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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2017 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2017 CON ENZO NASTATI
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     IL PRICIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ ( prima parte )

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    MessaggioTitolo: IL PRICIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ ( prima parte )   Mer Ott 14, 2015 12:28 pm

    IL PRICIPIO CRISTICO


    “Benvenuti, Signori. Ho voluto radunarvi qui, intorno all’albero della tradizione, per questa veglia di Natale “. Dominique invitò i suoi ospiti dentro lo studio, che era illuminato delicatamente da piccole lampade multicolori. Comode sedie erano sparpagliate intorno ad un braciere, e la fragranza di punch mescolata agli aromi di incenso e spezie.
    In disparte c’erano due grandi pannelli che raffiguravano due differenti alberi: da una parte una palma da dattero, dall’altra uno strano albero verde che richiamava l’immagine di un acero, il cui tronco era stato sostituito con una colonna di Osiride. Al suolo, fra i due alberi, c’era un nido di paglia intrecciata, che sembrava incubare la fiamma che lo illuminava dall’interno.
    La gioiosa musica di un canto natalizio era dolcemente diffusa dalla radio.
    Dominique lasciò che i suoi ospiti acuissero la loro curiosità rispetto a questo allestimento inatteso. Il suo sorriso malizioso all’improvviso li allertò. ” Il mio albero di Natale sembra avervi ammutoliti”, disse mentre faceva passare alcune sigarette. “Vorrei che ognuno di voi mi restituisse la sua impressione.”
    “E’ uno strano albero di Natale!” esclamò Dutheil. “Se davvero è un albero di Natale, che cosa vuoi simbolizzare con la dualità…?”
    “Che cosa ne pensi, Jean-Jacques?”
    “La colonna di Osiride e la palma mi spingerebbero a cercare in Egitto la chiave del tuo enigma,” rispose l’aviatore. ” Esiste dunque anche un Natale Osirideo?”
    ” E’ il nido di paglia a intrigarmi,” mormorò il Dottore. ” Sembra una strana mangiatoia, nella quale il fuoco interno sostituisce il Cristo Bambino”.
    “Congratulazioni, Thomas,” rispose lo scultore mentre si accendeva la pipa. “Questo fuoco appena nato è il legame e la chiave dei miei due alberi simbolici.”
    “L’origine del Natale come festa della Natività origina molto prima dell’Era Cristiana. Il culto di Mitra, il Sole invitto, celebrava l’inizio della sua ascensione e il ritorno della Vita il 23 Dicembre (il solstizio d’Inverno). A mezzanotte, luci e grandi pianti di gioia davano il benvenuto al Sole neonato e a sua Madre, la Vergine Celeste: ‘La Vergine ha partorito, la Luce cresce!'”
    “Comunque il Natale Cristiano non esistette fino a molto più tardi, poiché la Chiesa degli inizi non aveva dato una data precisa per la nascita del suo Cristo Bambino. A poco a poco, fra i Cristiani d’Oriente, si radicò l’usanza di celebrarla il 6 Gennaio. E’ stato solo nel IV secolo che la Chiesa d’Occidente spostò indietro la data al 25 Dicembre, per sostituire la festa pagana della nascita del Sole, il cui culto è stato formalmente condannato da Papa Leone il Grande nel IX secolo.”
    “In questo modo il rituale Cristiano della divina Natività replicò anche il rito Egizio, La Festa di Khoiak, che nello stesso giorno celebrava la resurrezione di Osiride, cioè la sua rianimazione mediante la luce solare.”
    “Osiride, Neter della Natura, rappresenta il principio di eternità, cioè dei cicli che si rinnovano continuamente. Egli è il Principio Vitale, che in tutta la Natura duale, perpetuamente nasce, vegeta, cresce, muore e rinasce. Questo è il motivo per cui in certe tombe di Osiride si trovano delle sagome di conifera, il cui simbolo rende questo albero l’antenato del nostro albero di Natale. Il suo tronco è rimpiazzato dallo djed di Osiride, la sua colonna vertebrale, al quale i quattro elementi fisici danno stabilità.”
    “Il mondo di Osiride è quello dell’esistenza terrena. Ciò che collega il nostro albero di Natale all’albero di Osiride è che entrambi sono illuminati dal risveglio nel fuoco nuovo. Questo fuoco è manifestato dalla stella dei Magi, il 6 Gennaio, l’Epifania. In questa data, il sole, intersecando l’abside, incomincia a prolungare il giorno e le mattine e i crepuscoli si allontanano. Da qui la nostra tradizione di mantenere accese le luci natalizie fino a questa data.”
    “Questi paragoni sono tanto istruttivi quanto pittoreschi” disse Thomas.
    “Possiamo essere ancora più specifici,” continuò Dominique. “Facciamo una sintesi del simbolismo. Il Natale-Khoiak è l’stante in cui il fuoco del seme, bruciato a San Michele, ha conquistato il dragone infernale e ha rianimato il germe del seme nel quale Osiride è resuscitato con il sole. Il potere cosmico di Michele ha trasformato lo sterile fuoco di Satana in fuoco portatore di vita Luciferino; Il potere cosmico di Osiride ha trionfato sul fuoco Sethiano e la vegetazione terrena ancora una volta continua il suo corso con la rinascita del sole.
    “La somiglianza fra i due miti mi affascina”, esclamò Dutheil mentre si alzava per esaminare i due alberi nel dettaglio, “ma non riesco a cogliere il significato della palma”.
    “L’ho messa in opposizione all’albero di Osiride, così come il sole che splende durante il giorno è in opposizione al sole notturno del Dwat, così come il regno dei cieli è differente dal regno della terra. Non solo, la palma da dattero, le cui foglie sono lunari[1] e il cui frutto è solare, unisce le due nature nella sua essenza mercuriale.”
    “Nella leggenda di San Cristoforo, che trasporta il Bambino Divino al di là del fiume, Cristoforo il traghettatore si appoggia ad una palma, che usa come bastone. In questa allegoria ermetica, la palma egizia collega il mito di Horus al simbolo Cristiano. E noi abbiamo già visto che Il Cristo è per la nostra teologia ciò che Horus era per il dogma egizio.”
    “Tuttavia, notate che Gesù è detto “figlio di Davide” (Daud), cioè della linea umana di Davide, per la quale egli rappresenta il culmine trascendente dell’umanità Osiridea. Inoltre, così come Cristo in Gesù sposa il Divino con l’umano, così Horus realizza questa unione nell’essere umano.”
    ” Perciò è Horus e non Osiride l’equivalente di Gesù Cristo.” Questo è il motivo per cui il Natale Cristiano si differenzia dal Khoiak egizio. La loro somiglianza si limita all’idea di rinnovamento della vita, che è portata sulla terra da un Potere Divino partorito dalla Vergine Celeste.
    Ma la resurrezione di Osiride è una rinascita nell’esistenza terrena. E’ l’annuale rianimazione della vita vegetale..”
    “Il simbolismo cosmico del Natale Cristico ha un preciso significato cosmico: rappresenta l’ingresso del Sole in un nuovo segno zodiacale, quello dei Pesci, che caratterizza l’Era Cristiana. E’ l’inizio di un nuovo ciclo, il cui simbolismo è adeguatamente dipinto con la nuova fase dell’Armonia Cosmica.” “Il suo insegnamento rivela e divulga la possibilità della Redenzione.
    Sebbene questo mistero fosse già conosciuto in Egitto, sotto il nome di Horus il Redentore, era rivelato solo agli iniziati del Tempio.” Dominique si alzò ascoltando le campane di Notre Dame, che suonavano a distesa. ” E’ mezzanotte, signori, prendiamoci un po’ di tempo per dare il benvenuto al mistero Cristiano.”
    “Natale. . . l’arrivo del primo nato della nuova Era. Adamo, caduto dalla nobiltà, con la sua nascita nel mondo che separa la Terra dal Cielo, ritrova di nuovo la sua nobiltà nella nascita che unisce il Cielo con la Terra.”
    “Sei mesi prima di Natale -quando la luce solare prepara la sua progressiva discesa nel buio, dove avverrà la gestazione del seme concepito dalla Vergine in primavera- una donna sterile e vecchia dà la vita a Giovanni il Battista, il Precursore, nelle sterili montagne della Giudea.”
    “Giovanni, il Precursore della Luce, che anche ha la sua gestazione nel buio, è il testimone predestinato dalla nascita, da quando la visita della Vergine l’ha riempito con lo Spirito Santo nel ventre di sua madre. . ..”
    “Il Precursore crebbe nel deserto e si fortificò lì nello Spirito così da riuscire a separare il puro dall’impuro in ogni essere che accettava di essere immerso nell’acqua del Giordano.”
    “Giovanni il Battista è il Precursore del Logos di Cristo. La sua presenza nel fiume Giordano bagna il deserto montagnoso, ‘abbassa le colline e riempie le valli’, così che non ci sia più divisione e opposizione fra ciò che è Alto e ciò che è Basso, in modo da ‘preparare la via’ al nostro Salvatore e così che la Terra ‘unificata’ si apra essa stessa e generi la salvezza”.[2]
    ” E il seme della salvezza, portato in gestazione nel buio, emerge dall’ oscurità durante la notte di Natale, quando il sole, essendo arrivato al punto più basso del suo viaggio, annuncia il ritorno della luce con la sua ascensione.”
    “Il Bambino Divino è nato in mezzo al letame di una stalla nella mangiatoia di fieno, dove mangiavano gli animali. . .circondato da un bue e un asinello grigio, progenitore dell’asino che più tardi l’avrebbe portato al Tempio sotto le palme intrecciate.”. . .
    “Natale. . . perché gli angeli, i messaggeri della Luce dall’alto sono scesi nella notte della Terra, svegliando i guardiani del gregge dell’Ariete, se non per annunciare la nascita di un Mediatore tra il Cielo inaccessibile e il gregge umano, che giace in attesa di un nuovo fuoco?”
    “Agni, l’agnello, il Fuoco Divino che rianima il Fuoco dell’Ariete esaurito. . . l’agnello, figlio dell’Ariete. . .”
    “Gesù, figlio di Davide, il Pastore di pecore. . . l’agnello, concepito sei mesi prima del suo precursore, per essere battezzato da lui nelle acque del Giordano.”
    “Poi Gesù, il nuovo pastore, avendo soggiornato per quaranta giorni nel deserto, sceglierà i pescatori per nutrire il suo gregge.”
    Dominique tacque, permettendo ai suoi amici di meditare sulle sue parole.
    Essi aspettarono in vano un commento. Quando Maitre Pierre cominciò a distribuire il punch, ognuno di loro ritornò al suo posto intorno al braciere. Il sorriso solenne del loro Maestro diede una strana solennità a questo momento.

    “Capite l’importanza del Natale per i nostri tempi?” continuò, mentre si accendeva la pipa.
    “Sul grande orologio cosmico una rotazione della meridiana zodiacale è completa. Duemila anni fa, il sole, lasciando la regione della costellazione dell’Ariete, si spostò nella casa celeste che è sotto l’influenza della costellazione dei Pesci. Nel simbolismo zodiacale, che esprime l’influenza di ogni segno, i Pesci sono un segno doppio, per cui la sua influenza sull’umanità terrestre è stata dualistica. Ciò caratterizza l’intera era Cristiana, formando la mentalità analitica e il pensiero dialettico, nella scienza come anche nella teologia. Ed è stata un’era di conflitti fra opinioni contrastanti, fra il materialismo e la spiritualità, fra credenze imposte e il ‘libero pensiero’. C’è stata una rivalità di dottrine nelle quali ciascuna religione ha cercato di imporre la sua particolare fede sulle masse.
    Però il nostro destino, sotto l’influenza delle case celesti, ci sta conducendo in una nuova avventura, poiché è arrivato il tempo per il sole di entrare in una nuova regione (designata dal segno dell’Acquario). Il passaggio da un segno a un altro è sempre un’esperienza sconcertante per l’umanità. Porta un ritmo diverso, un nuovo impulso, al quale noi dobbiamo adattare il nostro comportamento. Altrimenti, noi rimaniamo in uno stato di confusione.”
    “Il segno dell’Aquario, la cui influenza noi stiamo iniziando a sentire, ci incita irresistibilmente all’individualismo. Perfino interi popoli e razze subiscono gli effetti di questo incitamento, che si esprime con un improvviso desiderio di indipendenza. E sebbene l’istinto gregario delle masse continui a riunire gli uomini in gruppi (politici, sociali e religiosi), un senso critico si sta sviluppando nell’individuo come una ribellione istintiva contro le nostre dottrine di minacce divine.”
    Questo nuovo orientamento, che le masse subiscono come una corrente d’opposizione contro concetti superati, è sentito dagli esseri più consapevoli come un bisogno urgente di assumersi la propria responsabilità nella scelta delle proprie direzioni e delle proprie esperienze. Ma questa scelta richiede conoscenza dei vari stati di coscienza del nostro essere, e delle loro relazioni con l’influenza cosmica della nostra era.”
    “Così come in primavera, la Natura stimola il regno vegetale e animale a essere fecondo, così nella stagione processionale dei Pesci, l’Armonia Cosmica chiama per lo sviluppo della mente umana. Allo stesso modo durante la stagione processionale dell’Aquario, questo nuovo accordo dell’Armonia Cosmica provoca nell’uomo terrestre il risveglio della sua istintiva coscienza primitiva.”
    “Questa influenza è rinvigorita da una reazione al nostro esagerato sviluppo cerebrale. La mente si è interposta fra il nostro istinto e il suo sviluppo iperintuitivo e li ha dominati al punto tale da soffocarli. Tuttavia, l’eccessivo progresso della scienza razionale si è rivelato impotente nel risolvere i problemi dell’uomo. Per trovare una soluzione l’uomo sarà forzato a risvegliare le sue facoltà di diretto contatto con la Natura, in modo da continuare a risvegliare le sue facoltà intuitive.”
    “Così come l’attivazione delle facoltà cerebrali stimolò un’intensa curiosità intellettuale, anche l’attuale incitamento al risveglio della coscienza inizia a provocare una ricerca individuale di conoscenza.
    E’ qui che Maitre Jacques svolgerà un ruolo importante, poiché questa ricerca individuale di conoscenza richiede il costante intervento del Testimone Permanente. Altrimenti può essere spinta fuori strada da concetti mentali errati.”
    “Per molto tempo io confusi la coscienza intuitiva con la coscienza cerebrale, ma la seconda è, come tu dici, solo una registrazione delle nostre operazioni mentali, ” disse Jean-Jacques.
    “E’ proprio così”, continuò Dominique. ” ma per ‘gli apprendisti’ non potrei smettere di ripetere che la coscienza è uno stato di identificazione. Prendere coscienza di qualche cosa vuole dire riconoscere in se stesso questa identità: bisogna farne esperienza. L’artigiano che si identifica con la materia con cui sta lavorando fa esperienza della sua natura e reazione in se stesso. Egli diventa conscio di essa. Così anche il domatore di animali prova su di se le reazioni della bestia. In questi esempi avviene il risveglio della coscienza intuitiva. In un modo più sottile, questo sarà il risveglio delle nostre facoltà intuitive, l’esercizio delle quali crea in noi lo stato intuitivo.
    “La coscienza per identificazione è innegabile fino a che non interviene la coscienza cerebrale, eccetto che come osservatore. Questo è il motivo per cui la ricerca individuale di conoscenza richiede la sottomissione della mente, che deve solo giocare il ruolo di trascrittore.”
    “Questo significa che la libertà della ricerca individuale non può essere confusa con il ‘libero pensiero’ dei sofisti razionalisti,” intervenne Jean Thomas.
    “Non devono mai essere confusi” confermò Dominique, “non più di quanto la logica razionale deve essere confusa con la logica vitale, poiché essa rigetta (essendo irrazionali) le misteriose funzioni dello Spirito nella Natura. Queste misteriose funzioni, che sono intrinseche nelle leggi dell’Armonia Cosmica, sono state insegnate in ogni grande era dell’umanità attraverso i simboli, ai quali sono stati iniziati solo coloro, che avevano ‘orecchie per intendere’.” Per gli altri questi simboli sono diventati miti storici o racconti umanizzati, sui quali la religione ha elaborato (per legittimare il suo potere) dogmi o leggi che si uniformano alla sua particolare interpretazione dell’iniziale Rivelazione.”
    “E’ necessario cercare la saggezza nei sacri testi delle età antiche?” chiese Thomas.
    “E’ vantaggioso se si studia le vere tradizioni e non interpretazioni arbitrarie. Questo è il motivo per cui il simbolo è il miglior guardiano dell’intenzione dell’iniziatore. Ma coloro, che hanno coltivato l’Intelligenza del Cuore, sapranno come decifrare ciò che è utile per i loro tempi. Per esempio, nei Vangeli, le parole di Gesù alla donna di Samaria sono utili per il ‘tempo che verrà’ (il nostro tempo).”
    “Dobbiamo pensare che fu riservato esclusivamente per questo tempo?” chiese Thomas.
    “Non solamente”, rispose Dominique. La rivelazione di realtà fondamentali è universale. Perciò è valida per ogni tempo, ma solo per coloro, che sono in grado di capire che ‘quel tempo è arrivato'”.
    “Con ciò che abbiamo visto riguardo agli impulsi dati dall’età dell’Aquario, il doppio precetto insegnato alla donna di Samaria diventa vitale: è il nostro nuovo dovere di ‘conoscere ciò che adoriamo’ e di ‘adorare in Spirito e in Verità’. Questo non riguarda più il sottomettersi a una credenza imposta, per la quale solo i guardiani del gregge sono responsabili. E’ la conoscenza acquisita attraverso l’esperienza individuale di un’attuale rinascita, dei nostri due Elementi di Immortalità, il nostro Spirito, che è il nostro Testimone Spirituale e la nostra Verità, che è il Testimone Permanente. “
    “Questo è il significato del Natale per l’Età dell’Aquario. E’ l’arrivo di un periodo favorevole a questa rinascita e allo sviluppo delle nostre possibilità sovraumane.”
    “Capisco la sua importanza” disse Thomas. “Il Natale non è più la festa particolare di una religione. E’ un evento cosmico che riguarda l’intera élite dell’umanità.”
    “Questo è vero” rispose Dominique. “Tuttavia, devi osservare che il principio del Cristo incarnato, la cui realizzazione negli uomini coscienti è la loro redenzione, è stato particolarmente insegnato nel Nuovo Testamento Giudeo Cristiano.”
    E’ vero che in Egitto troviamo il principio di Horus il Redentore, che è ‘generato dalle membra umane’. E’ vero che il Buddha diede l’esempio e i mezzi della reintegrazione spirituale. Tuttavia non è meno vero che, l’insegnamento di queste realtà fu espresso in ogni tempo in un modo che corrispondeva allo stato di coscienza dell’umanità. Per di più questo stato fu dettato dal Cielo.”
    “Ciò è anche vero per la Rivelazione Cristica, il cui simbolismo umano è stato in parte adattato alla mentalità giudaica, come se Gesù basasse la sua autorità sui Profeti di Israele. Dall’altra parte, il suo insegnamento era nuovo rispetto alla legge terrestre di Mosè: egli annunciava una ‘nuova Alleanza’ del Divino con l’umano per l’opera di redenzione, la cui chiave era il Principio Cristico.”
    “L’essoterismo di questa Rivelazione apportava alla Chiesa Cristiana, una legge morale d’amore, fraternità altruistica e semplicità, opposte alla complessità cerebrale. Questo programma, come vedete, fu un antidoto agli aspetti nocivi dell’influenza dei Pesci. Ma quando si vede come questo misticismo puro è stato razionalizzato dal dogmatismo coercitivo, non sorprende che la ‘Pietra’ sulla quale è stata costruita la Chiesa fosse la stessa Pietra (Pietro) che Gesù criticò: ‘Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini’[3] “
    “L’esoterismo di questa Rivelazione fu dato essenzialmente nel racconto della Passione di Gesù. Eppure in questa Passione il ruolo di traditore è attribuito a Pietro. Ed è Giovanni (e non il fondatore della futura Chiesa) che fu presente alla crocefissione di Gesù.”
    “In altre parole: Pietro (fortemente legato alla Legge Giudaica)[4] , fu il rappresentante del Messia (figlio di Davide) per la materialistica età dei Pesci, mentre Giovanni ricevette il testamento spirituale di Gesù Cristo Redentore per il suo futuro avvento: ‘Se io voglio che egli rimanga in attesa fino al mio ritorno…,’ disse Gesù a Pietro parlando di Giovanni. ‘Fino al mio ritorno ‘ significa fino al tempo futuro (il nostro tempo attuale), l’ultimo tempo della Realizzazione Cristica nell’umanità.”
    “Questa visione spiega la coesistenza nel Cristianesimo, della mentalità Giudaica, la cui storicità personifica e particolarizza, e dello spirito di Saggezza, che attraverso il suo simbolismo cosmico, universalizza il Principio Cristico”, disse Jean-Jacques.”
    “Io non ti seguo, amico mio!” disse Dutheil. “Io posso comprendere il valore iniziatico di un insegnamento basato sui pilastri immutabili della Saggezza tradizionale, ma come posso credere in una dottrina che impone di credere alla veridicità storica dei racconti dei Vangeli, quando non esiste una prova autentica della famiglia di Gesù, del suo luogo di nascita, o perfino delle date esatte della sua esistenza?”
    “I critici dei Vangeli hanno dei buoni motivi”, disse Jean-Jacques. “Ho cercato invano qualche punto inconfutabile nelle multiple controversie lanciate da questi detrattori. I critici seri (che spesso sono solo dei commentatori) sono ben armati di documenti, ma arrivano a conclusioni contraddittorie, che danno luogo a confusione fra il Messia iniziatore della dottrina evangelica e il Messia atteso dai Giudei, per liberarli dalla dominazione romana e per ristabilire il Regno di Israele. Alcuni addirittura identificano Gesù con Giovanni Battista e con l’autore del libro dell’Apocalisse,…Il personaggio di Gesù rimane un enigma storico.”
    ” Ho cercato di risalire alle fonti storiche, continuò Dutheil. Mi sono immerso nello studio dei testi gnostici (sia di quelli conosciuti da molto tempo, che di quelli scoperti recentemente), dei Vangeli Apocrifi, delle ‘Parole del Signore'( Le Logie), della ‘Cena Segreta’ e di altri insegnamenti segreti attribuiti a Gesù, che spesso modificano il significato dei Vangeli canonici. Alla fine ne sono uscito totalmente confuso.”
    “Ma, ci deve essere pur stata qualche testimonianza storica di un evento che deve aver scosso la società pagana.” disse Thomas.”
    ” Dai primi secoli in poi”, rispose Jean Jacques, “molti scrittori (incluso il romano Tacito) hanno parlato della ‘nuova Setta Cristiana’ e del suo fondatore, il Cristo. I membri di questa nuova setta furono tollerati, o (come con Tacito) considerati traditori, e furono perseguitati per i loro crimini dal governo romano.”
    “Nessuno può determinare con certezza la fonte dei Vangeli. Anche se dal secondo secolo in poi, la comunità Cristiana riconobbe la tradizione orale e le prime versioni dei racconti che costituiscono il fondamento dei Vangeli canonici.”
    “Ma non trovarono mai altri manoscritti, che possano avvalorare questi?” Chiese Thomas sorpreso.
    “Più di duemila”, rispose Dutheil. “Il più antico chiamato il Codice Vaticano, appartiene al Vaticano e sembra essere il documento più autentico, poi il Codice Sinatico, scoperto in un monastero nel Sinai, che risale al quarto secolo. Anche in questi due testi ci sono differenze e interpretazioni divergenti. Alcune testimonianze (inclusa quella del Vescovo Papias, nel 140 d.C) datano gli scritti dei tre Vangeli Sinottici di Marco, Matteo e Luca prima di questa data. I loro testi e quello di Giovanni (l’autore più controverso), sono prevalsi sugli altri Vangeli e sui vari scritti che la Chiesa ha eliminato.” “Ma studi accurati hanno mostrato che i loro testi attuali sono stati sottoposti a correzioni, interpolazioni, e anche ad alcune cancellazioni, in base al pensiero teologico del momento.”
    “Allora, come si possono considerare una Rivelazione?” esclamò Thomas.
    Uno scoppio di riso sarcastico arrivò da Maitre Pierre, che stava riaccendendo il fuoco sotto il braciere. “Che divertente!” disse, mentre distribuiva il punch. “Il mio Maestro, Pietro del Cantone,[5] ha svolto molto bene il suo ruolo di separare il fuoco separatore, non vi sembra? E’ il ruolo del seduttore che incita la dialettica per legiferare le credenze. . . . . . . . che ‘per salvare le anime’ inventano le oppressioni dell’Inquisizione e della scomunica. Il Maestro di Verità sembra avere sconfitto Satana, resistendo alle tentazioni dei tre poteri, ma non si può dire lo stesso di quelli che, gli sono succeduti.!” “Non è meno vero,” fece notare Dutheil, “che la religione Cristiana si è divulgata fino ai confini dei quattro angoli della Terra, nonostante le credenze e gli errori dei suoi stessi ministri con i loro scismi, i loro scandali, le loro guerre fratricide, e le loro molteplici dispute teologiche”.
    “E’ veramente incomprensibile” disse Thomas. “Ma la cosa più incredibile per me è che si possa basare la propria fede su racconti, la cui autenticità non può essere provata”.
    “E cosa vuol dire questo per voi?” replicò burbero Dominique, interrompendo la discussione, che aveva seguito in silenzio.
    “Che cosa importa della realtà storica degli eventi, se anche il più piccolo episodio rappresenta un insegnamento simbolico?”
    “Ciò che mi sorprende è che, avendo osservato la persistenza del Cristianesimo, nonostante gli errori delle sue guide, voi non abbiate cercato la spiegazione in una causa che sia indipendente dal comportamento umano. Se questo comportamento fosse stato influenzato dalle caratteristiche della casa celeste dominante durante l’era dei Pesci, l’insegnamento Cristico avrebbe parimenti portato l’antidoto necessario agli aspetti deleteri di questa influenza.
    ” Il Satana mentale e dualizzante di Maitre Pierre era solo l’espressione di una forza fatale, un ritmo naturale, il ritmo di un nuovo tempo, come quello a cui siamo sottoposti attualmente; mentre l’impulso compensatore emanato da una forza cosciente, una Coscienza Divina, fornì coloro che erano ricettivi dei mezzi per evadere da questa trappola infernale. I mezzi consistono nell’affermazione del loro destino sovraumano, nella strada per raggiungerlo e in un nuovo influsso spirituale.”
    “La manifestazione periodica della Saggezza provvidenziale si traduce sempre in un insegnamento adatto ai bisogni dei tempi. Questo insegnamento diviene rivelazione per coloro che ‘intendono’ il suo significato iniziatico. Ma si trasforma in fermento di discordia per le guide settarie, e per i ‘ Dottori della Legge’.”
    Questo duplice effetto è intrinseco nella dualità dell’essere umano: Ciò che è Spirito si accorda con la realtà vitale del simbolo; ciò che è mentale trova piacere nell’interpretazione della ‘ lettera’.”
    Questo ci permette di capire i frutti della Luce o dell’errore nell’insegnamento evangelico.”
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    lorenzo



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    MessaggioTitolo: Re: IL PRICIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ ( prima parte )   Ven Ott 16, 2015 4:23 pm

    Ciao Neter, forse avresti potuto segnalare che " IL PRINCIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ" è stato pubblicato il 19 agosto 2015 su http://societa-ermetica.it/?p=1378
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    neter



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    MessaggioTitolo: Re: IL PRICIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ ( prima parte )   Ven Ott 16, 2015 6:33 pm

    Caro Lorenzo, io da tempo , ho il libro La Luce del Cammino , il capitolo 19 corrisponde a quello citato da te .Hanno riportato testualmente il capitolo 19. Buona giornata.
    Neter
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    MessaggioTitolo: Re: IL PRICIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ ( prima parte )   

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    IL PRICIPIO CRISTICO DI ISHA SCHAWALLER DE LUBICZ ( prima parte )
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