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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2017 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2017 CON ENZO NASTATI
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     Immortalità della coscienza

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    AutoreMessaggio
    neter



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    MessaggioTitolo: Immortalità della coscienza   Mer Apr 10, 2013 1:43 pm

    Nell’opera omnia n°93 di Steiner accenna all’insegnamento di Cagliostro. Spiega che Cagliostro insegnava ai suoi discepoli a costruire un corpo sottile in cui inserire la “propria coscienza “ prima di deporre il corpo fisico. A mio avviso questa è la Vera Via che ogni iniziato dovrebbe comprendere e realizzare, tutto il resto è illusione che la morte spazzerà via, e se per Grazia o Dono sarà salvata l'anima, non è certo paragonabile a chi ha conquistato da se l’immortalità della sua coscienza.
    Neter
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    MessaggioTitolo: LA SCALA NAPOLETANA GLI ARCHANA ARCHANORUM   Mer Apr 10, 2013 10:35 pm

    SI !!!!! DAL SENZA NOME : L'HEN APOLLON KHRISTOS NELLA UMANA PERSONA : IL PENTAGRAMMA MISTICO ALLUDE ALLA COMPIENZA DEL CORPO DI FOLGORE DIAMANTE : L'AUTENTICA VALENZA DELL'ANDARE ALL'ORIENTE IN INDIA : INDIARSI NEL LOGOS VIVENTE SEMPRE RISORGENTE IRRADIAZIONE STILLA QUINTESSENZA YPERESSENZIALE MENDICO ESSERE INTEGRALE : SONO NOBILE E VIAGGIATORE ,,,,, O CALLOSTO
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Ven Apr 12, 2013 1:19 pm


    Commento di Enzo Nastati


    Caro Neter, l’argomento che porti è estremamente difficile e quindi “delicato”. Cosa si può dire o aggiungere a certe affermazioni dello Steiner? Solo chi ha fatto certe esperienze ne può parlare (in modo peraltro limitato).

    Proviamo così.

    Nell’uomo è deposto un Corpo Fisico non materiale, il cosiddetto corpo Incorruttibile che altro non è che il nostro “vero” Corpo fisico” di luce e destinato all’immortalità: il nostro Corpo prima della Caduta. Esso giace ben sepolto in noi, quando riusciremo a farlo riemergere (“pulendo” quanto nel tempo con la Caduta e con le sue conseguenze vi abbiamo deposto sopra) allora esso diventerà il cosiddetto Corpo Glorioso o Corpo di Resurrezione di cui parla anche la Chiesa. Con opportuni esercizi (e tanta pulizia interiore) esso si libera e noi possiamo “emanarlo” secondo le varie occorrenze.

    Vi è un altro Corpo che giace in noi. Il Corpo legato alla formazione del Carbonio 7. Esso corrisponde alla formazione della Pietra filosofale degli alchimisti. In Internet puoi trovare molto sul Carbonio 7 e quindi non mi dilungo. Forse una indicazione è opportuno dare: la trasformazione del carbonio 12 in Carbonio 7 inizia dalla testa per poi scendere al torace/cuore ed infine al metabolismo.

    Oltre questi “Corpi” ve ne sono ancora altri da sviluppare. Mi riferisco alla trasmutazione della nostra materia in dimensioni e risonanze superiori. Il congiungersi con l’Essere dello Spazio, del tempo, della Vita e del Disegno Evolutivo, determina la trasformazione prima del nostro cervello in queste dimensioni, e poi del nostro copro materiale.

    A quale di questi “corpi” si riferiva lo Steiner?

    Da quello che si intuisce lo Steiner si riferiva a questi ultimi “Corpi” ma solo lui può rispondere in Verità.
    Grazie per la domanda.
    Enzo

    sss
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 7:41 am

    neter ha scritto:
    Nell’opera omnia n°93 di Steiner accenna all’insegnamento di Cagliostro.  Spiega che Cagliostro insegnava ai suoi discepoli a costruire un corpo sottile in cui inserire la “propria coscienza “ prima di deporre il corpo fisico. A mio avviso questa è la Vera Via che ogni iniziato dovrebbe comprendere e realizzare, tutto il resto è illusione che la morte spazzerà via, e se per Grazia o Dono sarà salvata l'anima, non è certo paragonabile a chi ha conquistato da se l’immortalità della sua coscienza.
    Neter

    Ha portato un argomento molto delicato e che meriterebbe molto più che un piccolo stralcio affinchè le persone possano capire. Forse invece ha voluto portare un piccolo stimolo alla ricerca di questa via che molto chiaramente scrive essere l'unica per lei.
    La domanda è: tutto il resto ( oltre a questa via) è davvero illusione?
    Esiste davvero solo ed esclusivamente questa via dunque? Se tutto il resto è illusione che la morte spazzerà via come scrive nel suo post, tutto il resto che altri pochi grandi iniziati hanno portato come lo definirebbe?

    Infine ultima domanda se gentilemnte vuole rispondere: è davvero sicuro che quando, e se la Grazia decide di salvare l'anima di un uomo, non sia paragonabile a chi ha conquistato da se l'immortalità della sua coscienza? Può  l'uomo, conoscendo davvero così poco della Grazia, "osare" una affermazione così forte?
    Non crede che in questa affermazione ci " possa" e specifico ci "possa" ( perchè verità in tasca non ne hanno neppure i più grandi iniziati) essere un gioco sottile dell'ego?

    E per finire, tralasciando la prima parte un pò troppo complicata per chi non mastica ermetismo e alchimia, se la sente di spiegarmi con sue parole, cos'è la Grazie o il Dono per lei?

    Restando in attesa, ringrazio anticipatamente
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    neter



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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 5:34 pm

    Gentile Araba Fenice le rispondo tra le righe

    neter ha scritto:
    Nell’opera omnia n°93 di Steiner accenna all’insegnamento di Cagliostro.  Spiega che Cagliostro insegnava ai suoi discepoli a costruire un corpo sottile in cui inserire la “propria coscienza “ prima di deporre il corpo fisico. A mio avviso questa è la Vera Via che ogni iniziato dovrebbe comprendere e realizzare, tutto il resto è illusione che la morte spazzerà via, e se per Grazia o Dono sarà salvata l'anima, non è certo paragonabile a chi ha conquistato da se l’immortalità della sua coscienza.
    Neter


    Ha portato un argomento molto delicato e che meriterebbe molto più che un piccolo stralcio affinchè le persone possano capire. Forse invece ha voluto portare un piccolo stimolo alla ricerca di questa via che molto chiaramente scrive essere l'unica per lei.
    La domanda è: tutto il resto ( oltre a questa via) è davvero illusione?
    Esiste davvero solo ed esclusivamente questa via dunque? Se tutto il resto è illusione che la morte spazzerà via come scrive nel suo post, tutto il resto che altri pochi grandi iniziati hanno portato come lo definirebbe? ( Questa mia affermazione voleva essere una provocazione )

    Infine ultima domanda se gentilemnte vuole rispondere: è davvero sicuro che quando, e se la Grazia decide di salvare l'anima di un uomo, non sia paragonabile a chi ha conquistato da se l'immortalità della sua coscienza?  (Questa frase l'ho sentita pronunciare da un Fratello, di cui la sua vita è stata un tutt'uno con la Grazia, ed è subito risuonata nell'animo mio)  Può  l'uomo, conoscendo davvero così poco della Grazia, "osare" una affermazione così forte?
    Non crede che in questa affermazione ci " possa" e specifico ci "possa" ( perchè verità in tasca non ne hanno neppure i più grandi iniziati) essere un gioco sottile dell'ego?

    E per finire, tralasciando la prima parte un pò troppo complicata per chi non mastica ermetismo e alchimia, se la sente di spiegarmi con sue parole, cos'è la Grazie o il Dono per lei? ( La Grazia per me è un Dono di Dio, che rende la Vita e la ricerca "relativamente facili" ).

    Restando in attesa, ringrazio anticipatamente ( La ringrazio per le sue domande)
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 6:28 pm

    neter ha scritto:
    ( Questa mia affermazione voleva essere una provocazione )

    Scusi se faccio un'altra domanda. Voleva essere una provocazione per quale motivo?
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 6:32 pm

    Gentili tutti, la parola “Grazia” merita un approfondimento.

    Grazia deriva dal greco chàris inteso come Carità, Dono, e quindi “Amore gratuito ed operante”. L’Amore operante è l’amore che si dona totalmente come grazia per chi lo riceve. Ciò corrisponde all’Amore divino, mentre agapao corrisponde all’Amore spirituale che si differenzia da fileo (amore familiare o coniugale) e eros (amore sensuale). È interessante notare come nell’Antico Testamento la grazia era sempre collegata “agli occhi di Dio” (es: Noè trovò grazia agli occhi di Dio (Gen. 6,8 ). Nel Nuovo Testamento la grazia assume l’aspetto di Dono portatoci dal Cristo, Dono cui possiamo accedere prima per “fede” e poi salendo al “credere”.

    Nelle Lettere agli Efesini (2,8 ) troviamo: “Infatti è per grazia che siete stati salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, è il dono di Dio”. E in Tito (3,7): “affinché, giustificati dalla sua grazia, diventassimo, in speranza, eredi della vita eterna”. Ecco come la “nuova” grazia diventa il dono per ricevere la Vita eterna, nella Casa del Padre attraverso l’entrata nel Regno.

    Ricordiamo il versetto 1,16 del Vangelo di Giovanni: “E dalla sua plenitudine noi tutti ricevemmo grazia per grazia”.
    Spero che ciò sia di aiuto per meglio comprendere il concetto di “grazia”.

    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 6:43 pm

    Cari tutti, mi permetto di riprendere la frase di Araba Fenice e la risposta (in grassetto) di Neter.

    Araba Fenice:
    “E per finire, tralasciando la prima parte un pò troppo complicata per chi non mastica ermetismo e alchimia, se la sente di spiegarmi con sue parole, cos'è la Grazie o il Dono per lei?
    ( La Grazia per me è un Dono di Dio, che rende la Vita e la ricerca "relativamente facili. Neter"  )”.

    L’idea vorrei dire “concreta” che mi sono fatto della Grazia è un po’ diversa da quanto affermato da Neter.

    La Grazia è un Dono del Mondo dello Spirito che ci permette di cogliere una realtà spirituale superiore. Questo Dono è però transitorio, nel senso che esso è sempre seguito da una prova, prova inerente il livello che per “Grazia” avevamo  (permettetemi l’espressione) “annusato”. Al superamento della prova la facoltà inerente al Dono viene “confermata” e diventa un talento acquisito.
    La progressione quindi è: Grazia, prova, superamento della stessa, dono acquisito. E così procediamo di Grazia in Grazia secondo il Disegno Evolutivo cui tutti tendiamo.
    Spero di essere stato utile.

    Grazie

    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 6:48 pm

    Grazie per gli esaustivi approfondimenti.
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    neter



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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ago 05, 2014 9:34 pm

    Caro Enzo, se " possiamo affermare": La Grazia è un Dono del Mondo dello Spirito che ci permette di cogliere una realtà spirituale superiore,
    (concordo); questo lo possiamo realizzare  perché vi è anche  un altro aspetto della grazia: Il mio giogo è dolce e soave , ho citato una frase tratta dal vangelo per rappresentare con altre parole un aspetto delle infinite possibilità che la Grazia può concedere ad ogni uomo. Ognuno di noi coglie quello che la Grazia gli offre secondo la sua fede e il lavoro che ha fatto su se stesso.

    Grazie Neter
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mer Ago 06, 2014 11:35 am

    Caro Neter, tutto bene e... una precisazione.
    Il termine "giogo" ci ricorda i "buoi", animali"aggiogati" a coppia e destinati ai lavori più faticosi. Il Cristo, quando pronuncia quella frase, penso intenda ben altro. Il termine "giogo" deriva infatti dal latino iugum il quale a sua volta deriva dal sanscrito yugam dalla radice yug da cui la ben conosciuta parola "yoga". Quindi il Cristo ci dice che lo "yoga" (ossia la via per ricongiungersi a Lui) è soave e leggera. Altre cose analoghe dice, come "misericordia desidero e non sacrificio" con buona pace di tutte le penitenze, sensi di colpa e imposizioni impostaci dalla nostra cultura ecclesiale.
    Aggiungerei anche l'assonanza tra "giogo" e "gioia", dove con il termine "gioia" si intende la condizione che nasce nell'anima quando è ricolma di spirito (e quindi ritorna il motivo del "giogo" tra anima e spirito).
    Buon tutto
    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Gio Ago 07, 2014 8:46 am

    Credo invece che il Cristo intenda proprio peso, carico:
    Matteo 11:29-30
    29 «Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».
    (vedasi anche Matteo 16:24
    «Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua».
    Riguardo le etimologie e le assonanze , occorre stare sempre attenti
    gioia viene dal francese antico joie,derivazione dal latino gaudia, plurale di gaudium
    altrimenti, volendo, si può ricamare sopra l’assonanza tra giogo e gioco, e buon divertimento al bove aggiogato.
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Gio Ago 07, 2014 1:26 pm

    Gentile Lorenzo, il passo riportato (Mt 11,29) “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero» forse si può meglio comprendere se leggiamo anche il versetto precedente ed il seguente, eccoli: “Venite a me voi tutti che siete stanchi e siete gravati ed io vi farò sperimentare la morte. Prendete su di voi il mio giogo, e imparate da me, che sono mite ed umile nel cuore; e troverete l’esperienza della morte per le vostre parti superiori. Infatti il mio giogo è giovevole ed il mio carico leggero”.
    Ora mi sembra che tra “ristoro per le vostre anime” e “esperienza della morte per le vostre parti superiori” ci sia un a certa differenza. Anche la parte relativa al giogo viene più correttamente tradotto con “giogo è giovevole”.

    Metto già  le mani avanti rispetto all’obiezione che il testo greco non dice “le vostre parti superiori” ma dice “psychè” che noi traduciamo comunemente con “anima”. Qui la traduzione deve collegarsi anche all’aspetto culturale dei greci, essi infatti con il termine “psyché” intendevano tutte le parti sottili (corpo eterico, anima e spirito).
    Anche l’altro passo (Matteo 16:24) è un po’ diverso. Infatti a “canonico”: “Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” preferisco “Se qualcuno vuole venire dietro di me, neghi se stesso e prenda la sua croce e venga insieme a me. Infatti chi vorrà salvare la sua anima la farà morire, chi invece farà morire la sua anima a causa mia, la troverà”.
    Infine ho ben sottolineato che tra giogo e gioia vi è solo un’assonanza e non una derivazione etimologica. Come dire che il Genio della nostra lingua ha ritenuto opportuno scegliere questa particolare assonanza tra questi due concetti-idee: un caso?

    Spenderei anche una parola sul gioco! Nell’esoterismo (e la Statua scolpito dallo Steiner e collocata nel Goetheanum ce lo dimostra), si è sempre visto il cammino dell’uomo come un “gioco”, infatti nella parte superiore della sua Statua lo Steiner ha raffigurato uno strano personaggio sornione e ridacchiante che osserva tutta la scena del cammino dell’uomo tra Lucifero e Arimane. A chi gli ha chiesto cosa esso rappresentasse, egli rispose: l’umorismo cosmico!
    Anche Raffaello ai piedi della sua Madonna Sistina ha raffigurato due famosi angioletti che tranquillamente e giocosi si guardano la scena: perché? Chi sono? Cosa rappresentano?

    Con tutto ciò ringrazio per l’osservazione, osservazione che ci ha permesso di scendere maggiormente in profondità nei “piccoli” misteri dei Vangeli e del cammino iniziatico.

    Ancora grazie
    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Gio Ago 07, 2014 7:22 pm

    Mah, pur ringraziando della cortese risposta mi sento di dover caldeggiare una maggiore cautela nel proferire e perizia nel tradurre:
    - Se i greci con il termine “psyché” intendevano tutte le parti sottili (corpo eterico, anima e spirito) allo stesso modo si potrà dire che gli italiani con il termine "corpo" intendevano tutto l’uomo (corpo fisico corpo eterico, corpo astrale e corpo dell’io). Ma in realtà i greci distinguevano benissimo "la psiche vegetativa nei soli vegetali; la psiche sensitiva nei vegetali e negli animali; la psiche vegetativa, la psiche sensitiva e la psiche intellettiva nell'uomo" - See more at: http://psicologia.zanichellipro.it/voce/13252/definizione-psiche/#sthash.IXDcObbv.dpuf oppure leggasi Aristotele.
    - Riporto da http://www.laparola.net/greco/index.php la traduzione interlineare dei versetti matteani del capitolo 11

    e chiedo perché mai ἀναπαύσω (anapausô: darò riposo) e εὑρήσετε ἀνάπαυσιν ταῖς ψυχαῖς ὑμῶν (eurêsete anapausin tais psuchais umôn: troverete riposo alle anime vostre ) si siano potute tradurre rispettivamente con “vi farò sperimentare la morte” e “troverete l’esperienza della morte per le vostre parti superiori”.
    Il senso del brano, che ricecheggia Geremia 6:16 Così dice il SIGNORE: «Fermatevi sulle vie e guardate, domandate quali siano i sentieri antichi, dove sia la buona strada, e incamminatevi per essa; voi troverete riposo alle anime vostre!" si rispecchia in Matteo 23,2-4 «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito.” E si suggella infine in 1Giovanni 5,3Perché questo è l'amore di Dio: che osserviamo i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.”
    - Non conviene prendere sempre sul serio quel matacchione del genio della lingua, che sovente si compiace di tirar colpi mancini (cos’avranno in comune l'ossigeno, l'osso e l'ossesso?).
    Giova anche rilevare che il giogo, giovevole per il padrone del campo, altrettanto non lo è per il bue a trascinar l’aratro.
    Ossequi
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Ven Ago 08, 2014 9:33 am

    Gentile Lorenzo, innanzi tutto mi compiaccio per lei, per la sua attenzione alla Sacra Scrittura: per mia esperienza non è assolutamente “merce comune”.
    Per quanto riguarda le sue osservazioni devo mestamente ritirarmi dato che il gruppo con il quale abbiamo lavorato (per 10 anni) alla traduzione dei Vangeli, si è da tempo sciolto (anche con spostamento di città).
    Questo lavoro è iniziato proprio per ovviare alle “traduzioni” della CEI, molto manipolate e soprattutto condizionate da una pesante interpretazione materialistica.
    Non nascondo che la sua attenzione alle sfumature delle Parole mi ha fatto nascere il pensiero di una sua (eventuale) collaborazione al lavoro che ora stiamo facendo (solo in due persone): la traduzione del Cantico dei Cantici dall’ebraico e dal greco (con dominanza, per ora, di quest’ultima versione). Che ne dice?

    Buona giornata
    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Sab Ago 09, 2014 9:05 am

    lusingato, imbarazzato declino
    cordialità
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mar Ott 14, 2014 7:34 pm


    Gentile neter, ho aspettato a lungo una sua risposta, riguardo alla sua affermazione provocatoria, ( come da lei definita) ma temo che la risposta non arriverà mai.

    Riprovo: perchè dopo aver postato una affermazione come questa:

    Nell’opera omnia n°93 di Steiner accenna all’insegnamento di Cagliostro. Spiega che Cagliostro insegnava ai suoi discepoli a costruire un corpo sottile in cui inserire la “propria coscienza “ prima di deporre il corpo fisico. A mio avviso questa è la Vera Via che ogni iniziato dovrebbe comprendere e realizzare, tutto il resto è illusione che la morte spazzerà via, e se per Grazia o Dono sarà salvata l'anima, non è certo paragonabile a chi ha conquistato da se l’immortalità della sua coscienza.

    Risponde con queste parole?

    ( Questa mia affermazione voleva essere una provocazione )



    Mi scusi ma vorrei solo capire
    Grazie
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    neter



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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Gio Ott 16, 2014 9:45 am

    Gentile Araba Fenice, volevo “provocare” una seria riflessione su questa frase di Steiner: Nell’opera omnia n°93 di Steiner accenna all’insegnamento di Cagliostro. Spiega che Cagliostro insegnava ai suoi discepoli a costruire un corpo sottile in cui inserire la “propria coscienza “ prima di deporre il corpo fisico.
    Credo che non vi siano molte possibilità per salvaguardare la propria coscienza con l’evento della morte fisica, una via è senz’altro quella citata dallo Steiner (che Cagliostro insegnava ai suoi).

    Grazie Neter
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    Araba Fenice

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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Ven Ott 17, 2014 8:36 am

    Grazie a lei neter

    Imaginavo la sua risposta ma non essendone sicuro ho preferito accertarmi.. D’altra parte basta leggere quello che posta  e ci si rende subito conto ( almeno per chi mastica  Ermetismo e Alchimia) che il filone che posta è quasi sempre lo stesso. Filone interessante, profondo, molto profondo e che nasconde grandi verità, ma mi lasci aggiungere un ma….  e qualche puntino….
    Steiner in effetti ha scritto qualcosa su Cagliostro e chi ha avuto orecchi ed esperienza per intendere, ha capito benissimo a cosa si riferiva, da questo però possiamo dedurre che “operazioni” e “grandi opere” siano ancora necessarie ai tempi nostri e soprattutto ( come sento in alcuni ambienti) siano ancora oggi considerate dai pochi che si considerano arrivati, le sole possibili?

    Ora lei ha scritto giustamente che quella di Cagliostro è senz’altro una via, pertanto mi permetto di chiederle se lei conosce questa via tanto da consigliarla, anche se l’espressione usata sembra essere diversa il succo non cambia. Chi scrive che una via è senz’altro questa, deve perlomeno conoscerla ed averne fatto l'esperienza, con relativi " successi". Mi permetta questo termine più alla portata di tutti.
    La ringrazio ancora e attendo se vuole una risposta
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Ven Ott 17, 2014 9:28 am



    Cari tutti, il proporre antiche vie di iniziazione è sempre da un lato affascinante e dall’altro comporta dei pericoli.

    Affascinante perché molti di noi le hanno a suo tempo almeno “annusate”, pericoloso perché tutto cambia e con una velocità che sicuramente si può caratterizzare come “crescente”.
    Che senso ha quindi riprendere le vecchie vie?
    Il senso, a mio avviso, sta nel cogliere ciò che di “eterno” è presente in esse e questo lo si può fare “spogliandole” della “forma” con la quale si sono rivestite. Sarà poi nostra cura comprendere questo “eterno” e coglierne l’evoluzione, la metamorfosi per i nostri tempi. La ritualità con cui Cagliostro (e altri maestri come lui) rivestiva le sue cerimonie magiche, era sicuramente molto potente e … magica. Chiediamoci se la magia liturgica è ancora una via adatta all’uomo di oggi (mi riferisco allo sviluppo dell’Anima cosciente) o se è retaggio di altri stati animici maggiormente influenzabili da paramenti, incensi, candele, mantram ecc. ecc.
    E’ chiaro che ritengo tutto questo “vecchio”, anzi, come dice lo Steiner riferendosi al cosiddetto “male”: “un bene fuori posto” (nello spazio e nel tempo).
    La domanda vera e profonda potrebbe essere: come, dove, quando e perché oggi ho sperimentato l’agire del Mondo dello Spirito, ossia la cornice degli eventi che ha fatto sì che il Mondo dello Spirito ha, per così dire, “bussato” con maggior forza alla mia porta?

    Rispondere a queste domande significa essere nel “qui e ora”, unica (e sicura) via al Cristo.

    Grazie per attenzione

    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Ven Ott 17, 2014 9:53 am

    Gentile Araba Fenice, per quanto mi riguarda, ritengo che non sia importante per altre persone se io conosco questa Via, poiché penso che sia deleterio (in ambito ermetico-alchemico) prendere come riferimento, consigli ed esperienze di altri. Vi è un motto che dice: quello che per uno è medicina per un altro è veleno. Credo che da scritti ermetici – alchemici, ogni serio ricercatore, può “ avere “ delle profonde intuizioni per coglierne il loro vero valore e comprendere interiormente, se una Via come quella insegnata da Cagliostro possa essere per lui medicina o veleno.

    Grazie Neter
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Ven Ott 17, 2014 1:21 pm

    Caro neter, sono in perfetta sintonia con con quanto scrive, anche se lei saprà bene ( almeno credo, visto che ha velatamente consigliato) che in ambito ermetico-alchemico invece funziona proprio al contario, e ancora oggi chi entra in qualche ordine massonico o incontra esternamente qualche suo membro col fine di iniziare questo percorso, ci sono severissime regole da rispettare, compresa quella di essere seguiti e consigliati da chi ne sa di più, ed è proprio su questo saperne di più che va la mia totale attenzione e tristezza nonchè raccomandazione (per chi si cimentasse) di guardarsi bene attorno, perchè dietro a quello che spesso sembra un "maestro" si nasconde un pasticcione che crede di aver trovato l'acqua santa e anzichè " accompagnare" il malcapitato ( non me ne voglia per l'espressione usata) convinto di aver trovato la soluzione a quanto da lei postato all'inizio, ha trovato un labirinto dentro il quale, gli si può augurare solo Forza, Calma e tanto Discernimento.  Che la coscienza di questi uomini volenterosi sia tale da riconoscere i loro iniziatori dai loro frutti.  " Dai loro frutti li riconoscerete"
    Riguardo alle profonde intuizioni siamo daccordo ma aggiungiamo che neppure per un serio ricercatore oggi è facile scegliere cosa sia per lui medicina o veleno facendosi strada fra gli scritti ermetici/alchemici dove le grandi verità sono state sostituite da  manipolazioni che sono state fatte nel corso degli anni e che pochi ( nell'ordine di una mano a mio avviso) sanno riconoscere. Le verità inoltre, anche quando tali, fissate in una forma diventano di fatto dogmi e di questi ha lungamente parlato il Dott Steiner  riferendosi a libri e biblioteche che guarda caso ha chiamato “ roccaforte di Arimane” per questo che mi trovo daccordo con quanto detto dal Sig Nastati: il senso sta nel “ cogliere” ciò che di eterno è presente in queste verità, spogliandole da quella forma che per l'alchimista ( rimasto indietro)  invece è ancora  fondamentale, solo così anche la Genesi diventerà un perpetuo presente possibile all'uomo che ha saputo  coglierne le verità in essa.
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Lun Ott 20, 2014 7:07 am

    Gentile Arba Fenice, concordo con il suo  pensiero. Aggiungo uno spunto  di Paolo M. Virio, tratto dal suo libro Orientamenti iniziatici, scrive che: lo scopo dell’Uomo su questa terra è la sua Deificazione, che si può realizzare sia attraverso un percorso ermetico – alchemico, sia attraverso la Grazia unita allo sforzo personale. Inoltre (questo è un mio pensiero) ciò che fa la differenza non è la Via, ma l’intento dell’operatore.

    Grazie Neter
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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mer Mag 25, 2016 7:10 pm

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    MessaggioTitolo: Re: Immortalità della coscienza   Mer Mag 25, 2016 8:44 pm

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