Il terzo Cosmo è decisamente diverso. Qui aumenta l’aspetto materiale perché, al suo interno,
    ogni atomo porta sei atomi dell’Assoluto.
    Arrivati al quarto Cosmo, eccoci davanti ad una materia più densa per il fatto che l’atomo in
    se stesso ne possiede dodici dell’Assoluto.
    Ancor più da vicino, l’esame del pianeta Terra rivela 24 atomi dell’Assoluto in ogni suo
    atomo.
    Giunti poi a noi, lo studio dettagliato di qualsiasi atomo dell’organismo umano ci fa scorgere
    al suo interno, mediante la chiaroveggenza divina, 48 atomi dell’Assoluto.
    Scendiamo più giù ed entriamo nel regno della più cruda materialità, nei Mondi Inferni del
    sottosuolo terrestre, per scoprire che nella prima zona infradimensionale la densità si è
    spaventosamente accresciuta, essendo ogni atomo inumano intrinsecamente composto da 96 atomi
    dell’Assoluto.
    Nella seconda zona infernale, ogni atomo ne possiede 192; nella terza ogni atomo ha al suo
    interno 384 atomi dell’Assoluto, ecc., aumentando così la materialità in modo pauroso e terribile.
    Sotto il giogo di leggi via via più complesse, diventiamo senz’altro progressivamente
    indipendenti dalla Volontà dell’Assoluto e cadiamo nella complicazione meccanica di questa
    grande Natura. Se vogliamo riconquistare la libertà, dobbiamo spogliarci dei condizionamenti
    meccanici e di tante leggi per tornare al Padre.
    D.- Maestro, se non si fa la Volontà Divina nel Microcosmo Uomo, perché allora si dice:
    “Non muove foglia che Dio non voglia” ?
    R.- Come dicevamo, nel Sacro Assoluto Solare vige soltanto l’Unica Legge; la Volontà del
    Padre si compie ancora nel Cosmo delle tre leggi, perché tutto è regolato da queste tre leggi
    fondamentali; nel mondo delle sei leggi, però, esiste senz’altro ormai una meccanicità che, in un
    certo senso, si rende indipendente dalla Volontà dell’Assoluto. Provi poi a pensare ai mondi di
    24, 48 e 96 leggi!
    È ovvio che in tali ordini di mondi la meccanicità si moltiplica indipendentemente dal Sacro
    Assoluto Solare. Questo darebbe chiaramente motivo di pensare che il Padre resti escluso da
    ogni creazione. Va detto, però, che ogni meccanicità è previamente calcolata dal Sacro Sole
    Assoluto, giacché non potrebbero esistere i diversi ordini di leggi né i diversi processi meccanici
    se così non fosse stato disposto dal Padre.
    Questo universo è un tutto all’interno dell’intelligenza del Sacro Assoluto Solare e tali fenomeni
    si vanno cristallizzando per gradi, poco alla volta. Compreso?
    D.- Venerabile Maestro, ci può dire il motivo per cui ricorre il sette nelle leggi della
    Creazione, nell’organismo umano e nei mondi? È una tradizione o è effettivamente una
    legge?
    R.- Ecco subito la risposta. Vorrei che tutti avessero una piena comprensione di ciò che sono
    le leggi del tre e del sette. Bisogna sapere che i Cosmocrati, i creatori di questo universo nel
    quale viviamo, ci muoviamo e abbiamo il nostro Essere, lavorarono, all’aurora della Creazione,
    ciascuno diretto dalla propria personale Divina Madre Cosmica Kundalini, sviluppando nello
    spazio le leggi del tre e del sette perché ovunque scaturisse la vita. È così che si rese possibile
    l’esistenza del nostro mondo.
    Non è perciò strano che ogni processo cosmico naturale si svolga secondo le leggi del tre e
    del sette. Non deve assolutamente stupirci che tali leggi si trovino in correlazione
    nell’infinitamente piccolo e nell’infinitamente grande, nel Microcosmo e nel Macrocosmo, in
    tutto ciò che è, in tutto ciò che è stato e in tutto ciò che sarà.
    Pensiamo un momento ai sette chakra della spina dorsale, ai sette pianeti principali del Sistema
    Solare, alle sette ronde di cui parla la Teosofia antica e moderna, alle sette razze umane, ecc.
    Tutti questi giganteschi processi settenari, ogni settuplice manifestazione di vita, ha sempre
    per base le tre forze primarie: positiva, negativa e neutra. Tutto chiaro?
    D.- Maestro, perché, quando parla della creazione dei mondi, degli esseri o delle galassie,
    si esprime in termini come: è chiaro, è indubbio, è ovvio, è naturale, ecc.? Su che cosa si
    basa per dirlo con tanta sicurezza?
    R.- Vorrei vi rimanesse ben chiaro e lampante che ci sono due tipi di ragione. Chiameremo la
    prima soggettiva e la seconda oggettiva.
    La prima ha senz’altro per base le percezioni sensoriali esterne. La seconda è diversa e procede
    solo per via di esperienze intimamente vissute dalla Coscienza.
    È chiaro che dietro i termini citati dal signore si trovano effettivamente i vari impulsi della
    mia Coscienza. Uso tali locuzioni come veicoli specifici per concetti di un certo valore.
    In altre parole, calco l’accento per dire quanto segue: non userei mai le parole citate dal
    signore se prima non avessi verificato con i poteri della mia Coscienza, con le mie facoltà
    conoscitive trascendentali, la verità di quanto vi dico. Mi piace usare termini precisi per
    comunicare idee esatte. Ecco tutto.
    D.- Venerabile Maestro, nella sua precedente esposizione ha citato l’Aurora della
    Creazione. Ci potrebbe spiegare in che epoca è avvenuta e di chi è stata Opera?
    R.- Nell’eternità il tempo non esiste. Sarei ben lieto se tutti coloro che questa sera hanno
    assistito alla nostra conversazione capissero perfettamente che il tempo non ha un fondamento
    reale, non ha un’origine vera e propria.
    A dire il vero il tempo è senz’altro qualcosa di puramente soggettivo, privo di una realtà
    oggettiva, concreta ed esatta.
    Ciò che esiste realmente è la successione dei fenomeni: sorge il sole e diciamo: Sono le sei
    del mattino; tramonta e diciamo: Sono le sei di sera: ecco trascorse dodici ore. Ma in quale parte
    del Cosmo si trovano queste ore, questo tempo? Possiamo, per caso, prenderlo con le mani e
    metterlo su un tavolo di laboratorio? Di che colore è questo tempo, di che metallo o di che
    sostanza è composto? Riflettiamo! Pensiamoci un po’!
    È la mente che inventa il tempo, perchè quello che esiste oggettivamente, è la successione dei
    fenomeni naturali. Purtroppo, facciamo l’errore di applicare il tempo ad ogni movimento cosmico.
    Tra l’alba e il tramonto del Sole mettiamo le nostre amate ore, le inventiamo, le annotiamo in
    base al movimento degli astri ma queste sono una fantasia della mente.
    I fenomeni cosmici si susseguono gli uni agli altri nel seno dell’eterno istante della grande
    vita nel suo movimento. Nel Sacro Sole Assoluto il nostro universo esiste come un tutto integro,
    perfetto, unico e totale insieme. In esso si svolgono tutte le mutazioni cosmiche nell’ambito di
    un momento eterno, in un istante che non ha limiti.
    È evidente che, con il cristallizzarsi dei vari successivi fenomeni di questo universo, si insinua
    purtroppo nella mente il concetto di tempo. Un simile concetto soggettivo viene sempre posto
    tra fenomeno e fenomeno.
    Il vero autore di questa creazione è di fatto il Logos Solare, il Demiurgo Architetto
    dell’Universo. Non possiamo, però, assegnare una data alla sua Opera, alla sua Cosmogenesi,
    perché il tempo è un’illusione della mente mentre quella è ben al di là di tutto quanto è puramente
    intellettivo. L’Inferno o i Mondi Inferni esistono dall’eternità. Ricordiamo quella frase di Dante
    nella sua “Divina Commedia”:
    PER ME SI VA NE LA CITTÀ DOLENTE,
    PER ME SI VA NE L’ETTERNO DOLORE,
    PER ME SI VA TRA LA PERDUTA GENTE.
    GIUSTIZIA MOSSE IL MIO ALTO FATTORE:
    FECEMI LA DIVINA POTESTATE,
    LA SOMMA SAPIENZA E ‘L PRIMO AMORE.
    DINANZI A ME NON FUOR COSE CREATE
    SE NON ETTERNE, E IO ETTERNA DURO.
    LASCIATE OGNI SPERANZA, VOI CH’ENTRATE.
    D.- Venerabile Maestro, per quel che ho capito, il Maestro G. pone il mondo delle 96
    leggi nella Luna. Lei invece afferma che questa regione si trova sotto la crosta terrestre.
    Potrebbe spiegarmi il motivo di tale divergenza di concetti?
    R.- Il Maestro G. pensa -è vero- che il Raggio della Creazione termini con la Luna ma io
    sostengo che quello si conclude senz’altro con i mondi sommersi, con l’Inferno.
    La Luna è qualcosa di diverso; appartiene al passato Giorno della Creazione: è un mondo
    morto, un cadavere.
    I viaggi degli astronauti verso il nostro satellite hanno dimostrato una volta per tutte, e
    senz’ombra di dubbio, il fatto indiscutibile che la Luna è un mondo morto. Non so come il
    Maestro G. abbia potuto sbagliarsi nei suoi calcoli. Qualsiasi luna dello spazio infinito è sempre
    un cadavere. Purtroppo, il Maestro G. ha creduto fermamente che nel nostro sistema la Luna
    fosse un mondo nuovo, che nascesse, che sorgesse dal caos.
    In un passato Giorno Cosmico, la Luna ebbe vita rigogliosa, fu un meraviglioso pianeta dello
    spazio ma è ormai morta e, in un futuro, dovrà disintegrarsi totalmente. Ecco tutto.
    D.- Maestro, sempre secondo il Maestro G., il nostro satellite, la Luna, ha avuto origine
    per un distacco di materia terrestre, causato da tremende forze magnetiche di attrazione
    dovute alle leggi di gravità, e ha formato un mondo nuovo in cui vanno sicuramente a finire
    le anime perdute, per soffrire in quelle regioni infradimensionali dell’Averno. Maestro
    Samael, significa questo che il Maestro G. è arrivato a tali conclusioni perché le sue facoltà
    conoscitive erano limitate?
    R.- Non voglio assolutamente sottovalutare le facoltà psichiche del Maestro G.; ha svolto di
    sicuro una missione meravigliosa e il suo lavoro è magnifico.
    L’uomo, però, ha diritto a sbagliare; può darsi che abbia preso questa informazione relativa a
    Selene da qualche leggenda, da qualche fonte, da qualche allegoria, ecc.
    In ogni caso, noi affermiamo con sicurezza quanto ci risulta, quanto abbiamo potuto verificare
    da noi stessi, direttamente, senza disprezzare l’opera di nessun altro Maestro.
    Che la Luna si sia staccata per qualche collisione tra la Terra e un altro pianeta o che sia
    emersa dal Pacifico, come sostiene un altro rispettabile Maestro, sono concetti che meritano la
    nostra considerazione ma che noi, in pratica, non abbiamo constatato.
    Io sostengo risolutamente senza mezzi termini, e mi limito esclusivamente ad esporre con la
    mia ragione oggettiva, quanto ho potuto personalmente vedere, udire, toccare e palpare.
    In tutto il Cosmo, non s’è mai saputo che qualche luna sia diventata un mondo abitabile.
    Qualunque Iniziato ben sveglio sa, per esperienza diretta, che tutto quanto esiste, come gli uomini,
    le piante ed ogni mondo, nasce, cresce, invecchia e muore.
    È evidente che qualsiasi pianeta morto diventa, per ragioni intrinseche, un cadavere, una
    luna.
    Il nostro pianeta Terra non sarà un’eccezione e potete stare certi che, dopo la settima razza
    umana, diventerà anch’esso una nuova luna.
    Vediamo quindi di essere esatti. Io sono matematico nell’indagine ed esigente nell’espressione.
    Abbiamo metodi, sistemi e procedimenti mediante i quali possiamo e dobbiamo metterci in
    contatto con quei Mondi Inferni; allora riconosceremo il realismo della “Divina Commedia” di
    Dante che pone l’Inferno nel sottosuolo terrestre.
    1(Dante, Inf. III, 1-9. N.d.Tr.)
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