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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2017 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2017 CON ENZO NASTATI
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     Iniziazione - Rudolf Steiner

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    MessaggioTitolo: Iniziazione - Rudolf Steiner   Gio Giu 28, 2012 8:58 am


    L'ASCOLTO

    Di particolare importanza per l’educazione del discepolo è il modo come egli ascolta gli altri uomini quando parlano.
    Egli deve abituarsi, quando ascolta, a far tacere, completamente la propria interiorità.
    Quando qualcuno esprime un’opinione, e un altro lo ascolta, nell’interiorità di quest’ultimo sorge in generale un sentimento di approvazione o di opposizione, e molti si sentiranno subito spinti a esternare il loro consenso o, specialmente, la loro opinione contraria.
    Il discepolo deve mettere a tacere ogni siffatta approvazione o opposizione.
    Nell’indagine spirituale questa disciplina viene praticata sistematicamente.
    L’uomo riesce in tal modo ad ascoltare le parole degli altri con perfetta imparzialità, facendo completa astrazione dalla propria persona, e dalle opinioni e dal modo di sentire di essa.
    Se si esercita in questo modo ad ascoltare senza criticare, anche quando viene esposta un’opinione completamente opposta alla sua, anche quando si svolgono dinanzi a lui le maggiori stravaganze, egli impara a poco a poco a fondersi completamente con l’essere di altre persone, a penetrare completamente in esse.
    Egli ode allora attraverso le parole l’anima dell’altra persona.
    È soltanto con un esercizio prolungato di questo genere, che il suono diventa il mezzo giusto per percepire l’anima e lo spirito.
    Indubbiamente occorre per questo una severissima autodisciplina, ma essa conduce a un’alta meta.

    Da: L'iniziazione di R. Steiner - La preparazione -


    Ultima modifica di Admin il Sab Nov 10, 2012 7:50 am, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Sab Nov 10, 2012 7:49 am


    Al fine di una buona comprensione sul tema " Iniziazione" di Rudolf Steiner, è consigliabile la lettura sequenziale dei suddetti libri, in modo da mantenere inalterata la struttura logica e narrativa del libro, così come venne creata e voluta dall’autore stesso.

    L’iniziazione:

    Come si consegue la conoscenza dei mondi superiori?
    I gradini dell'iniziazione
    Punti di vista pratici
    Le condizioni necessarie per l'educazione occulta
    Alcuni effetti dell'iniziazione
    Modificazioni nella vita di sogno del discepolo
    L'acquisto della continuità della coscienza
    La scissione della personalità durante la disciplina spirituale
    Il Piccolo Guardiano della Soglia
    Vita e morte, il Grande Guardiano della Soglia


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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Dom Nov 11, 2012 10:30 am



    In ogni uomo esistono facoltà latenti, per mezzo delle quali egli può acquistarsi cognizioni di mondi superiori, riguardanti il mondo delle anime e il mondo degli spiriti. Si tratta soltanto di sapere come occorra adoperarsi per sviluppare tali facoltà e un consiglio al riguardo potrà venir dato soltanto da coloro che già posseggono quelle forze.

    Da quando esiste il genere umano vi sono sempre state delle scuole chiamate occulte e l’insegnamento che qui si impartisce viene denominato insegnamento occulto. Tale denominazione si presta naturalmente a malintesi e chi la sente per la prima volta, può facilmente essere indotto a credere che gli uomini capaci d’impartire tale insegnamento, trattengano arbitrariamente il proprio sapere per se. L’aggettivo occulto si riferisce essenzialmente alla natura dell’oggetto della suddetta scienza, la quale va appunto ad investigare ciò che non è materialmente manifesto e visibile alla ordinaria cognizione umana, ma che tuttavia esiste realmente.

    Ma risulta pur vero che il segreto dell’iniziazione può essere compreso soltanto da colui, il quale abbia egli stesso sperimentato, fino a un determinato grado, questa iniziazione nei misteri più elevati dell’esistenza. Per cui a questo punto ci si potrebbe chiedere: in queste condizioni, come potrà mai il non iniziato sviluppare un interesse umano qualsiasi per questa cosiddetta conoscenza occulta? Perché e come dovrebbe egli cercare una cosa della cui natura non può formarsi alcuna idea?

    In realtà non vi è differenza fra la conoscenza occulta e ogni altra conoscenza, essa è un mistero per l’uomo medio soltanto nel senso in cui ad esempio, la scrittura è un mistero per colui che non l’ha ancora imparata. E come ognuno può imparare a scrivere, purché scelga il giusto insegnamento, così ogni uomo può diventare un discepolo e magari anche un maestro di occultismo, purché cerchi la giusta via.

    Quindi per l’acquisto della conoscenza e delle capacità nei mondi superiori non esiste un vero ostacolo, per chi le ricerchi seriamente. Anche se in verità, esiste di fatto una legge che inibisce che venga comunicato alcunché della conoscenza occulta a chi non ne sia degno. Per cui si potrà godere pienamente del cuore e dell’affetto di un iniziato, ma egli non affiderà mai il proprio segreto a chi non si dimostrerà maturo per accoglierlo.

    E le vie che rendono l’uomo maturo ad accogliere un segreto sono ben determinate e precise. La loro direzione è tracciata con lettere indelebili ed eterne nel mondo dello spirito, dove gl’iniziati custodiscono gli arcani superiori. L’uomo deve, pian piano, sviluppare in sé fino a un determinato grado, certe particolari facoltà; e solo allora potranno essergli partecipati i tesori più elevati dello spirito.

    Un determinato atteggiamento fondamentale dell’anima deve servire d’inizio. L’occultista chiama questa disposizione fondamentale il sentiero della venerazione, cioè della devozione, di fronte alla verità e alla conoscenza.
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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Lun Nov 12, 2012 5:56 pm


    I GRADINI DELL'INIZIAZIONE

    Alcune pratiche servono a condurre l’anima dell’uomo a comunicare coscientemente col mondo spirituale. I tentativi impazienti però senza serietà e perseveranza, non conducono certamente a niente. I tre gradini che la disciplina spirituale ci indica, sono i seguenti:

    la preparazione
    l’illuminazione
    l’iniziazione

    Non è assolutamente necessario che questi tre gradini si susseguano così come indicato, in modo che per iniziare il secondo si debba avere già completamente percorso il primo, e per il terzo, il secondo. Sotto certi riguardi, infatti si può partecipare all’illuminazione e perfino all’iniziazione, mentre per altri ci si può ancora trovare nello stadio della preparazione.

    LA PREPARAZIONE

    La preparazione consiste in un’educazione ben determinata della vita del sentimento e di quella del pensiero. Per mezzo di questa educazione il corpo dell’anima e quello dello spirito, vengono dotati di strumenti sensori superiori e di organi superiori di attività. Occorre cominciare col dirigere l’attenzione dell’anima su determinati processi del mondo che ci circonda, e cioè, da un canto, sulla vita germogliante, crescente e fiorente, e dall’altro su tutti i fenomeni connessi con l’appassire, lo sfiorire e il morire.

    Ovunque l’uomo rivolga lo sguardo, questi processi gli si palesano simultaneamente e dappertutto, destando in lui naturalmente dei sentimenti e dei pensieri. Ovunque l’uomo percepisca un determinato genere di crescita e di rigoglio, deve eliminare dall’anima tutto il resto e abbandonarsi per breve tempo soltanto a quella unica impressione.

    Allora constaterà che un determinato sentimento si farà strada e assumerà forma forte ed energica, in quel mentre l’uomo dovrà astrarsi dal resto del mondo esteriore e seguire soltanto ciò che la sua anima gli comunica, in ordine a quella crescita e a quel rigoglio.

    Se il discepolo raggiunge la calma interiore e si abbandona a ciò che sorge nell’anima, allora, dopo un dato tempo, sperimenterà quanto segue: vedrà sorgere nella propria interiorità nuovi generi di sentimenti e di pensieri, che prima non conosceva, e quanto più spesso dirigerà in tal modo la sua attenzione alternativamente sopra ciò che è in via di crescita, di fioritura, di prosperità, e poi su ciò che è in via di appassire, di decadere, tanto più questi sentimenti diventeranno vivaci.

    E dai sentimenti e dai pensieri che nascono in tal modo si vengono a costituire gli organi della chiaroveggenza. Una forma ben determinata di sentimenti si connette col crescere e col divenire ed un’altra parimenti determinata con l’appassire e il decadere.

    È possibile dare una descrizione approssimativamente giusta di questi sentimenti. Sul processo del divenire, dello svilupparsi, del fiorire, sorgerà alcunché di lontanamente somigliante all’impressione che desta in noi lo spuntar del sole; e il processo dell’appassire, del decadere, desterà invece un’esperienza che si può paragonare, allo stesso modo, al lento alzarsi della luna sull’orizzonte. Questi due sentimenti sono due forze, le quali, se coltivate giustamente, ed elaborate in modo sempre più vivo, possono condurre a risultati spirituali importanti.
    Da - I gradini dell'Iniziazione di Rudolf Steiner
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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Mer Nov 14, 2012 8:17 am


    PUNTI DI VISTA PRATICI
    Iniziazione di Rudolf Steine
    r


    Se l’uomo coltiva se stesso nel modo descritto nei capitoli sulla preparazione, l’illuminazione e l’iniziazione, egli effettua nella propria anima e nel proprio spirito una organizzazione simile a quella che la natura ha prodotta nel suo corpo fisico.

    Prima di quella elaborazione, l’anima e lo spirito sono ancora masse non organizzate e il chiaroveggente le percepisce come vortici nebulosi a spirale, che s’intersecano e si presentano per lo più con debole lucentezza rossiccia, bruno-rossiccia, o anche rossiccia-giallastra.

    Dopo l’educazione occulta cominciano a risplendere spiritualmente con colori verde-giallognolo, o turchino-verdastro, e presentano una struttura regolare. L’uomo arriva a tale struttura regolare e, con essa, alla conoscenza superiore, se stabilisce nei propri sentimenti, pensieri e stati d’animo, un ordine analogo a quello che la natura ha stabilito negli organi corporei, per mezzo dei quali egli può vedere, udire, digerire, parlare, ecc.

    Qui esamineremo, più in particolare, soltanto alcuni dei punti di vista pratici, pertinenti all’educazione superiore dell’anima e dello spirito. Sono tali che ognuno, effettivamente, può seguirli, a prescindere dalle altre norme, penetrando per mezzo di essi, alquanto nella scienza occulta.

    Per prima cosa, bisogna tendere ad uno speciale sviluppo della “pazienza”. Ogni moto d’impazienza esercita un effetto paralizzante, anzi letale, sulle capacità superiori latenti nell’uomo. La nostra anima, deve essere sempre piena di soddisfazione per ogni più piccolo risultato ottenuto, di calma e di serenità.

    Si arriva a superare l’impazienza, solo abbandonandosi continuamente ad un determinato pensiero, e assimilandolo completamente: «io devo far di tutto per educare la mia anima e il mio spirito, ma aspetterò con calma che le potenze superiori mi giudichino maturo per una certa illuminazione».

    Se questo pensiero assume tale forza nell’uomo da formare parte integrale del proprio carattere, egli è sulla giusta strada e questa disposizione del carattere si manifesta, pian piano, anche nell’aspetto esteriore. Lo sguardo dell’occhio diventa calmo, i movimenti sicuri, le decisioni esatte e tutto ciò che usa chiamarsi nervosismo sparisce gradatamente dall’uomo.

    Facciamo un altro esempio e supponiamo che qualcuno ci offenda. Nel seguace dell’occultismo sorge subito in simile occasione il seguente pensiero: «questa offesa non cambia nulla al mio valore». Non si tratta naturalmente di sopportare semplicemente qualsiasi offesa, ma di rimanere altrettanto calmi e fermi nel punire un’offesa contro la propria persona, quanto lo si sarebbe se quell’offesa fosse stata diretta contro altri. La pazienza esercita un’azione di attrazione sui tesori del sapere superiore, l’impazienza invece li respinge; nelle regioni superiori non si consegue niente con la fretta e l’irrequietezza.

    Prima di ogni altra cosa bisogna far tacere ogni desiderio, ogni passione, poiché chi desidera la conoscenza superiore per soddisfazione propria, non la consegue mai. Occorre perciò anzitutto, che nelle profondità dell’anima si sia sinceri con sé stessi e non ci s’illuda in alcun modo sul proprio conto. Nel momento in cui si cerca di scusare con sé stessi, qualche propria debolezza, ci si pone un ostacolo sulla via che deve condurci in alto.
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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Gio Nov 15, 2012 7:01 am


    EDUCAZIONE OCCULTA

    Le condizioni per l’ammissione alla scuola occulta, non sono tali da poter essere stabilite arbitrariamente da alcuno, ma sono determinate dalla natura stessa del sapere occulto. Dipende completamente dalla libera volontà di ogni singola persona, decidere se le convenga o meno assecondare quelle condizioni.

    Chi volesse chiedere ad un maestro d’insegnargli la disciplina occulta, senza volerne però accettare le condizioni, somiglierebbe proprio ad una persona che dicesse: insegnatemi a dipingere, ma non chiedetemi di toccare un pennello.

    Il maestro dell’occultismo non può dare niente, se non d’accordo con la libera volontà del candidato, di accettare le condizioni speciali della disciplina occulta. Chi non può o non vuole adempiere a quelle severe condizioni deve rinunziare per il momento alla disciplina occulta. Le condizioni sono severe, ma non dure, poiché l’adempimento di esse non soltanto dovrebbe, ma deve assolutamente essere un atto di libera volontà.

    Enumeriamo ora per ordine le condizioni che vengono dettate al discepolo dell’occultismo. Bisogna dire, che di nessuna di queste condizioni si richiede il completo adempimento, ma unicamente lo sforzo in quella direzione. Ciò che importa è la volontà, l’intenzione di avviarsi su quella strada.

    La prima condizione è di promuovere la salute del corpo e dello spirito. Non dipende naturalmente da noi avere più o meno salute, ma ad ognuno è possibile cercare di migliorarla e conservarla il più a lungo possibile. Soltanto in un uomo sano la conoscenza può essere sana. Ciò naturalmente non significa affatto, che la scuola occulta respinga un uomo non sano, richiede però che egli abbia la volontà di vivere nel modo più sano possibile.

    Si tratta più che altro di evitare influenze dannose alla salute, anche se è vero che l’uomo deve al momento giusto saper porre il dovere al di sopra della cura della propria salute o addirittura al di sopra della propria vita, ma non deve mai invece porre il piacere al primo posto.

    La vita ascetica ad esempio, non serve a niente se è ispirata dai medesimi moventi degli altri piaceri. Una persona può infatti trovare soddisfazione nell’ascetismo come un’altra ne trova nel vino, ma non potrà certo sperare che tale ascetismo l’aiuti a conseguire la conoscenza superiore.

    Molti poi, attribuiscono tutto ciò che apparentemente ostacola il loro progresso spirituale, alle condizioni particolari della loro vita. Ma per raggiungere lo scopo è sufficiente che ognuno, nella condizione in cui si trova, faccia semplicemente del proprio meglio. È particolarmente importante che il discepolo dell’occultismo aspiri alla completa salute spirituale. Una vita mentale o affettiva malsana lo allontana in tutti i casi dalle vie della conoscenza superiore, per seguire le quali occorre che egli si basi sulla calma e la chiarezza del pensiero e la sicurezza nelle impressioni e nel sentimento.

    Nulla il discepolo deve evitare quanto la tendenza al fantasticare, all’eccitazione, al nervosismo, all’esaltazione e al fanatismo. Deve anche evitare ogni esagerazione o unilateralità nel suo giudizio e nel suo sentimento. meglio per il discepolo essere «pedante», che non esaltato.

    Da : l'Iniziazione di Rudolf Steiner
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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Sab Nov 17, 2012 4:41 pm


    EFFETTI DELL'INIZIAZIONE

    Una delle massime fondamentali della vera scienza occulta dice, che chiunque si dedichi allo studio della medesima, lo faccia con piena consapevolezza. L’occultista consigliando il discepolo che aspira alla conoscenza superiore, gli dirà al tempo stesso quale effetto quella pratica potrà produrre nel corpo, nell’anima e nello spirito.

    Qui diremo soltanto di alcuni degli effetti che si verificano nell’anima del seguace dell’occultismo. Solo chi conosce le cose che verranno ora comunicate, può iniziare con piena comprensione, gli esercizi che conducono alla conoscenza dei mondi soprasensibili e soltanto una persona siffatta può essere un vero discepolo dell’occultismo. Ogni brancolare nel buio è severamente proibito nella vera disciplina occulta. Chi non vuole compiere la propria istruzione con gli occhi ben aperti, potrà diventare un medium, ma alla vera chiaroveggenza non potrà arrivare.

    Nell’uomo che segue gli esercizi descritti sull’acquisto delle conoscenze superiori, si effettuano anzitutto certe modificazioni del cosiddetto organismo animico. Quest’organismo, che può essere percepito solo dal chiaroveggente, lo si può descrivere come una nube animico-spirituale più o meno luminosa, in mezzo alla quale si trova il corpo fisico dell’uomo. In questo organismo gli istinti, i desideri, le passioni, le rappresentazioni, ecc., diventano spiritualmente visibili.

    Gli appetiti sensuali, per esempio, si palesano come irradiazioni rossicce-scure di una determinata forma. Un pensiero puro, nobile, si esprime in un’irradiazione viola-rossiccia; il concetto preciso di un pensatore logico si presenta come una figura giallastra con contorni ben determinati, mentre il pensiero confuso di un cervello disordinato si manifesta come una figura con contorni incerti. I pensieri degli uomini con opinioni unilaterali e ristrette si palesano, con contorni duri e immobili, mentre quelli delle persone aperte alle opinioni altrui hanno contorni mobili, che si trasformano continuamente.

    Bisogna tener conto che quando si dice «vedere un colore» s’intende parlare di «vista spirituale» (veggenza). Quando il chiaroveggente dice, ad esempio, di vedere il colore rosso, ciò significa che nel mondo animico spirituale, egli ha un’esperienza simile a quella che procura fisicamente l’impressione del colore rosso.

    Quanto più l’uomo progredisce nell’evoluzione della sua anima, tanto più il suo organismo animico si costituisce regolarmente. Ma anche in un organismo animico non organizzato, il chiaroveggente può percepire una figura nebulosa che emerge chiaramente da ciò che la circonda. Essa si estende dalla testa fino alla metà del corpo fisico e si palesa come una specie di corpo indipendente dotato di determinati organi.

    Questi organi vengono percepiti spiritualmente nella vicinanza delle seguenti parti del corpo fisico: il primo fra i due occhi, il secondo vicino alla laringe, il terzo nella regione del cuore, il quarto vicino alla cosiddetta bocca dello stomaco, il quinto e il sesto risiedono nell’addome.

    Queste figure vengono dall’occultista chiamate «ruote» (chakrams) o anche «fiori di loto» e sono espressioni adoperate in senso figurato. Ora nell’uomo non evoluto questi «fiori di loto» sono di colore scuro, e sono fermi, senza movimento; nel chiaroveggente, invece, sono in movimento e hanno sfumature luminose colorate.

    Quando dunque un discepolo dell’occultismo inizia i suoi esercizi, succede anzitutto che i fiori di loto si schiariscano, mentre più tardi incominciano a roteare. Quando quest’ultimo fatto si verifica, inizia la chiaroveggenza. Questi «fiori» infatti sono gli organi sensori dell’anima e la loro rotazione significa che la percezione nel soprasensibile è attiva.
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    MessaggioTitolo: Modificazioni nella vita di sogno del discepolo   Dom Nov 18, 2012 8:48 am


    MODIFICAZIONI NELLA VITA DI SOGNO DEL DISCEPOLO

    Un segno che il discepolo dell’occultismo ha raggiunto il gradino di evoluzione in cui egli riconosce il proprio Sé superiore, o che sta per raggiungerlo, consiste nella trasformazione che si verifica nella vita dei suoi sogni.

    Questi erano prima confusi e arbitrari, mentre ora incominciano ad assumere un carattere regolare. Le loro immagini cominciano ad avere una concatenazione e un senso, al pari delle rappresentazioni della vita quotidiana. Il discepolo può riconoscere in essi legge, causa ed effetto. Anche il contenuto dei sogni si modifica. Mentre prima non vi percepiva che ripercussioni della vita quotidiana, impressioni trasformate dell’ambiente in cui vive, o dello stato del proprio corpo, ora le immagini che sorgono dinanzi a lui provengono da un mondo che finora non conosceva.

    Dapprima, indubbiamente, permane il carattere generale della vita di sogno, in quanto il sogno si differenzia dalla veglia per il fatto di manifestare simbolicamente ciò che vuole esprimere. Si può, ad esempio, sognare di fuggire impauriti da qualcuno che c’insegue e svegliandoci, ci accorgiamo che durante il sonno siamo stati colti da una palpitazione del cuore. Anche fatti che si svolgono nell’ambiente vicino al dormiente, si riflettono simbolicamente nel sogno: il battito di un orologio può provocare, ad esempio, l’immagine di una bomba che sta per esplodere.

    Questo modo allegorico di esprimersi è proprio anche del sogno regolato di un uomo, il cui corpo eterico comincia ad evolversi. Ma esso, in tal caso, non rispecchia più semplici fatti dell’ambiente fisico o del proprio corpo materiale. Si frammischiano ora anche delle immagini che sono espressione di cose e di condizioni di un altro mondo. Non bisogna però affatto credere che un vero mistico basi i propri insegnamenti, su ciò che in tal modo egli sperimenta nel sogno. Queste esperienze nel sogno, infatti non devono essere considerate che come i primi indizi di un’evoluzione superiore.

    Ben presto si verifica il fatto che le immagini sognate dal discepolo non sfuggono più, come prima alla direzione dell’intelligenza assennata, ma possono essere da questa dirette e ordinatamente osservate, come durante lo stato di veglia. Insomma, la differenza fra la coscienza di sogno e lo stato di veglia tende sempre più a diminuire. Colui che sogna, diventa nel vero senso della parola, sveglio mentre dorme, sentendosi cioè padrone e guida delle proprie rappresentazioni.

    Durante il sogno, l’uomo si trova effettivamente in un mondo diverso da quello dei suoi sensi fisici. Ma se i suoi organi spirituali non sono abbastanza sviluppati, quel mondo esiste per lui come il mondo materiale potrebbe esistere per un essere dotato solamente dei primissimi rudimenti degli occhi. Bisogna rendersi chiaramente conto, che l’uomo oltre alla sua vita diurna cosciente ordinaria, ne svolge una seconda, incosciente, nel mondo di cui si è accennato. Tutto ciò che l’uomo percepisce e pensa viene da lui impresso in quel mondo, ma è possibile vedere quelle impressioni, soltanto quando i fiori di loto sono abbastanza sviluppati.

    Durante il giorno, nello stato di veglia, quando i fiori di loto non sono ancora sufficientemente sviluppati, le deboli impressioni spirituali che essi inviano non arrivano a farsi sentire di fronte alle potenti impressioni dei sensi fisici. Quando poi nel sonno le porte dei sensi esteriori vengono chiuse, quelle impressioni emergono in modo confuso e il sognatore si avvede allora vagamente di esperienze che vengono fatte in un altro mondo.
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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Lun Nov 19, 2012 8:04 am


    L'ACQUISTO DELLA CONTINUITA' DELLA COSCIENZA


    La vita dell’uomo si svolge alternandosi fra tre stati: la veglia, il sonno popolato di sogni e il sonno profondo senza sogni. Si può comprendere come si possa arrivare alle cognizioni superiori dei mondi spirituali, quando ci si formi un’idea delle trasformazioni che, in chi cerca tali conoscenze, devono svolgersi nei riguardi di questi tre stati.

    Prima che l’uomo si sia sottoposto ad una disciplina per arrivare alle suddette conoscenze, la sua coscienza è continuamente interrotta dalle soste di riposo del sonno. Durante queste soste, l’anima non sa niente del mondo esteriore e neppure di sé stessa. Soltanto a momenti, dal grande oceano dell’incoscienza emergono dei sogni, i quali si riconnettono a processi della vita fisica o a condizioni del proprio corpo. Per la scienza occulta, però, il sogno ha un significato a sé. I sogni dell’uomo che intraprende l’ascesa verso la conoscenza superiore, perdono infatti il loro carattere insignificante, disordinato e incoerente ed assumono sempre più l’aspetto di un mondo regolato e coerente.

    Nell’ulteriore corso dell’evoluzione, in questo nuovo mondo di sogno, si manifestano pian piano dei fatti che, nel vero senso della parola, rappresentano una realtà superiore. Di questa realtà, l’uomo comune, il quale limita la propria percezione soltanto ai propri sensi, non può penetrare i segreti. Al discepolo occultista invece questi segreti si rivelano in parte, ma, certo, egli non deve attribuire a queste rivelazioni il valore di vere cognizioni, almeno fino a quando, esse non gli si palesino anche durante la vita abituale di veglia.

    Col tempo egli arriva anche a questo, sviluppando così la capacità di trasportare nella coscienza di veglia, lo stato che egli vive già nella vita di sogno. Quando questo succede, il mondo dei sensi, si arricchisce per lui di qualcosa di assolutamente nuovo. Egli vede l’intero mondo che lo circonda arricchito di nuove qualità, cose, esseri e non occorre più che egli aspetti il sogno per vivere in quell’altro mondo, perchè ormai può sempre trasferirsi a volontà in quello stato di percezione superiore.

    Il discepolo dell’occultismo, apre ora i sensi della propria anima, vedendo cose che usualmente rimangono nascoste ai sensi corporei. Se egli continuerà a praticare gli esercizi della disciplina occulta, constaterà che la profonda trasformazione sopra descritta, si estende ora anche allo stato di sonno profondo senza sogni.

    Egli osserverà, che la completa incoscienza in cui prima si trovava durante questo sonno, è ormai interrotta da esperienze coscienti isolate. Affiorano percezioni di un genere che prima non conosceva e che naturalmente non è facile descrivere, poiché essendo il linguaggio creato soltanto per il mondo dei sensi, risulta assai difficile trovare parole appropriate a riguardo. E nondimeno, dovendo pur far uso di parole per descrivere i mondi superiori, magari ricorrendo a similitudini e simboli, succede che il discepolo apprenda spontaneamente un linguaggio simbolico, che gli si affaccia alla mente in modo naturale e graduale.

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    MessaggioTitolo: Scissione della personalità durante la disciplina spirituale   Mar Nov 20, 2012 4:22 pm


    I PERICOLI DELL’INDIPENDENZA DELL’ANIMA

    Durante il sonno, l’anima umana non accoglie comunicazioni per mezzo degli strumenti sensori fisici, perchè in realtà, sotto un determinato punto di vista, sta al di fuori del così detto corpo fisico. Essa è allora soltanto in rapporto con i corpi più tenui – il corpo eterico e il corpo astrale, i quali sfuggono all’osservazione dei sensi fisici, e la cui attività non si ferma durante il sonno – in questo modo, essa continua la sua vita nel mondo superiore.

    Effettivamente l’anima, durante il sonno, è in piena attività, ma l’uomo nulla può sapere di ciò, finché non possegga organi spirituali di percezione, per mezzo dei quali, possa osservare ciò che si svolge attorno a sé. Quando la vita di sonno dell’uomo si è trasformata, per mezzo della disciplina occulta, egli allora può, durante quello stato, seguire tutto ciò coscientemente ed orientarsi per volontà propria nell’ambiente, così come fa con le normali esperienze, nella vita quotidiana di veglia, per mezzo dei sensi ordinari.

    Al principio però, il discepolo percepisce soltanto le cose che appartengono ad un altro mondo, senza poterne osservare il nesso con gli oggetti del proprio ambiente sensibile quotidiano. Finché l’anima non è veggente nel senso superiore, essa è ancora guidata da esseri cosmici superiori; e come la vita di un cieco – il quale abbia acquistato la vista per mezzo di un’operazione – diventa diversa da quella che era prima, quando egli doveva dipendere dall’altrui guida, così la vita dell’uomo si trasforma con la disciplina occulta, diventando più indipendente.

    Ormai il discepolo non avendo più chi lo guidi, deve assumere la direzione di sé stesso, ma appena questo succede, egli si trova, come è naturale, esposto a errori di cui la coscienza ordinaria non ha sentore. Egli esercita ora la propria azione da un mondo, dal quale lo guidavano prima, a sua insaputa, forze superiori. Queste forze superiori sono disciplinate dall’armonia cosmica universale e appunto da essa, il discepolo ora emerge per compiere da sé, quelle azioni che prima venivano per lui svolte da entità superiori, senza la sua cooperazione.

    Questa è la ragione per cui, i libri che trattano di questi argomenti parlano molto dei pericoli cui va incontro chi ascende ai mondi superiori. Ma occorre dire che questi pericoli esistono soltanto quando vengono trascurate le necessarie cautele. Se invece i consigli suggeriti dalla giusta disciplina occulta, vengono seguiti con cura, l’ascesa si svolge in sicurezza e attraverso esperienze che trascendono per potenza e grandezza, tutto ciò che la fantasia più audace dell’uomo possa immaginare.

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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Gio Nov 22, 2012 6:45 am


    Il Piccolo Guardiano della Soglia

    Fra le esperienze più importanti che accompagnano l’ascesa ai mondi superiori, ci sono gli incontri con il “piccolo guardiano della soglia” e in seguito con il “grande guardiano della soglia“. Il discepolo incontra il piccolo guardiano, quando i fili che uniscono volontà, pensiero e sentimento, incominciano a disciogliersi nei corpi più sottili – il corpo astrale e il corpo eterico – mentre incontra il «grande guardiano della soglia», quando lo scioglimento dei legami si estende fin dentro alle parti fisiche del corpo, cioè, sopratutto, al cervello.

    Il «piccolo guardiano della soglia» è un essere indipendente che non esiste per l’uomo, fino a quando questi non abbia raggiunto un adeguato gradino di evoluzione. Soltanto per mezzo di questo incontro il discepolo si accorge, che pensare, sentire e volere si sono in lui disciolti dalla loro ingenita unione.

    Al discepolo si presenta un essere dalla sembianza orribile e spettrale, ed egli per farvi fronte, ha bisogno di tutta la presenza di spirito e di tutta quella fede nella sicurezza della via della conoscenza, che ha acquisito durante il corso del suo discepolato nell’occultismo.

    Si cercherà ora di descrivere, in forma narrativa, l’incontro ipotetico del discepolo con questo «guardiano della soglia».

    Il «guardiano» rivela il proprio significato con le seguenti parole:

    “Fino ad ora ti dominavano potenze che ti erano invisibili, le quali operavano in modo che durante il corso delle tue vite passate, ogni tua opera buona avesse la sua ricompensa e ogni tua cattiva azione avesse tristi conseguenze.”

    “Per virtù della loro influenza e col frutto delle esperienze della tua vita e dei tuoi pensieri, il tuo carattere si è formato; queste potenze furono le cause del tuo destino.”

    “Esse, dominandoti con la legge universale del karma, determinarono la misura di gioia e di dolore che ti veniva assegnata in ognuna delle tue incarnazioni, a seconda della tua condotta nelle incarnazioni precedenti.”

    “Queste potenze, abbandoneranno adesso una parte della loro direzione, quindi parte del lavoro che esse facevano per te, dovrai ormai compierlo da solo.”

    “Nel tuo carattere hai molti lati belli, molte brutte macchie, ma degli uni come delle altre sei tu stesso la causa”.

    “Ora però devono esserti rivelati tutti gli aspetti buoni e cattivi delle tue vite passate, essi erano fino ad ora intessuti nella tua stessa entità, erano in te e tuttavia non li potevi vedere.”

    “Ora invece si liberano da te, escono dalla tua personalità, assumendo una forma indipendente che tu puoi vedere e sono io stesso, l’entità che si è formata un corpo con le tue azioni nobili e malvage, la mia figura spettrale rappresenta tutto ciò.”

    “Da ora in poi il tuo destino è solamente nelle tue mani”.

    “Io devo diventare un’entità perfetta e splendida, se mi voglio salvare dalla distruzione, ma se quest’ultima mi dovesse cogliere, dovrei trascinare con me anche te in un mondo oscuro.”

    “Occorre ormai che la tua propria saggezza diventi tanto grande, da essere in grado di assumersi il còmpito che prima svolgevano per te le potenze che ti dominavano.”

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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Sab Nov 24, 2012 7:48 pm


    Vita e morte, il Grande Guardiano della Soglia


    È stato mostrato, quanto sia importante per l’uomo l’incontro con il così detto «piccolo guardiano della soglia», poichè in esso, egli scorge l’essere soprasensibile che lui stesso ha prodotto e che gli rivela, fino ad un certo grado, la propria intima natura.

    L’uomo, apprende anche come nel passato egli stesso abbia posto le basi del proprio presente. In lui, per esempio, esistono speciali tendenze, modi di essere e abitudini, della cui origine ora può darsi spiegazione. Anche i fatti essenziali della vita, salute e malattia, nascita e morte, gli divengono comprensibili. In generale, la vita visibile gli diventa comprensibile per mezzo delle cause invisibili. Conosce ormai in sé stesso, l’entità che in questo mondo visibile è costruita in modo imperfetto, ma che può essere portata a perfezione soltanto in questo mondo fisico, perché in nessun’altro mondo si presenta l’occasione di lavorare a quel perfezionamento.

    Egli deve ora dire a sé stesso: «Io sono venuto per la prima volta in questo mondo fisico, perché ero un essere che aveva bisogno di questa vita, per acquisire delle qualità e ci rimarrò finché non avrò sviluppato in me, tutto ciò che è possibile». «Un giorno, potrò lavorare utilmente in un altro mondo, soltanto però quando avrò acquistato in questo mondo materiale visibile, tutte le capacità a ciò necessarie».

    È una delle esperienze più importanti dell’iniziato, quella d’imparare a conoscere e ad apprezzare la natura materiale della fisicità. Solo chi è penetrato con lo sguardo nel mondo soprasensibile, sa che senza le esperienze della realtà fisica, si troverebbe ridotto all’impotenza nella realtà invisibile. Per poter vivere in quest’ultima, si devono possedere strumenti e capacità adatti a quella vita; occorre cioè poter vedere spiritualmente, ma questa facoltà visiva nel mondo «superiore» si sviluppa solo gradatamente dalle esperienze fatte in quello «inferiore».

    Da questo punto di vista, si potrà anche comprendere perché la «soglia» del mondo soprasensibile, sia custodita da un «guardiano». Non deve infatti in nessun caso, essere concesso all’uomo di avere una vera visione in quelle regioni, se prima non abbia acquistato le capacità necessarie. Ed è per questo che ad ogni morte, quando l’uomo penetra nell’altro mondo senza avere ancora acquistato la capacità per lavorare in esso, gli viene steso dinanzi un velo che nasconda tale visione.

    Quando invece, il discepolo è ormai penetrato nel mondo soprasensibile, vede nel mondo fisico il campo in cui germogliano i semi per un mondo superiore. Egli guarda in un passato, in cui questo mondo materiale ancora non vigeva. Egli ora sa, che esisteva prima il soprasensibile e che tutto il mondo fisico-sensibile si è sviluppato a partire da quello e vede anche come egli stesso, prima di penetrare per la prima volta nel mondo fisico, appartenesse a quel mondo soprasensibile. Egli apprende anche, come a questo antico mondo soprasensibile, occorresse attraversare questa fase sensibile, per poter continuare la propria evoluzione, la quale non sarebbe stata possibile senza tale passaggio.

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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Sab Dic 01, 2012 7:38 pm


    LA PENETRAZIONE NEI SEGRETI SUPERIORI DELLE COSE


    Ciò che risiede nell’uomo deve essere da noi considerato – anche nei nostri pensieri e sentimenti – come sacro e intangibile e riempirci di un senso di profonda venerazione. Chi trova la nec
    essaria calma interiore, indispensabile per tali osservazioni, avrà già operato una grande trasformazione nella propria anima, la quale gli conferirà sicurezza anche nel contegno esteriore.

    Egli diverrà sempre più maturo per gettare uno sguardo nei rapporti misteriosi che congiungono la natura umana con tutto il resto dell’universo. Per questa via l’uomo si avvicina sempre più al momento in cui può effettuare i primi passi nell’iniziazione, ma occorre anche, che l’iniziando sia provvisto sotto un certo riguardo di un coraggio e di un’intrepidezza molto sviluppati. Affrontare serenamente un pericolo, cercare di superare le difficoltà senza sgomentarsi, di tutto questo deve essere capace il discepolo. Di fronte a un pericolo, egli deve immediatamente sviluppare il sentimento: «il mio timore non serve a niente, non devo avere affatto paura, ma pensare soltanto a ciò che vi è da fare».

    L’auto educazione in questa direzione sviluppa nell’uomo forze ben determinate, di cui egli ha bisogno se deve essere iniziato nei misteri superiori. Chi penetra nei segreti superiori vede delle cose, che normalmente le illusioni dei sensi tengono nascoste alla vista dell’uomo ordinario. I sensi fisici sono perciò anche i benefattori dell’uomo, perché gli nascondono cose che lo spaventerebbero moltissimo e di cui egli, impreparato, non potrebbe sopportare la vista.

    Il discepolo invece, deve essere temprato a sopportare anche quella vista. Prima egli non aveva paura: ora però che sa del pericolo, viene assalito dalla paura, sebbene il fatto in sé di esserne a conoscenza non abbia aumentato il pericolo stesso. Le forze del mondo sono distruttrici e costruttrici e nella natura stessa dell’uomo esistono le medesime forze.

    Come tutte le cose si svelano all’occhio spirituale del veggente, così pure gli si svela la propria anima. Di fronte a tale autoconoscenza il discepolo non deve smarrirsi, ma coltivare in sé una ferma fiducia nelle forze benefiche dell’esistenza. Egli deve prepararsi all’idea che molti moventi che lo guidavano nel passato ormai gli verranno meno, dovrà quindi sviluppare dei moventi completamente nuovi per i suoi atti e pensieri e per far questo deve appunto avere coraggio e intrepidezza.

    Il discepolo dell’occultismo deve imparare inoltre a non perdersi d’animo per un insuccesso, acquisendo la convinzione che nel mondo le fonti di forza, alle quali può attingere, sono inesauribili. A questo punto egli è maturo per conoscere i veri nomi delle cose, che sono la chiave del sapere superiore. Questi nomi contengono i segreti di tutte le cose.

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    MessaggioTitolo: L'INIZIAZIONE: LA PROVA DEL FUOCO   Lun Dic 03, 2012 5:48 pm


    L'INIZIAZIONE: LA PROVA DEL FUOCO


    L’iniziazione è il gradino più alto della disciplina occulta del quale sia consentito di dare in un libro ancora qualche cenno, che in generale possa essere capito. La conoscenza e il potere c
    he vengono conferiti all’uomo per mezzo dell’iniziazione, potrebbero, senza di essa, essere acquistati soltanto in un lontanissimo avvenire – dopo molte incarnazioni – per tutt’altra via, ed anche in forma affatto diversa.

    Le prime istruzioni impartite ai candidati all’iniziazione costituiscono le cosiddette «prove», che l’iniziando deve superare e che arrivano come naturale conseguenza della vita dell’anima, quando si praticano regolarmente gli esercizi descritti nei capitoli precedenti.

    All’iniziando devono palesarsi talune cose e fatti che appartengono ai mondi superiori e che egli può vedere e udire soltanto quando sia capace di percepire spiritualmente le figure, i colori, i suoni, ecc., già descritti a proposito della «preparazione» e dell’«illuminazione».

    La prima «prova» per il discepolo consiste nell’acquisto di una percezione più vera delle qualità corporee dei corpi inanimati e poi delle piante, degli animali e dell’uomo. In un certo modo questi fatti gli si affacciano allora come totalmente svelati. Questo velo viene tolto, per l’iniziando, in virtù di un processo che si chiama di combustione spirituale».

    Perciò questa prima prova viene chiamata la «prova del fuoco».

    Per molti uomini già la vita abituale è di per sé un processo più o meno incosciente d’iniziazione. Si tratta di coloro che passano per svariate esperienze di genere tale, che la fiducia in sé stessi, il loro coraggio e fermezza crescono nella direzione giusta, imparando a sopportare con grandezza d’anima e soprattutto con calma e forza costante, il dolore, la delusione e l’insuccesso delle loro imprese.

    Chi ha attraversato esperienze di questo genere è già spesso, senza esserne chiaramente consapevole, un iniziato; e poco più occorre, perché gli si dischiudano gli orecchi e gli occhi spirituali, in guisa da diventare un chiaroveggente. Lo scopo è che il candidato acquisti, per mezzo della conoscenza dei mondi superiori, maggiore fiducia e coraggio in sé stesso e grandezza d’anima e costanza.

    Dopo la «prova del fuoco» ogni candidato può ancora tornare indietro. In tal caso egli proseguirà la propria vita, fisicamente e spiritualmente rinvigorito e conseguirà l’iniziazione soltanto in una prossima incarnazione. Se invece dopo esser passato per la prova del fuoco, il candidato vorrà proseguire la propria educazione occulta, gli verrà rivelato un determinato sistema di scrittura di quelli in uso nelle scuole occulte.

    Questo succede perchè tutto ciò che vi è di veramente «segreto» (occulto) nelle cose, non può essere espresso direttamente per mezzo delle parole del linguaggio abituale, né esposto per mezzo dei sistemi ordinari di scrittura.

    La scrittura occulta si manifesta direttamente all’anima, quando questa ha conseguito la percezione spirituale. Non la si può imparare, come s’impara a leggere una scrittura artificiale. Piuttosto si può dire, che il discepolo va regolarmente crescendo verso la conoscenza chiaroveggente e durante questa crescita gli si sviluppa, come capacità animica, la forza che si sente spinta a decifrare gli eventi e gli esseri del mondo spirituale come fossero i caratteri di una scrittura.

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    MessaggioTitolo: Re: Iniziazione - Rudolf Steiner   Mer Dic 05, 2012 9:07 am


    Le norme della scrittura occulta

    I segni della scrittura occulta non sono ideati arbitrariamente, ma corrispondono alle forze che sono attive nel mondo. Per mezzo di questi segni, il discepolo impara il linguaggio delle cose. Essi corrispo
    ndono alle figure, ai colori, ai suoni, ecc., che ha imparato a percepire durante la preparazione e l’illuminazione.

    Tutto ciò che prima egli vedeva come singole figure, suoni e colori, gli si rivela ora connesso in un grande insieme. Ora soltanto acquista la giusta sicurezza nell’osservare i mondi superiori.

    Per mezzo di questo linguaggio il discepolo impara a conoscere anche talune norme per la condotta nella vita e determinati doveri dei quali prima era del tutto ignaro. E quando ha imparato a conoscere queste norme, egli può compiere azioni di un’importanza mai raggiunta da un non iniziato. Egli opera dai mondi superiori.

    Occorre ora far notare che vi sono persone capaci di eseguire tali azioni inconsciamente, i quali possono essere definiti «aiutatori del mondo e dell’umanità». Essi attraversano la vita benedicendo e beneficando: a loro sono state concesse dalle potenze superiori, doti che sembrano soprannaturali, per il bene del mondo.

    Quando il discepolo ha imparato la sopra descritta scrittura a segni, gli si presenta una nuova «prova», che consiste nel dimostrare, se egli sia ormai in grado di muoversi liberamente e con sicurezza nel mondo superiore.

    Nella vita ordinaria l’uomo viene spinto ad agire da impulsi esteriori, egli passa da un’occupazione all’altra, a seconda di ciò che gli impongono le circostanze. Per colui invece, che è arrivato al gradino sopra descritto dell’iniziazione, vi sono ormai dei doveri verso i quali egli non è spinto da nessun impulso esteriore, ma soltanto da quelle norme di condotta che gli vengono rivelate nella scrittura «occulta».

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    MessaggioTitolo: Il Perfezionamento morale del proprio carattere   Dom Lug 14, 2013 12:22 pm


    IL PERFEZIONAMENTO MORALE DEL PROPRIO CARATTERE

    Quando l’uomo, per mezzo di tali esercizi, ha sviluppato in sé il primo inizio della visione spirituale, egli deve ascendere alla contemplazione dell’uomo stesso. È necessario però, prima, pr
    ocedere con la purificazione del proprio carattere morale. L’uomo deve allontanare da sé qualsiasi idea, di voler applicare le cognizioni a quel modo acquistate a vantaggio personale e deve prendere la ferma risoluzione di non servirsi mai, a fin di male, della forza che potrebbe acquistare sui propri simili .

    E’ necessario seguire scrupolosamente questa regola aurea: Per ogni passo innanzi che fai nella conoscenza delle verità occulte, devi al tempo stesso fare tre passi verso il perfezionamento morale del tuo carattere.

    A questo punto si può procedere con questo esercizio: ci si rappresenti un uomo, che sia stato da noi qualche volta osservato nel momento in cui desiderava un oggetto e si concentri l’attenzione sul suo desiderio. È meglio rievocare nella memoria il momento in cui il desiderio era più intenso e in cui non era ancora certo che l’uomo potesse ottenere l’oggetto desiderato. E poi ci si abbandoni completamente alla rappresentazione di ciò che si osserva nel ricordo, fino a quando la rappresentazione evocata desti nella nostra anima un sentimento, che arriverà a corrispondere allo stato d’animo dell’uomo osservato.

    Nel campo visivo sorgerà allora un’immagine che verrà sentita come qualcosa di luminoso; questa immagine spiritualmente luminosa è la cosiddetta manifestazione astrale dello stato di desiderio animico appunto osservato.

    È importante trattare tali visioni spirituali con grande delicatezza. Perché se si cerca di descrivere un tale fenomeno con parole inadatte, ci si abbandona per lo più a gravi illusioni. Si adoperano le parole comuni della propria lingua, le quali non sono destinate al campo spirituale e riescono perciò inadatte e grossolane.

    Un’altra norma importante deve essere osservata dal discepolo dell’occultismo: egli deve imparare a non parlare delle proprie visioni. È bene anzi tacere anche verso se stessi. Ci si abbandoni liberamente alla visione spirituale e non la si disturbi con troppe riflessioni. Perché occorre ricordare che da principio le proprie riflessioni non sono affatto sviluppate al livello della visione. La capacità di riflettere è stata finora acquistata dall’uomo soltanto nella vita che è limitata al mondo fisico sensibile, mentre le facoltà che si tratta ora di acquistare trascendono quel limite.

    Soltanto chi ha già conseguito una certa sicurezza nell’osservazione delle esperienze interiori potrà parlarne, per stimolare gli altri con le proprie parole.

    Un’altro esercizio consiste in questo: il discepolo deve osservare nel modo già descritto un uomo, al quale invece sia stato appagato un desiderio, esaudita una speranza, arrivando anche questa volta ad una visione spirituale. La pratica di tali osservazioni sui propri simili, può però facilmente far diventare l’uomo incapace di amore. Occorre perciò prima, essere assolutamente già arrivati alla completa certezza che i pensieri sono cose reali e a quel punto non ci è più permesso di aver sui nostri simili, pensieri che non siano compatibili col più alto rispetto della dignità e della libertà umana.

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