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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2018 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2018 CON ENZO NASTATI
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     Rivelazioni sulla creazione primordiale dell'uomo  di Max Seltmann                  

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    MessaggioTitolo: Rivelazioni sulla creazione primordiale dell'uomo  di Max Seltmann                     Ven Gen 26, 2018 11:21 am

    Rivelazioni sulla creazione primordiale dell'uomo


                         1.      In un primo momento tutti godono la splendida vista da qui in alto. Poi, con le lacrime negli occhi, dice il vecchio Zaccheo: “O Dio dei miei padri! Quando osservo la nostra bella patria, i meravigliosi boschetti di palme, i magnifici frutteti e uliveti e, in questi, il popolo asservito e instabile sotto il dominio straniero, allora vorrei pregare: ‘Oh, toglimi da questo luogo che rattrista tanto il mio cuore e gli occhi miei!’.
                         2.      Ma un’altra volta penso di nuovo: ‘Lasciami ancora vivere molto a lungo affinché io possa ancora vedere Colui che ci libererà da ogni servitù e tribolazione!’ – Tuttavia voi, miei cari ospiti ed amici di mio figlio, perdonate a me, vecchio uomo, se non ho tenuto saldamente il mio cuore nelle mani e vi ho rivelato che siete voi questi padroni non graditi!”.
                         3.      Il vecchio giudice romano gli porge la mano e dice: “Credimi, ottimo e nobile uomo, noi comprendiamo ed apprezziamo la tua sofferenza, e anche il tuo dolore! Perciò noi non veniamo come nemici, ma come amici. Non siamo mai intervenuti nei vostri particolari diritti. Rispettiamo la vostra legge di Mosé e noi stessi abbiamo eretto un tempio al vostro Dio, come all’Iddio sconosciuto.
                         4.      E per questo non temiamo nemmeno il vostro veniente Salvatore o Messia. Se Egli viene, allora viene anche da noi. Infatti, sebbene serviamo altri dèi, non onoriamo in loro le personalità, bensì le essenze. E tutte le immagini o effigi dei nostri dèi ci devono soltanto ricordare che il culto divino deve essere la cosa più sacra nella vita terrena.
                         5.      Ciò nonostante io penso che ora dovremmo ascoltare Gesù, perché il desiderio di trovarci qui insieme è partito da Lui. E così, caro giovane uomo, ripeto qui la mia preghiera: parlaci della tua vita! E per quale ragione ti sei così spesso escluso dall’umana società!”. –
                         6.      “Cari amici!”, comincia Gesù, quando tutti si sono messi ben comodi, “Che cosa vi devo raccontare di Me, poiché certo non Mi comprenderete completamente! Ma voglio mostrare volentieri a tutti voi l'immagine di un uomo com'è, e come doveva essere. Vedete! «Tutto ha il suo inizio ed anche la sua fine», dice un noto proverbio, – ma nell'uomo, questo non trova applicazione; un inizio – sì, ma nessuna fine!
                         7.      Se Dio avesse creato gli uomini soltanto per lasciarli più tardi di nuovo morire, allora questa Terra insieme a tutti gli abitanti potrebbero avere un aspetto del tutto diverso e, per la Gioia del suo Creatore, amore e comprensione tra loro sarebbe un bene comune. Ma poiché quest’umanità è creata per un’eterna continuazione della Vita e continuo sviluppo, il Creatore ha donato loro soltanto i mezzi per conquistarsi da sé queste possibilità evolutive fino alla somiglianza di Dio.
                         8.      L'uomo però, come è adesso, abusa di questi preziosi mezzi. Egli non vuole prendere in considerazione le superiori intenzioni del suo Creatore con l’uomo. Egli pensa soltanto alle cose terrene che ha dinanzi agli occhi, e vorrebbe vivere qui per sempre come signore. Così cerca di arricchirsi a spese del suo prossimo così tanto, che dovrebbe bastargli per l'eternità, e in questo lascia perire tranquillamente gli altri.
                         9.      Ebbene, vi voglio mostrare l'immagine di un uomo come doveva essere. Vedete, Dio, l'Eterno come Creatore, e il Suo angelo primo creato, rappresentano:
                      10.   Dio = il Donante, il Fuoco primordiale la Luce primordiale); – – – Lucifero  = l’accogliente, il portatore di luce.
                      11.   Dio = il Generante, il Principio positivo; – – – Lucifero = la partoriente, il principio negativo.
                      12.   E dalla Loro unione vennero fuori Creazioni su Creazioni. E tutte le magnifiche Creazioni ottennero la Luce da Lucifero, ma la loro stabilità da Dio. E in quest’armonia trascorsero Eternità.
                      13.   Allora in Lucifero sorse l'invidia verso il Principio donante. – E questo qualcosa di sconosciuto (a lui finora estraneo) gli fece nutrire in sé questo falso pensiero, finché egli chiese a Dio, su questo, conto e chiarificazione[1].
                      14.   Allora Iddio si rivelò all'essere da Lui creato come ‘Padre’ suo, come Forza primordiale generatrice del Fuoco primordiale, e mostrò a Lucifero e a tutti gli esseri coscienti da lui proceduti, che essi potevano essere solo il Principio ricevente, il polo negativo, soltanto ricevitori di Luce e portatori di Luce di questo Fuoco primordiale, e che una vera unione – per l’eternità – poteva esistere tra loro due, soltanto quando tutto ciò che poteva dividerli, fosse stato superato volontariamente da loro.
                      15.   «Poiché vedi», disse Iddio, «se tu rimanessi ciò che sei adesso proveniente da Me quale tuo Creatore, dove non puoi essere diversamente, – allora tu, Lucifero, e tutto ciò che è proceduto da noi non potrebbe essere altro che una veste della Mia Divinità, la quale, quando fosse consumata, dovrebbe fare posto ad un altra. Poiché Io potrei, come Dio e Creatore, crearMi ancora un altro spirito come Principio ricevente, e così via. Invece no! Io non volevo questo!
                      16.   Perciò Io, quale Volontà primordiale, quale Fuoco primordiale di ogni Forza creativa, vi ho posto tutto il Mio Amore: nella tua forma esteriore (in perfetta bellezza), nella tua organizzazione interiore (l’indipendente pensiero e discernimento) e nelle grandi possibilità evolutive della tua aspirazione.
                      17.   Anzi, Io ti ho donato la totale libertà interiore del tuo volere per le mete più alte, affinché con questi mezzi potessi conseguire da te stesso la tua magnifica perfezione, come un secondo Dio accanto a Me.
                      18.   Ma ora guarda: è compito tuo, con questi mezzi, coi quali ti è anche possibile voler-essere e poter-essere un altro, raffinarti e purificarti liberamente, per perfezionarti mediante questi preziosi mezzi, pari a Me – simile a Dio – e per poi diventare ‘Uno’ con Me ed esserlo in eterno».
                      19.   Lucifero ascoltò bene questo messaggio, ma la sua stessa volontà resa totalmente libera soffocò in lui ogni buona volontà per il Divino, ed elevò se stesso a signore del suo mondo e di tutte le sue Creazioni da lui provenienti.
                      20.   Allora Iddio prese questa Luce, la Sapienza divina che Egli aveva donato al Suo portatore di luce, a Lucifero, e pose questa Luce quale piccolissima ‘scintilla’ nei cuori delle essenze create attraverso Lucifero, ed ordinò che ognuno che volesse realizzare quanto detto a Lucifero, può divenire ‘Uno’ con Dio stesso e destinato ad essere erede e comproprietario di tutte le Sue Creazioni nello spazio infinito!
                      21.   Iddio vide, lungo tempi senza fine, inadempiute queste Sue Speranze. Allora l'Amore in Dio ebbe Misericordia e creò l'uomo, portante in sé entrambi i poli: Dio e Lucifero, il Divino e il luciferino. E quest'uomo proceduto dall'Amore di Dio, popolò i mondi esistenti nel sistema solare della Terra.
                      22.   Allora l'uomo si perse.
                      23.   E con una misera speranza l’Amore di Dio andò avanti ancora di un passo, ed entrambi i poli furono separati e divennero uomo e donna [Genesi 2,22]. L'uomo doveva ritrovarsi nella donna e la donna nell'uomo e dovette poi essere l'unità che è necessaria per diventare ‘Uno’ con Dio. – Ma anche questi due mancarono e questa Speranza dell'Amore divino dovette essere trasferita ai loro discendenti [Genesi 3; 6,7; 15].
                      24.   E guardate, cari amici, l'Amore e la Pazienza di Dio dovettero aspettare a lungo! Ma alla fine, nell'uomo Abramo germogliò questa Scintilla divina, Scintilla che giaceva in lui come semenza per la crescita. Abramo nutrì volontariamente questa piccola Scintilla della Luce di Dio nel suo interiore e fece vincere in sé, anche con una dura prova di fede, questo Spirito divino nella sua vita interiore [Genesi 22]. Poi Iddio si rivelò ad Abramo come suo eterno Padre [Genesi 15], affinché riconoscesse di essere un figlio di stirpe superiore, e gli diede benedizione su benedizione. E Dio gli fece la Promessa affermando che dal suo seme sarebbe sorto un giorno Colui che in volontario Amore verso Dio, quale suo Padre, avrebbe sacrificato in sé tutto ciò che impediva di diventare veramente ‘Uno’ con Dio.
                      25.   Generazioni susseguirono a generazioni, ma questa Promessa di benedizione non veniva! C'erano in verità sempre coscienti portatori dello Spirito divino (profeti, iniziati superiori), ma nessuno poteva compiere in se stesso questo supremo sacrificio (un giorno proferito a Lucifero), per diventare completamente ‘Uno’ con Dio.
                      26.   E così sono proceduto anch'Io da e secondo la Volontà di Dio. E sono un Portatore, un Vaso dello Spirito divino e della Vita divina. E sono pronto a prepararMi in libera Volontà per offrire questo Sacrificio.
                      27.   Tu, amico Cornelio, conosci la Mia infanzia e devi riconoscere che non hai ancora conosciuto nessun fanciullo più autocosciente di Me, e talvolta ammirasti la Mia Volontà[2]. Vedi, quella era la Benedizione di coloro che, in fedele obbedienza adempivano il loro dovere come servitori di Dio e come sacerdoti al popolo dei giudei; e tutto il resto in Me era la conseguenza della più pura concezione.
                      28.   Per questo la Mia Anima è più pura e più libera di quelle che sono concepite e partorite nel peccato. Ma dalle catene umane (derivate da Lucifero) nemmeno Io sono libero; e tutte queste catene devono essere sacrificate volontariamente.
                      29.   Già presto Io riconobbi la Mia Missione. E finché fui protetto ed assistito dalla madre, vennero anche tenute lontano le influenze che avrebbero avvelenato in Me molte cose; e così «Io crebbi ed avanzai in Sapienza e Grazia» [Luca 2,52].
                      30.   La serietà, che dominava nella nostra famiglia, Mi maturò prima degli altri; e il giornaliero servizio divino nella casa di Giuseppe Mi guidò al Mio Interiore. Così continuai a cercare in Me tutto ciò che vedevo negli altri uomini. – E talvolta fui messo a dura prova, per cercare in Me qualcosa che Mi appariva negli altri così mostruoso.
                      31.   Allora cominciai a lottare, a lottare con Me stesso, con il Mio umano. Andai volontariamente in luoghi dove regnava peccato e ripugnanza e dominai lo spirito che voleva sorgere in Me, che voleva criticare e giudicare gli altri. – E così trovai tutto in Me.
                      32.   Ma attraverso questa lotta crebbe in Me un nuovo Spirito. E in questo nuovo Spirito di Dio sorgente in Me Mi vennero sempre nuove Rivelazioni e Certezze. Sì, dopo ogni fruttuosa lotta, questo Spirito di ogni Vita divina crebbe e vive già ora in Me come il Mio stesso Io.
                      33.   Sempre meno divenne il Mio amor proprio, sempre meno l'interesse alla Mia persona umana.
                      34.   Soltanto maturare rapidamente e maturare completamente, per venire in fretta in possesso di queste Forze divine, era ed è la Mia Parola d'ordine. E nell'adempimento obbediente dei Miei doveri terreni crebbe in Me in silenzio la Volontà per questo grande Scopo divino, per divenire Una cosa sola con Dio.
                      35.   Non ebbi bisogno di indagare e cercare le Verità divine! – Quanto più Io diventavo Verità, tanto più sentivo l'avvicinamento al grande Spirito primordiale quale Mia Origine, il Padre Mio. E in ogni giorno che ho vissuto finora, è cresciuta questa conferma in Me: ‘Io sono una cosa sola con Dio’.
                      36.   Già sento in Me la Forza, di uscire dalla Mia cerchia e mostrare a tutti gli esseri – questo Spirito di ogni Vita ed Essenza divina nell'uomo. E se voi cari amici avete afferrato tutto questo che ho espresso solamente in qualche modo nel senso vero, allora questa santa Verità afferrerà anche voi e, in voi, diverrete liberi (dalle strette catene) per la Salvezza della vostra anima.
                      37.   E così vi domando per amor della vostra salvezza: «Avete compreso le Mie Parole?»“.
                      38.   Il vecchio Zaccheo china il capo e dice: “Sentire, sì, potevo ogni parola; ma comprendere così che potevo farle mie, questo non lo posso ancora dire. – Poiché è troppo ciò che ho vissuto in questi giorni! – La veloce costruzione, la bella visione nel sogno! – Mio figlio come servitore dei romani e pagani e tu, mio giovane amico, quale vincitore di tutto il peccaminoso!? – Questo è troppo! – – Perciò lasciami tempo e perdona a me vecchio uomo; sono ancora troppo radicato con l’antico, tuttora esistente”. –
                      39.   Per un momento tutto tace. – Poi il giudice romano comincia a parlare: “Cari amici e tu, giovane uomo! – Non ho ascoltato solamente le tue parole, ma ho lasciato passare davanti ai miei occhi in chiare forme ed immagini la tua vita interiore spirituale, e confesso solennemente che in tutta la mia vita mai ho avuto queste sensazioni e vicissitudini! C’è ancora qualcosa di oscuro e poco chiaro, ma io spero di apprendere ancora varie cose su ciò. E così mi sta solo a cuore sapere: come vuoi organizzare il tuo futuro? –
                      40.   Questa mia domanda sorge per due diversi motivi. Primo: dal mio illimitato amore per te, amore che sento così vivente in me. E poi: posso io, quale sovrintendente e funzionario del mio ufficio, venire con te? – Io sono, infatti, legato dal mio giuramento, e se tu, giovane amico, parli di doveri, per me, come vecchio funzionario da molti anni, è diventata una seconda natura d’essere fedele al dovere. – E così ti prego di darmi una risposta”.
                      41.   “Caro vecchio e buon amico!”, risponde Gesù. “Io so che noi due ci comprenderemo. Perciò non preoccuparti! Poiché lo Spirito che Mi ha reso libero, renderà libero anche te, se adempi le condizioni che Io ho adempiuto da tempo. Queste condizioni sono: «Amare Iddio sopra ogni cosa!», e «Considerare tutti gli uomini come fratelli tuoi!».
                      42.   Ma se ancora non conosci Dio, nell'esercizio del tuo amore fraterno verrà Dio da te. Egli stesso si rivelerà a te e ti mostrerà Egli stesso, …la via per la Vita eterna.
                      43.   Quando Iddio Mi chiamerà per la grande Opera, oggi ancora non lo so. E la via è oscura a Me stesso, poiché l'ulteriore impostazione deve disporsi secondo gli uomini: come essi accoglieranno Me e la Mia Dottrina. Con il Mio apparire, infatti, il vecchio diventerà nuovo e l’alto diventerà basso!
                      44.   In questo futuro Regno che Io predicherò, preparo gli uomini a cercare Iddio nel proprio cuore e a curare il servizio divino nei fratelli e sorelle. Oltre a ciò ognuno deve stimarsi uguale all’altro, ed ognuno deve dare l'onore soltanto a Dio. – Sei tu ora soddisfatto?”.
                      45.   “Sì! Ma mi dai nuovi misteri”, dice il giudice, “e se continuo con le domande, allora certamente me ne darai ancora un altro!”
                      46.   “Non hai tutti i torti”, dice Gesù, “perché se Io ti portassi tutta la Verità e tutta la Sapienza e te la confermassi con prove alla mano, caro amico, tutta la felicità sarebbe bella e finita, e il tuo libero sviluppo interiore subirebbe danno per l'eternità. Così lasciate ora quietare in profondissimo silenzio il cuore, quale tempio di Dio, affinché anche questa bella sera diventi per voi un avvenimento e una pietra miliare nella storia della vostra vita interiore!”.
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