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     Chi siamo? Qual'è la nostra Essenza?

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    AutoreMessaggio
    Maria

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    MessaggioTitolo: Chi siamo? Qual'è la nostra Essenza?   Mar Dic 17, 2013 3:47 pm

    Caro Enzo  in questo periodo mi trovo a fare delle riflessioni che vorrei condividere con te per avere anche il tuo prezioso punto di vista.


    Chi siamo? Qual è la nostra Essenza? Se ci osserviamo con imparzialità a questa domanda, sembra esserci un'unica risposta per definirci: “Desiderio”. Sul significato di questa parola si sono sollevati spesso spolveroni e si è fatta a mio avviso, fin troppa moralità, ma se andiamo invece ad approfondire si può constatare che l’uomo non è assolutamente esente, (per quanto si sforzi) da questa condizione di “Desiderio”.

    Gli antichi Cabalisti sostenevano che il desiderio rappresenta realmente la nostra qualità intrinseca, e che sono i desideri individuali a conferirci le nostre rispettive identità. Alcune persone desiderano l’appagamento fisico, altre quello intellettuale, altri ancora, entrambi gli appagamenti.  Vi è chi ricerca la soddisfazione materiale, chi cerca quella spirituale etc. Vi sono desideri dettati dal: corpo, anima e spirito, o se vogliamo dirlo in altre parole dal nostro fisico, dal nostro sentire e dal nostro pensare. Il desiderio nell’uomo insomma, opera su tre diversi piani e con differenti gradazioni d’intensità: può essere a sua volta percepito in parte o forte, nel suo “ vibrare “ in noi( come una costante “ricerca di felicità”, che si realizza attraverso distinte prerogative in ogni uomo).  Si può anche dire a questo punto che il desiderio proviene da un Fuoco interiore (Luce) che può essere chiamato con diversi termini: Entusiasmo, Volontà, Forza, Vibrazione etc.; esso sembra essere il vero motore della vita di ogni uomo. Ogni cosa che un uomo vuole fare insomma, è determinata da un desiderio, per verificarlo basta fare un’analisi a ritroso e sarà chiaro che all’origine di ogni nostra azione vi sono un desiderio o una volontà che altro non è che un “impulso” che noi seguiamo perché lo desideriamo.

    Proseguendo con le riflessioni, ho constatato che spesso e volentieri quando parliamo di Dio, di Luce, di Padre, Di Figlio e di Spirito Santo, pensiamo sempre a qualcuno al di fuori di noi. Ci rivolgiamo a Lui, a questo Signor Padre (ognuno lo chiama come vuole) per pregare, per fare richieste e per tanto altro ancora. Ora per quello che sappiamo (ma solo perché ci è stato insegnato da altri) l'infinitamente grande è l'infinitamente piccolo... così in ALTO, così in BASSO... tutto è UNO, pertanto quello che avviene fuori di noi nel Macrocosmo è la stessa cosa che avviene all'interno dell'Uomo.
    In altre parole all'interno dell'Uomo vi è tutto quello che serve per la sua ricerca, la sua rinascita, la sua salvezza ecc. Possiamo dire quindi, che  tutto quello di cui necessita l’Uomo si trova già dentro di esso, e che per qualsiasi lavoro esso voglia iniziare, in base al livello di coscienza che si ritrova, dovrebbe iniziare dalla sua persona psichica e fisica compresa. L'uomo quindi è, di fatto, un Microcosmo che contiene in sé qualcosa di tutte le creature che esistono nell'Universo (Macrocosmo) e non vi è nulla in Cielo o in Terra che non esista anche nell'uomo, e il Dio, che è in Cielo, esiste anche nell'uomo, e i due sono Uno e non due cose separate. Si potrebbe anche dire dal mio punto di vista, che i due sono separati fintanto che l’uomo non trova dentro se stesso il modo per completare quest’unione. Tutto insomma quello che ci serve sembra trovare soluzione nel nostro conscio ma soprattutto nell’inconscio, dove ci sono tutti gli aggregati e le cristallizzazioni di cui l’uomo dovrebbe sbarazzarsi per alleggerire quell’anima che abbisogna di libertà dal carico che l’uomo si è portato appresso da altre esistenze e ha formato in questa attuale. Libertà che gli permetterebbe di salire, uno a uno quei pioli della Scala Santa di Giacobbe della quale si sa poco o nulla.


    Caro Enzo tutto questo per dire che forse noi uomini davvero perdiamo tanto tempo prezioso quando aspettiamo qualcosa di Divino da fuori, anziché farlo nascere dentro di noi. Naturalmente per completare tale riflessione (che sembra dire tutto e niente) sarebbe necessario spiegare cosa deve fare l’Uomo per formare il Divino dentro se stesso, ma a questa domanda credo non vi sia una risposta unica per tutti, perché ciò che è una via giusta per uno è sbagliata per l’altro e ciò che è un’esperienza certa per uno non lo è per un altro che la fa in un altro modo. Non esistono dunque libri giusti o libri sbagliati, ma solo libri migliori per uno e per l’altra persona.Libri, che per come vedo le cose oggi, devono essere presi con le pinze, non tanto perché sono sbagliati, ma perché credo, sempre più profondamente che l’uomo sia chiamato a essere “unico e originale,” creando con le proprie mani (pensare sentire e volere) facendo esperienza diretta, l’unica che può dare all’uomo quelle certezze che tanto rincorre, spesso e volentieri aiutandosi con le riflessioni di grandi uomini spirituali della storia, anziché servirsi della Fonte prima, inesauribile che ha dentro se stesso, quindi partendo da zero facendo quel poco o tanto che riesce a fare, senza compierlo perché scritto da Steiner anziché Scaligero anziché Krishnamurti o Sri Aurobindo e cosi via …Gli Alchimisti questo lo sapevano molto bene, così come conoscevano bene che anche la Bibbia stessa con la sua Creazione, non era altro che il lavoro che l’Uomo deve fare su se stesso. Si, credo ( ma non ho la verità in tasca) che  l’uomo può, (lavorando sulla sua anima) ripercorrere la Creazione dell'Antico Testamento,  tanto discussa e studiata solo come fatti esteriori, ma forse questa non è la sede giusta per approfondire tale argomento, voglio dunque portare solo questa traduzione di un antico testo egizio intagliato sulla porta d’accesso ad un sacro sito che da solo, mi sembra la dica lunga.


    Traduzione di un antico testo egizio intagliato sulla porta d’accesso ad un sacro sito.

    Finalmente ho raggiunto il MIO traguardo e risolto il segreto della mia anima:
    Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere,
    QUELLO a cui chiedevo aiuto.
    Sono QUELLO che ho cercato.
    Sono la stessa vetta della MIA montagna.
    Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro.
    Sono infatti l’UNICO che produce i molti,
    della stessa sostanza che prendo da ME.
    Poiché TUTTO è ME, non vi sono due,
    la creazione è ME STESSO, dappertutto.
    Quello che concedo a ME stesso,
    lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso,
    l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio.
    Quanto a quello che voglio,
    non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME.
    Sono infatti il conoscitore, il conosciuto,
    il soggetto, il governante ed il trono.

    Tre in UNO è quello che sono e
    l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume,
    allorché sognavo durante un incubo.
    Sognai che non ero il SOLO unico e
    cosi’ IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso,
    finché non mi svegliai.
    Trovai cosi’ che IO avevo scherzato con ME stesso.
    Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono
    e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.”


    Mi scuso per la lungaggine e salutandoti ti chiedo un punto di vista sempre molto gradito.
    Un saluto a tutti
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    MessaggioTitolo: Re: Chi siamo? Qual'è la nostra Essenza?   Mer Dic 18, 2013 8:38 am


    Cara Maria, innanzi tutto cosa intendere con la parola “desiderio”. Essa esprime una brama e quindi un aspetto egoico-lunare ed in quanto tale fuorviante nel cammino interiore. Anche il “desiderio” di santità è molto discutibile.

    La cosa cambia se utilizziamo altre parole: “anelito” per il nostro pensare, “aspirazione” per il nostro sentire e “determinazione” per la nostra volontà. Ora non so che interpretazioni tu davi alla parola “desiderio”, se la tua è solo una semplificazione linguistica o se proprio intendi l’atto del “desiderare”. Questo è il mio punto di vista.

    Passiamo al secondo punto. Effettivamente noi siamo il Tutto solo che ce ne siamo separati (come dire che io sono italiano ma vivo all’estero e ho imparato un’altra lingua), ma Io sono il Tutto e quindi Io sono Dio.

    I 10 comandamenti ben esprimono (velando) tutto ciò. Il loro incipt infatti è.” Io sono il Signore Dio tuo e non avrai altro Dio che me”. Questo “Io sono” è il nostro Io sono che si è “dimenticato” di essere Dio (come io di essere italiano).
    Quindi il Tutto è in me e Io sono nel Tutto: sia nei regni naturali che gerarchia tra le gerarchie. Il vero problema è che lo abbiamo rimosso dalla coscienza, è sprofondato nell’inconscio dove agisce il Drago che ce ne impedisce la visione.

    Per quanto riguarda lo scritto sacro una sola parola: grazie!
    Un abbraccio
    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Chi siamo? Qual'è la nostra Essenza?   Mer Dic 18, 2013 4:39 pm


    In  effetti la parola “Desiderio” era in forma  riassuntiva dove all’interno ci sono tutti e tre i termini che hai usato e che in realtà  fanno comprendere meglio il comportamento nei confronti di un Pensare Sentire e Volere, pertanto grazie infinite per la precisione.


    La tua specificità dei termini mi ha stimolata a fare un’altra riflessione (e chiedo scusa fin da subito se da l’impressione di una riflessione campata per aria).

    Spesso mi fermo a pensare a tutte le cristallizzazioni che la mia anima ha accumulato nel corso degli anni, e dei millenni se vogliamo, e mentre mi osservo , prendo sempre più coscienza del fatto che tutte le memorie che ho accumulato sono le reali responsabili della maggior parte delle cose che dico e che faccio durante la giornata, mentre mi  accingo a lavorare come tutti , a sbrigare faccende, a raccogliermi nel lavoro interiore e quant’altro.  Tutto quello che penso durante la giornata ad esempio ( tranne in quegli attimi di pura intuizione), è influenzato da conoscenze che provengono da un insegnamento ricevuto sempre da altri. Faccio una cosa perché è sempre stata fatta così, ne faccio un’altra perché  fin dal tempo dei tempi  si è sempre fatta in quell’altro modo, uso questa e quell’altra parola perché mi hanno insegnato un significato  che io come tutti ho imparato a scuola o su un libro di valore e  quindi usato per anni, e continuo a darle lo stesso significato perché altrimenti si farebbe confusione su ciò che si vuole dire. A sua volta  uso e do risposte anche agli altri, fondate  su queste cristallizzazioni. Insomma comincio ad essere un pò allergica ad un parlare che sia frutto di questo meccanismo ( uso la parola meccanismo e non processo, perchè mi da proprio l'idea di un meccanismo ) Credo insomma che sia spesso e volentieri solo un gioco di parole, i termini che si usano per definire una cosa, uno stato vibratorio e quant'altro abbia a che fare con il mondo spirituale.


    Insomma credo tu abbia capito dove voglio arrivare. Nulla di ciò che penso o faccio è veramente “Nuovo ed Originale” , Puro, nato dall' unica e stretta collaborazione del mio solo Uomo Storico.  Ti faccio un esempio ( sperando di non passare per pazza) in questi giorni  sono molto determinata nel  creare termini nuovi per qualcosa che prima  conoscevo con altri conosciuti da tutti, questo non tanto per il piacere di differenziarmi dalla massa, ma per abituarmi a creare un nome, un termine che sia in risonanza con il mio pensare sentire e volere indipendentemente che questo termine sia  nel vocabolario oppure no. In altre parole un termine formato dall’unione di vocali e consonanti che vibrano con il mio essere solamente. Giustamente chiunque potrebbe dirmi: e chi ti capirebbe se continuassi a parlare in quel modo? Sicuramente nessuno, ecco perché nella vita di tutti i giorni mi presto ad essere ”normale” per poi impratichirmi in piena libertà nel mestiere di creatore, cominciando da queste piccole cose. Può sembrare pura follia, ma l'esperienza che faccio nel "creare" piccole parole non fondate su memorie, è davvero unica.


    Cosa ne pensi? Sono vicina al ricovero?

    Un grazie anticipatamente
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    MessaggioTitolo: Re: Chi siamo? Qual'è la nostra Essenza?   Mer Dic 18, 2013 5:52 pm


    Ti dirò che anch'io ogni tanto "forzo" il linguaggio alla ricerca di nuove espressioni (questo termine mi pice di più in quanto si tratta di portare la parola ad "esprimere" sempre meglio il concetto che essa sottende).
    Hai/abbiamo degli illustri predecessori: lo Steiner ad esempio che ho "duramente" masticato nel tradurre il calendario dell'Anima.
    E poi Giovanni. Pensa che nell'Apocalisse porta due parole che sono da lui "coniate" e che non ha mai più ripetuto. Ce ne sono altre di "nuove", ma almeno le ha ripetute più volte in contesti diversi per cui si riesce ad intuire cosa significhino. Ma due parole "uniche": che dolore alle meningi! Io penso che esse sono lì solo per chi è arrivato fino a lì. Come un cartello stardale che ti conferma che sei giunto proprio lì.
    Una confidenza: spesso quando penso a te penso ad una "matta" e questo non per le parole o altro, ma per il coraggio e la determinazione con cui guidi la tua vita. E il "matto", detto da me, è un "grande complimento".
    Un abbraccio
    Enzo

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    MessaggioTitolo: Re: Chi siamo? Qual'è la nostra Essenza?   

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