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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2018 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2018 CON ENZO NASTATI
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     L’AMATO EGO DI SAMAEL AUN WEOR

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    AutoreMessaggio
    neter



    Messaggi : 208
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    MessaggioTitolo: L’AMATO EGO DI SAMAEL AUN WEOR   Lun Gen 28, 2013 2:46 pm

    L’AMATO EGO
    Dal momento che “superiore” e “inferiore” sono due sezioni di una stessa cosa, non è superfluo
    enunciare la tesi seguente: “io superiore ed io inferiore sono due aspetti dello stesso ego tenebroso
    e pluralizzato”.
    Il cosiddetto io divino, io superiore, alter ego o cose del genere non sono altro che un sotterfugio
    del me stesso, una forma di auto-inganno.
    Quando l’io vuole continuare qui e nell’aldilà, si autoinganna con il falso concetto di un io
    divino immortale...
    Nessuno di noi ha un io vero, permanente, immutabile, eterno, ineffabile, ecc., ecc.
    In realtà, nessuno di noi ha una vera ed autentica Unità di Essere: purtroppo, non possediamo
    neppure un’individualità vera e propria.
    Nonostante l’ego continui al di là del sepolcro, esso ha, tuttavia, un principio e una fine.
    L’ego, l’io non è mai qualcosa di individuale, unitario, completo e totale insieme. In effetti,
    l’io è una pluralità di io.
    Nel Tibet orientale gli io vengono chiamati aggregati psichici o semplicemente valori, siano
    essi positivi o negativi.
    Se pensiamo a ciascun io come a una persona differente, possiamo senz’altro affermare quanto
    segue: “Dentro ogni persona che vive nel mondo, esistono molte persone”.
    Non c’è dubbio: dentro ognuno di noi vivono moltissime persone diverse..., alcune migliori,
    altre peggiori...
    Ognuno di questi io, ognuna di queste persone lotta per la supremazia, vuoi essere l’unica e,
    ogni volta che può, controlla il cervello intellettuale o i centri emozionale e motore, fino a quando
    un’altra non la sloggia e rimpiazza...
    La dottrina dei molti io fu insegnata nel Tibet orientale da veri chiaroveggenti, da autentici
    illuminati...
    Ognuno dei nostri difetti psicologici è personificato da questo o quell’io. Siccome abbiamo
    migliaia o addirittura milioni di difetti, evidentemente dentro di noi vive un sacco di gente.
    In materia psicologica abbiamo potuto chiaramente constatare che i soggetti paranoici, dediti
    all’adorazione di se stessi, i mitomani, per nulla al mondo abbandonerebbero il culto dell’amato
    ego.
    Evidentemente costoro odiano a morte la dottrina dei molti io.
    Quando si vuole veramente conoscere se stessi, ci si deve auto-osservare e cercare di conoscere
    i diversi io che stanno dentro la personalità.
    Se qualcuno dei nostri lettori non comprende ancora la dottrina dei molti io lo deve
    esclusivamente alla mancanza di pratica in materia di auto-osservazione.
    Man mano che si pratica l’auto-osservazione interiore, si va automaticamente scoprendo un
    sacco di gente: numerosi io che vivono nella nostra propria personalità.
    Chi nega la dottrina dei molti io, chi adora un io divino, di certo non si è mai auto-osservato
    seriamente. Parlando stavolta in termini socratici, diremo che gente così non solo ignora ma anzi
    ignora di ignorare.
    Infatti, non potremo mai conoscere noi stessi, senza un’autoosservazione seria e approfondita.
    Fintanto che un qualsiasi individuo insista nel considerarsi “uno”, qualsiasi cambiamento
    interiore sarà qualcosa di veramente impossibile.
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    MessaggioTitolo: Re: L’AMATO EGO DI SAMAEL AUN WEOR   Mer Gen 30, 2013 8:21 am

    Caro neter mi permetto di inserirmi con dei commenti blu al tuo post


    Dal momento che “superiore” e “inferiore” sono due sezioni di una stessa cosa, non è superfluo
    enunciare la tesi seguente: “io superiore ed io inferiore sono due aspetti dello stesso ego tenebroso
    e pluralizzato”. Superiore e inferiore sono due concetti attinenti allo spazio: chiediamoci se l’Io è una Entità “spaziale” oppure è al di fuori dello spazio (e del tempo).Se ipotizziamo che ne è, allora questa differenzazione cade.
    Il cosiddetto io divino, io superiore, alter ego o cose del genere non sono altro che un sotterfugio
    del me stesso, una forma di auto-inganno. Chi afferma questo? Un uomo in “crescita interiore” (e lo siamo tutti, può, come fosse un ragazzo a scuola, dare affermazioni riguardo al programma di studio della classe superiore? O di due classi? Con che “autorità” si affermano queste cose?
    Quando l’io vuole continuare qui e nell’aldilà, si autoinganna con il falso concetto di un io
    divino immortale.. Come sopra.
    Nessuno di noi ha un io vero, permanente, immutabile, eterno, ineffabile, ecc., ecc.
    In realtà, nessuno di noi ha una vera ed autentica Unità di Essere: purtroppo, non possediamo
    neppure un’individualità vera e propria. Conoscere l’Io (io lo scrivo sempre in maiuscolo), è conoscere la propria parte divina, eterna, perfetta. Egli accompagna nella discesa in terra ma si “ferma” sul Sole e lascia che siano le nostre componenti non divine a scendere fino alla terra, fino ad un corpo fisico,eterico e animico personalizzato. Egli, dal Sole, ci accompagna come un tutore per poi, alla nostra morte e risalita, riunirsi alle componenti trasformate di noi stessi. Durante la nostra esistenza egli continuamente agisce”dal di fuori” stimolandoci, creando possibilità evolutive, agendo nella nostra coscienza. Si chiama “iniziazione” il congiungersi con questa realtà divina in vita.
    Nonostante l’ego continui al di là del sepolcro, esso ha, tuttavia, un principio e una fine. L’ego è la personalità, ossia l’Io “guardato” attraverso gli occhi dell’anima. Da ciò la sua molteplicità e mutevolezza. L’Io è invece l’individualità, unica, eterna irripetibile.
    L’ego, l’io non è mai qualcosa di individuale, unitario, completo e totale insieme. In effetti,
    l’io è una pluralità di io.
    Nel Tibet orientale gli io vengono chiamati aggregati psichici o semplicemente valori, siano
    essi positivi o negativi. Come detto questa è la personalità.
    Se pensiamo a ciascun io come a una persona differente, possiamo senz’altro affermare quanto
    segue: “Dentro ogni persona che vive nel mondo, esistono molte persone”.
    Non c’è dubbio: dentro ognuno di noi vivono moltissime persone diverse..., alcune migliori,
    altre peggiori...
    Ognuno di questi io, ognuna di queste persone lotta per la supremazia, vuoi essere l’unica e,
    ogni volta che può, controlla il cervello intellettuale o i centri emozionale e motore, fino a quando
    un’altra non la sloggia e rimpiazza... E’ certo che in noi vive e questa pluralità di personalità; esse sono come un condominio dove vari inquilini sbraitano l’uno contro l’altro. Compito dell’Io è portare ordine, armonia, equilibrio in loro e tra di loro.
    La dottrina dei molti io fu insegnata nel Tibet orientale da veri chiaroveggenti, da autentici
    illuminati... L’iniziazione tibetana è sempre stata luciferina… Conosciamo che vi sono anche queste iniziazioni? Sappiamo distinguerle? Lucifero non “ama” l’Io vero Cristico, egli “ama” la personalità.
    Ognuno dei nostri difetti psicologici è personificato da questo o quell’io. Siccome abbiamo
    migliaia o addirittura milioni di difetti, evidentemente dentro di noi vive un sacco di gente.
    In materia psicologica abbiamo potuto chiaramente constatare che i soggetti paranoici, dediti
    all’adorazione di se stessi, i mitomani, per nulla al mondo abbandonerebbero il culto dell’amato
    ego. E’ Lucifero che li spinge , è Lucifero che chiede di essere adorato.
    Evidentemente costoro odiano a morte la dottrina dei molti io.
    Quando si vuole veramente conoscere se stessi, ci si deve auto-osservare e cercare di conoscere
    i diversi io che stanno dentro la personalità. Quando si guarda dentro di sé si trova l’ego e mai l’Io (che sta di “casa” sul Sole. Solo confrontandoci con un altro Io (il “maestro”, una persona più evoluta, ecc.) l’Io “Vero” si accende in noi. Guardare dentro di sé significa perdersi in quanto manca il riferimento (l’altro vero io). La psicanalisi ha creato un modi di fantasie riguardo all’Io e all’ego, prova ne sia questo post dove continuamente si confondono queste due realtà.
    Se qualcuno dei nostri lettori non comprende ancora la dottrina dei molti io lo deve
    esclusivamente alla mancanza di pratica in materia di auto-osservazione. Come sopra.
    Man mano che si pratica l’auto-osservazione interiore, si va automaticamente scoprendo un
    sacco di gente: numerosi io che vivono nella nostra propria personalità. E’ l’ego e non l’Io.
    Chi nega la dottrina dei molti io, chi adora un io divino, di certo non si è mai auto-osservato
    seriamente. Parlando stavolta in termini socratici, diremo che gente così non solo ignora ma anzi
    ignora di ignorare. Credo che questa affermazione valga anche per il post.
    Infatti, non potremo mai conoscere noi stessi, senza un’autoosservazione seria e approfondita.
    Fintanto che un qualsiasi individuo insista nel considerarsi “uno”, qualsiasi cambiamento
    interiore sarà qualcosa di veramente impossibile. Concludo anch’io permettendomi di affermare che il paragone “esterno”cui fare riferimento esiste e si chiama Gesù Cristo. Probabilmente non proprio il Cristo moraleggiante e sessuofobo della chiesa cattolica, ma il Suo insegnamento chiaro e netto che si può trovare studiando, vivendo i vangeli. L’Io umano divino e eterno è chiamato a confrontarsi con Colui che è l’Io sono-Io sono (roveto ardente), Colui che ci ha aperto la via- certamente non luciferina - per unirci in vita al nostro vero Io: la Vita Eterna.

    Grazie per la possibilità di chiarimento che mi è stata offerta.
    Ognuno, nella sua libertà interiore, valuti come meglio crede queste argomentazioni.
    Enzo
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    http://arcadellavita.forumattivo.it
    neter



    Messaggi : 208
    Data d'iscrizione : 06.06.11

    MessaggioTitolo: Specificazione    Mer Gen 30, 2013 11:24 am

    Specificazione
    Caro Enzo, quanto tu scrivi è corretto , ma lo è anche lo scritto di Samael Aun Weor , infatti bisogna tener presente che, quando Samael parla di Io , non lo intende come nel linguaggio antroposofico ; con Io definisce un ‘ aspetto dell’Ego a cui ogni persona normale si riferisce quando : parla e manifesta se stessa . Samael Aun Weor nomina l’Io, “come viene definito nel linguaggio antroposofico “ , con il termine "Essenza" . Credo che (il suo sistema) , rispecchia più fedelmente un linguaggio comune a tutte le persone , affinché possano capire più facilmente ciò che scrive. Grazie Neter

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    MessaggioTitolo: Re: L’AMATO EGO DI SAMAEL AUN WEOR   

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