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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2017 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2017 CON ENZO NASTATI
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      Un discorso di Krishnamurti a Bombay

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    neter



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    MessaggioTitolo: Un discorso di Krishnamurti a Bombay   Lun Set 23, 2013 10:15 am

    Bombay, 12 marzo 1950

    Domanda: Il sesso è considerato un bisogno fisico e psicologico irrinunciabile, e sembra essere la causa principale del caos nella vita privata della nostra generazione. Che orrore tante giovani donne vittime della lussuria maschile! La repressione e la permissività sono ugualmente inefficaci. Come affrontare questo problema?

    Krishnamurti: Come mai trasformiamo in problema tutto ciò che tocchiamo? Abbiamo fatto di Dio un problema, dell’amore un problema, dei rapporti e della vita stessa un problema, del sesso un problema. Perché? Perché tutto ciò che facciamo si trasforma in un problema, diventa un orrore? Perché soffriamo? Perché il sesso è diventato un problema? Perché accettiamo una vita fatta di problemi, perché non mettiamo fine ai problemi? Perché non moriamo ai nostri problemi, invece di trascinarceli dietro giorno dopo giorno, anno dopo anno? Il sesso è certamente un punto importante, ma la domanda principale è: perché facciamo della vita un problema? Il lavoro, il sesso, il denaro, pensare, sentire, sperimentare, tutte le cose della vita... perché sono un problema? Non sarà perché pensiamo da un punto di vista fisso, da una visione rigida? Pensiamo dal centro verso la periferia, ma il fatto che, per la maggior parte di noi, la periferia sia il centro fa sì che tutto ciò che tocchiamo diventi superficiale. Ma la vita non è superficiale, vuole essere vissuta totalmente. Vivendo superficialmente, conosciamo solo reazioni superficiali. Tutto ciò che facciamo perifericamente diventa per forza un problema, e questo è il nostro modo di vivere. Viviamo alla superficie, e ci adattiamo a vivere con tutti i problemi di una vita superficiale.
    Quindi, i problemi esisteranno finché vivremo alla superficie, alla periferia. La periferia è l’io e le sue sensazioni, interiori o esteriorizzate, identificate con l’universo, la nazione o qualunque altro prodotto della mente. Finché vivremo entro i confini della mente ci saranno complicazioni e problemi, e non vedremo nient’altro. La mente è sensazione, è il risultato di un accumulo di sensazioni e reazioni, e trasforma tutto ciò con cui viene in contatto in infelicità, confusione, problemi irresolubili. La mente è la vera causa dei nostri problemi, la mente che funziona meccanicamente giorno e notte, consciamente o inconsciamente. Abbiamo sprecato generazioni, e sprechiamo la nostra stessa vita, nel coltivare la mente, nel renderla sempre più intelligente, sempre più pronta, sempre più attiva, e sempre più menzognera e contorta. È un fatto evidente in qualunque nostra azione. La reale natura della mente è la menzogna, la stortura, l’incapacità di affrontare i fatti ... ed è questo che crea i problemi, anzi è questo il problema.
    Che cos’è il problema del sesso? L’atto sessuale, o i pensieri sull’atto? Sicuramente non è l’atto. L’atto sessuale non è un problema, più di quanto non lo sia il cibarsi. Ma se per tutta la giornata pensate al cibo, perché non avete nient’altro a cui pensare, il cibo diventa un problema. Quindi, il problema sta nell’atto sessuale o nei pensieri su di esso? Perché ci pensiamo tanto? Perché ci facciamo sopra tante costruzioni? Film, giornali, racconti, la moda... tutto è rivolto ad alimentare i nostri pensieri sul sesso. Perché la mente ci costruisce sopra? Anzi, perché pensa al sesso? Perché il sesso è diventato il fulcro della nostra vita? Tra tante cose che richiedono la nostra attenzione, l’attenzione maggiore la diamo al sesso. Perché la mente ne è così piena? Perché è la via principale di fuga. È lì che ci dimentichiamo di noi. Per un po’, per un momento, vi dimenticate di voi, perché non conoscete altro modo per riuscirci. Tutte le altre azioni della vita nutrono l’io e il mio. I vostri affari, la vostra religione, i vostri dei, i vostri capi, i vostri comportamenti politici ed economici, le vostre fughe, le vostre attività sociali, il vostro partito contro l’altro partito: tutto ciò serve a sottolineare e a rafforzare l’io. Rimane un’unica azione che non sottolinea l’io, e per questo diventa un problema. Quando nella vita vi resta solo una via di fuga, un solo modo per dimenticarvi di voi per una manciata di secondi, vi ci aggrappate perché è l’unico momento di felicità. Qualunque altra cosa toccate si trasforma in un incubo, in una fonte di sofferenza e dolore, e perciò vi aggrappate all’unica cosa che vi fa dimenticare di voi, quella dimenticanza che chiamate felicità. Ma se vi aggrappate a qualcosa, quella stessa cosa diventa un incubo, perché volete esserne liberi e non schiavi. Così, sempre a partire dalla mente, inventate le idee della castità e del celibato, e cercate di mantenervi celibi e casti attraverso la repressione, il diniego, la meditazione e le varie pratiche religiose, tutte elaborazioni mentali per non affrontare la realtà. Ma è ancora un sottolineare un “io” che vuole diventare. E così vi ritrovate nella fatica, nella pena, nello sforzo e nel dolore.
    Il sesso resterà un problema straordinariamente difficile e complesso finché non avrete compreso che il problema è la mente che pensa al sesso. L’atto in sé non può mai essere un problema: è il pensarci che crea i problemi. Fate di tutto per salvaguardare l’atto sessuale, con comportamenti libertini oppure sfruttando il matrimonio. Ma di certo il problema sarà risolto solo quando capirete tutto il processo e la struttura dell’io e del mio: mia moglie, mio marito, mio figlio, le mie proprietà, la mia automobile, i miei successi, i miei ottenimenti. Finché non avrete compreso e risolto tutto ciò, il sesso sarà un problema. Finché sarete mossi dall’ambizione (in politica, in religione o in qualunque campo), finché sottolineerete l’io, il pensatore, lo sperimentatore, nutrendolo di ambizione, per il vostro vantaggio personale o in nome dell’interesse della nazione, del partito o di un’idea che voi chiamate religione, finché ci sarà accrescimento di sé, il sesso rimarrà un problema.
    Da un lato volete costruire, nutrirvi ed espandervi, e dall’altro volete dimenticarvi di voi, lasciarvi andare anche se solo per un momento. Come possono coesistere queste due tendenze? La vostra vita è in contraddizione: l’accento sull’io e la dimenticanza dell’io. Il sesso non è un problema: il problema è questa contraddizione nella vostra vita, contraddizione che la mente non può risolvere, perché la mente stessa è contraddittoria. Questa contraddizione può essere capita solo comprendendo pienamente la vostra vita quotidiana. Il cinema, i libri letti per stimolare il pensiero, le riviste con fotografie di nudi, il modo in cui guardate gli altri, le occhiate furtive che vi vengono rivolte, sono tutte cose che incoraggiano in modi subdoli la mente ad accentuare l’io; e, nello stesso tempo, cercate di essere gentili, affettuosi e amorevoli. Le due cose non possono andare assieme.
    Una persona ambiziosa, in termini spirituali o altro, non è mai libera da problemi, perché i problemi cessano solo quando l’io è dimenticato, quando l’io non c’è più. Ma tale stato di assenza dell’io non è il prodotto di un atto di volontà, e non è neppure una reazione. Il sesso diventa una reazione, e la mente, cercando di risolvere il problema, non può che renderlo più complicato, più spinoso, più doloroso. Il problema non è l’atto sessuale, ma la mente, la mente che vuole essere casta. La castità non appartiene alla mente. La mente può solo reprimere i suoi movimenti, ma la repressione non è castità. La castità non è una virtù, non può venire coltivata. Chi coltiva l’umiltà non è certamente umile; anche se definisce umiltà il suo orgoglio, resta una persona orgogliosa, ed è per questo che cerca di diventare umile. L’orgoglio non può mai diventare umiltà, e la castità non può mai appartenere alla mente. Non potete diventare casti. Conoscerete la castità solo là dove c’è amore, e l’amore non appartiene alla mente.
    Quindi il problema del sesso, che affligge tante persone in tutto il mondo, non sarà risolto finché non sarà stata compresa la mente. Non possiamo mettere volontariamente fine al pensiero, ma il pensiero ha fine quando scompare il pensatore, e il pensatore scompare quando l’intero processo del pensiero è stato compreso. La paura nasce quando c’è divisione tra il pensatore e il pensiero; solo quando non c’è pensatore, il pensiero non crea conflitto. Ciò che è implicito in qualcosa di concreto, non ha bisogno di sforzo per essere compreso. Vedete, il pensatore, che è un prodotto del pensiero, si sforza di modellare, di controllare i “suoi” pensieri o di arrestarli. Ma il pensatore è un’entità fittizia, un’illusione della mente. Quando si comprende il pensiero come un dato di fatto, non occorre pensarlo ulteriormente. Se c’è nuda consapevolezza senza giudizio, ciò che è implicito in un fatto inizia a rivelarsi. Perciò il pensiero, in quanto fatto, finisce. Allora capirete che i problemi che divorano la nostra mente e rodono il nostro cuore, tutti i problemi della società, possono venire risolti. Il sesso non sarà più un problema, verrà collocato al suo giusto posto, e non sarà né puro né impuro.
    Il sesso ha un suo giusto posto, ma diventa un problema quando la mente gli assegna un ruolo predominante. La mente assegna al sesso un ruolo predominante perché non può vivere senza felicità, e il sesso viene investito di questa problematica. Ma se la mente comprende tutto il proprio processo e giunge perciò a fine, cioè il pensiero si ferma, allora c’è creatività, ed è la creatività che rende felici. Vivere in uno stato di creatività è beatitudine, perché è uno stato di dimenticanza di sé in cui non avvengono reazioni egoiche. Questa non è una risposta teorica all'attuale problema del sesso, è l’unica risposta. La mente nega l’amore, ma senza amore non c’è castità. La mancanza d’amore ha trasformato il sesso in un problema.
    D.: L’amore, come noi lo conosciamo, è la fusione tra due individui, o tra i membri di un gruppo. È esclusivo, e include tanto la gioia che il dolore. Quando lei dice che l’amore è l’unico risolutore dei problemi della vita, dà all’amore un significato che per noi è difficile da sperimentare. Può una persona qualunque, come sono io, sperimentare quel tipo di amore?
    K.: Tutti sono in grado di conoscere l’amore, ma potete farlo solo se considerate i fatti con molta chiarezza, senza resistenze, senza giustificarli e senza precipitarsi a spiegarli. Semplicemente osservare le cose da vicino, con grande precisione e grande chiarezza. Che cos'è questa cosa che chiamiamo amore? Chi mi ha posto la domanda afferma che è qualcosa di esclusivo, e che include tanto la gioia che il dolore. L’amore è esclusivo? Potremo scoprirlo esaminando ciò che chiamiamo amore, ciò che il cosiddetto uomo della strada chiama amore. Non esiste l’uomo della strada. c’è solo l’uomo, come voi e come me. L’uomo della strada è una figura fittizia inventata dai politici. c’è solo l’uomo, voi e io, con il nostro dolore, le nostre ansie e paure.
    Che cos’è la nostra vita? Per scoprire che cos'è l’amore, cominciamo da quello che conosciamo. Che cos’è il nostro amore? È una mescolanza di piacere e dolore, e sappiamo che è esclusivo, privato: mia moglie, i miei figli, la mia nazione, il mio Dio. Lo percepiamo come una fiamma tra il fumo, lo conosciamo attraverso la gelosia, attraverso il predominio, attraverso il possesso, lo conosciamo attraverso la perdita quando l’altro non c’è più. Quindi sperimentiamo l’amore in quanto sensazione, giusto? Quando diciamo di amare, sentiamo gelosia, paura e ansia. Affermando di amare qualcuno, implicitamente parlate di gelosia, di desiderio di possesso e dominio, di paura della perdita, e così via. Chiamiamo amore tutto questo, e non conosciamo un amore senza paura, senza gelosia e senza possessività. Teorizziamo un amore privo di paura e lo definiamo impersonale, puro, divino, o Dio sa come, ma il fatto è che siamo gelosi, che siamo possessivi, che vogliamo dominare. Ma potremo conoscere l’amore solo quando la gelosia, il possesso e il dominio avranno fine. Finché possediamo, non ameremo mai.
    Invidia, possessività, odio, il desiderio di dominare la persona o la cosa che diciamo mia, il desiderio di possedere e di essere posseduti, sono tutti processi mentali, non è vero? Ma l’amore, è un processo mentale? L’amore è un prodotto della mente? Per la maggior parte di noi, sì. Non dite di no, sarebbe assurdo negarlo. Non negate la realtà che il vostro amore è un prodotto della mente. Lo è di sicuro. Altrimenti non sareste possessivi, non vorreste dominare, non direste: “È mio”. Il fatto che lo diciate dimostra che è un prodotto della mente. L’amore, per voi, è un processo del pensiero. Potete pensare quanto volete alla persona che amate, ma questo pensare alla persona amata, è amore? Quando pensate alla persona che amate? Quando se n’è andata, quando non c’è più, quando vi ha lasciato. Ma appena non vi mette più in crisi, appena potete dire: “È mia”, non la pensate più. Così come non pensate ai mobili di casa vostra: vi appartengono. È scattato un processo di identificazione per evitare di essere messi in crisi, per evitare turbamenti, ansie, sofferenza. Avvertite la mancanza della persona che dite di amare solo quando c’è qualcosa che non va, quando vi causa sofferenza. Se invece la possedete non dovete pensarci, perché il possesso serve a proteggere dalle crisi. Quando però il possesso è in pericolo, cominciate a pensare a quella persona e vi dite: “La amo”. Perciò il vostro amore è una semplice reazione mentale, vero? Il vostro amore è una semplice sensazione, e una sensazione non è certamente amore. Pensate alla persona amata quando siete con lei? Quando la possedete, la tenete, la dominate e la controllate, quando potete dire: “È mia, è mio”, il problema non sussiste. Finché avete la certezza del possesso, non si pone nessun problema. La società, e tutto ciò che vi siete costruiti attorno, vi stimola a esercitare il possesso per non essere messi in crisi, per non doverci pensare. Il pensiero nasce solo dalla crisi, e sarete sempre suscettibili di entrare in crisi finché chiamerete amore un semplice processo del pensiero.
    L’amore non è certo un prodotto della mente, ed è proprio perché i prodotti della mente hanno intasato il nostro cuore che non abbiamo amore. I prodotti della mente sono la gelosia, l’invidia, l’ambizione, il desiderio di essere qualcuno, di avere successo. Questi prodotti della mente intasano il vostro cuore, e voi dite di amare. Ma come potete amare se avete in voi questo groviglio? Se c’è fumo, può esserci la pura fiamma? L’amore non è un prodotto della mente, e l’amore è l’unica soluzione ai nostri problemi. L’amore non appartiene alla mente, e una persona che accumuli denaro o nozioni non può conoscere l’amore perché vive dei prodotti della mente. Le sue azioni provengono dalla mente, e tutto ciò che tocca lo trasforma in problemi, confusione, sofferenza.
    Ciò che chiamiamo il nostro amore è un prodotto della mente. Osservatevi, e vedrete che quello che dico è clamorosamente vero. Se non fosse così, la nostra vita, i matrimoni, i rapporti sarebbero completamente diversi, vivremmo in una società totalmente diversa. Ci uniamo a un’altra persona non attraverso la fusione ma mediante un contratto: il matrimonio, che dovrebbe essere amore. Ma l’amore non fonde e non regola, non è personale né impersonale: è uno stato dell’essere. Chi desidera fondersi con qualcosa di più grande, unirsi a un’altra persona, vuole evitare il dolore, la tristezza. La sua mente è ancora separativa, disintegrativa. L’amore non conosce fusione né diffusione, non è personale né impersonale: è uno stato dell’essere irraggiungibile dalla mente. La mente può descriverlo, applicargli un nome o una definizione; ma la parola, la descrizione, non è l’amore.
    Solo quando la mente è silenziosa conosciamo l’amore, e questo stato di calma non è qualcosa che si coltiva. Coltivare è ancora un processo mentale, la disciplina è ancora un prodotto della mente; e una mente disciplinata, controllata, soggiogata, una mente che resiste e che descrive, non può conoscere l’amore. Tutto quello che leggete, tutto quello che sentite dire sull'amore, non è amore. Solo se abbandonate i prodotti della mente, solo quando il vostro cuore si svuota dei prodotti della mente, c’è amore. Allora saprete che cosa significa amare senza separazione, senza distanza, senza tempo e senza paura. L’amore non è riservato a pochi, non conosce gerarchie: è semplicemente amore. Solo quando non c’è amore ci sono i molti e l’uno, c’è il senso dell’esclusivismo. Se amate, non c’è “tu” né “io”. In questo stato dell’essere c’è solo la fiamma senza il fumo.
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