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     Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione

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    MessaggioTitolo: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mar Apr 24, 2012 6:01 am


    Pitagora (VI. secolo a.C.)

    «La terra dona ricchezza in grande abbondanza e cibo pacifico. E vi offre pasti che non sono macchiati di sangue e assassinio.»
    «Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili».
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mer Apr 25, 2012 7:49 am


    Albert Einstein (1879-1955),
    fisico tedesco e premio Nobel (1922), padre della teoria della relatività:

    «Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana.»

    «Con il solo effetto fisico che eserciterebbe sul temperamento umano, un modo di vivere vegetariano avrebbe un influsso estremamente positivo sull’umanità.»


    Ultima modifica di Admin il Gio Apr 26, 2012 9:45 am, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Gio Apr 26, 2012 9:31 am



    Leonardo da Vinci (1452-1519)

    «Verrà un tempo in cui considereremo l’uccisione di un animale con lo stesso biasimo con cui consideriamo oggi quella di un uomo. Verrà un tempo in cui considereremo il fatto di cibarsi di animali con lo stesso biasimo con cui oggi condanniamo chi si ciba dei nostri simili, ossia il cannibalismo.»


    Ultima modifica di Admin il Ven Apr 27, 2012 2:31 pm, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Ven Apr 27, 2012 2:30 pm


    Leo Tolstoj (1828-1910)

    «Se l’uomo cerca seriamente e onestamente la via morale, la prima cosa che deve lasciare è il consumo di carne. Infatti, anche senza tener conto delle passioni che vengono stimolate con questo consumo, esso è semplicemente immorale, poiché richiede un’azione che si contrappone al senso morale, ossia quella di uccidere.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Sab Apr 28, 2012 12:03 pm




    Leo Tolstoj (1828-1910)

    «Il cibarsi di carne è un residuo della più grande primitività; il passaggio al vegetarianesimo è la prima conseguenza naturale dell’istruzione.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Dom Apr 29, 2012 8:47 am



    Leo Tolstoj (1828-1910)
    «Il vegetarianesimo vale come criterio in base al quale possiamo riconoscere se l’uomo aspira seriamente ad una perfezione morale.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Lun Apr 30, 2012 7:58 am



    Prof. Umberto Veronesi,
    Direttore Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano:


    «Quando a tavola ci si trova davanti ad una bistecca, non si pensa che quella parte apparteneva a una animale da accarezzare, da amare.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mer Mag 02, 2012 7:33 am



    Mahatma Gandhi (1869-1948),


    «Percepisco nel profondo che, arrivati ad un certo punto, la crescita spirituale ci impone di smettere di macellare le creature che vivono con noi per soddisfare i nostri piaceri fisici.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Gio Mag 03, 2012 7:53 am


    Mahatma Gandhi (1869-1948)

    «Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente: non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Ven Mag 04, 2012 3:28 pm


    Johann W. von Goethe (1749-1832)

    «Il profondo rispetto religioso per le creature che si trovano al di sotto di noi include naturalmente anche il mondo degli animali e impone agli uomini il dovere di rispettare e proteggere le creature che sono al di sotto di loro.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Sab Mag 05, 2012 7:05 pm


    Helmut Kaplan
    filosofo tedesco

    «Non abbiamo bisogno di una nuova morale per gli animali. Dobbiamo semplicemente smettere di escludere arbitrariamente gli animali dalla morale già esistente.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Dom Mag 06, 2012 11:34 am


    Prof. Elly Ney (1882-1968),
    pianista:


    «Da decenni il vegetarianesimo è una mia necessità interiore e lo considero come il modo di vivere più naturale per l’uomo [...] Non riesco a capire che una persona amica degli animali non sia allo stesso tempo vegetariana.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Lun Mag 07, 2012 6:52 am



    Friedrich Nietzsche (1844-1900),
    filosofo tedesco


    «Tutta la filosofia antica era orientata sulla semplicità della vita e insegnava una certa sobrietà. Da questo punto di vista, i pochi vegetariani per filosofia hanno fatto per l’umanità più di tutti i filosofi moderni e fino a che questi non avranno il coraggio di cercare un modo di vivere totalmente diverso e di indicarlo come esempio, non por-teranno alcun frutto.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mar Mag 08, 2012 6:14 am


    Ovidio (43 - 18 a. C.)
    filosofo e poeta romano:


    «L’epoca che abbiamo definito come epoca d’oro offriva in abbondanza i frutti degli alberi e le erbe che la terra ha fatto crescere e la bocca degli uomini non era imbrattata di sangue. In quei tempi gli uccelli muovevano le loro ali al sicuro nell’aria e la lepre attraversava il campo senza timore. Il pesce non era la vittima innocente dell’uomo. Ogni luogo era libero dal tradimento; non regnava alcuna ingiustizia - tutto era colmo di pace.
    Nei tempi successivi un portatore del male cominciò a disprezzare e sminuire questo cibo semplice e puro e nella sua vorace follia cominciò a ingoiare cibi basati su cadaveri di animali. Così facendo, aprì la via al male.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mer Mag 09, 2012 7:37 am


    Henry David Thoreau (1817-1862),
    scrittore statunitense


    «Non ho alcun dubbio sul fatto che il destino degli uomini, nel corso della loro graduale evoluzione, sia quello di smettere di mangiare animali, nello stesso modo in cui i popoli primitivi hanno smesso di mangiarsi a vicenda dopo essere entrati in contatto con un mondo più civilizzato.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Gio Mag 10, 2012 5:59 am


    Luise Rinser (1911)
    scrittrice tedesca


    «Passerà molto tempo fino a che gli uomini comprenderanno che non solo i popoli della terra sono un unico popolo, ma che gli uomini, le piante e gli animali formano insieme il ‘Regno di Dio’ e che la sorte di uno di essi è anche la sorte di tutti gli altri.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Ven Mag 11, 2012 8:38 am



    Richard Wagner (1813-1883)
    compositore tedesco


    «Dato che la vista del toro sacrificato agli dei era divenuta per noi un obbrobrio, abbiamo nascosto il bagno di sangue quotidiano in macelli puliti e sciacquati con l’acqua dall’attenzione di tutti coloro che dovranno gustarsi a pranzo le parti di cadavere di animali domestici preparate in modo irrico-noscibile. D’ora in poi dovremmo impegnarci solamente a far crescere in noi il terreno sicuro della religione della pietà, di un nuovo modo di prenderci cura degli animali, per contrastare coloro che riconoscono il dogma dell’utilità. Che cosa ci pos-siamo aspettare da una religione se escludiamo la compassione per gli animali?»



    Ultima modifica di Admin il Dom Mag 13, 2012 9:32 am, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Sab Mag 12, 2012 1:08 pm


    Isaac Bashevis Singer (1904-1991)
    scrittore ebreo-polacco; premio Nobel 1978


    «Spesso si afferma che gli uomini hanno sempre mangiato carne, come se fosse una giustificazione per con-tinuare a farlo. Secondo la stessa logica, non dovremmo cercare di impedire ad un uomo di ucciderne un altro, dato che anche questo è sempre avvenuto.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Dom Mag 13, 2012 9:31 am


    Günther Weitzel (1915-1984),
    chimico tedesco


    «La coscienza cristiana non può tollerare il fatto che il quinto comandamento non valga per gli animali da macello. Chi ha visitato un macello in genere ne è più o meno scioccato o disgustato. Quasi tutti giungono a riconoscere che uccidere in modo brutale gli animali che sono stati prima allevati e ingrassati, per poi mangiarli, non è una cosa degna dell’umanità odierna e in modo particolare del cristianesimo.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Lun Mag 14, 2012 7:30 am


    Nikola Tesla (1856-1943),
    fisico ed elettrotecnico croato


    «Molte razze che vivono cibandosi quasi esclusivamente di verdura mostrano condizioni fisiche perfette e sono molto forti.»

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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mar Mag 15, 2012 6:03 am


    Jean Jacques Rousseau (1712-1778)
    filosofo svizzero-francese, pedagogo, scrittore e dottore in scienze musicali


    «Una prova che dimostra che il consumo di carne non è naturale per l’uomo si trova nel fatto che i bambini provano rifiuto per questo tipo di cibo e preferiscono generi alimentari di origine vegetale, come piatti a base di latte, cereali, frutta ed altre cose simili. E’ estremamente importante non alterare questo gusto originario e naturale e non far divenire i bambini mangiatori di carne. Infatti, indipen-dentemente da quale spiegazione si voglia dare, coloro che mangiano molta carne sono in genere più crudeli e più selvaggi degli altri.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Mer Mag 16, 2012 7:42 am


    Feodor Dostojewski (1821-1881)
    scrittore russo

    «Ama gli animali, ama ogni pianta e ogni cosa! Se ami ogni cosa, il mistero di Dio ti si manifesterà in ogni cosa e alla fine abbraccerai tutto il mondo con amore!»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Gio Mag 17, 2012 10:00 am


    Prof. Dr. Hubertus Mynarek (*1929)
    umanista e critico della Chiesa, scrittore tedesco


    «Sono sicuro che mangiare carne non solo oscura l’anima, ma addirittura la indurisce. La rende dura, la rende insensibile.»
    «Il vero cristianesimo può e deve riuscire a sussistere senza carne.Infatti, com’è possibile aspirare ad una propria umanità, ad un proprio senso umanitario, una propria perfezione e realizzarli, se allo stesso tempo si sa che si uccidono i nostri fratelli e sorelle, gli animali. E’ impossibile raggiungere una spiritualità superiore se si uccidono gli animali.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Sab Giu 02, 2012 6:45 pm


    Plutarco

    …Tu vuoi sapere secondo quale criterio Pitagora si astenesse dal mangiar carne, mentre io mi domando con stupore in quale circostanza e con quale disposizione spirituale l’uomo toccò per la prima volta con la bocca il sangue e sfiorò con le labbra la carne di un animale morto; e imbandendo mense di corpi morti e
    corrotti, diede altresí il nome di manicaretti e di delicatezze a quelle membra che poco prima muggivano e gridavano, si muovevano e vivevano. Come poté la vista tollerare il sangue di creature sgozzate, scorticate, smembrate, come riuscí l’olfatto a sopportarne il fetore? Come mai quella lordura non stornò il senso del gusto, che veniva a contatto con le piaghe di altre creature e che sorbiva umori e sieri essudati da ferite
    mortali? Si muovevano le pelli, le carni muggivano sugli spiedi cotte e crude, e come di vacche si udiva una voce.
    Questo è invenzione e leggenda; nondimeno, è veramente mostruoso che un individuo abbia fame di esseri che ancora muggiscono, insegnando di quali animali ci si debba nutrire, mentre questi sono ancora in vita ed emettono la propria voce, e stabilendo determinati modi di condire, cuocere e imbandire le loro carni. Bisognerebbe cercare chi per primo diede inizio a pratiche simili, non colui che troppo tardi vi pose fine.
    Qualcuno potrebbe dire che i primi uomini a mangiare carne furono sollecitati dalla fame. In effetti, non perché vivessero fra desideri illegittimi, né perché disponessero del necessario in abbondanza essi pervennero a questa pratica, sfrenatamente abbandonandosi a inammissibili piaceri contro natura. Anzi, se in questo momento ritornassero in vita e riacquistassero la voce, essi direbbero: «Beati e cari agli Dèi voi che vivete adesso! Che epoca vi è toccata in sorte, quale smisurato possesso di beni godete e vi dividete! Quante piante nascono per voi, quanti frutti vengono raccolti: quanta ricchezza potete mietere dai campi, quanti prodotti gustosi cogliere dagli alberi! Vi è lecito anche vivere nell’abbondanza senza il rischio di contaminarvi. Noi, al contrario, abbiamo dovuto far fronte al periodo piú cupo e buio del mondo, perché ci siamo trovati in una condizione di grande e irrimediabile indigenza fino dalla nostra prima comparsa sulla terra. L’aria occultava ancora il cielo e gli astri, mescolata a una fosca e impenetrabile umidità, al fuoco e ai turbini del vento. Non ancora il sole aveva assunto una posizione stabile, né con il suo corso fisso distingueva alba e tramonto, e li conduceva di nuovo indietro dopo averli incoronati con le stagioni fruttifere dallo straripare disordinato dei fiumi, e in gran parte per le paludi era informe. Essa era inselvatichita
    da un profondo strato di melma e dal rigoglio di boscaglie e di macchie sterili. Non venivano prodotti frutti domestici e non esisteva alcuno strumento dell’arte agricola, né c’era alcun espediente della ragione umana. A quel tempo la fame non dava tregua, e il seme del grano non attendeva le giuste stagioni dell’anno. Che c’è dunque di strano se contro natura siamo ricorsi alla carne degli animali, dal momento che si mangiava il fango e si divorava la corteccia degli alberi, ed era una fortuna trovare un germoglio di gramigna o una radice di giunco? Dopo aver assaggiato una ghianda e dopo averla mangiata, eravamo soliti danzare di gioia attorno a una quercia o ad una farnia, chiamandola datrice di vita, madre e nutrice. Quest’unica festa era nota alla vita di allora, mentre il resto era tutto un rigurgitare di turbamento e di tristezza. Ma voi, uomini d’oggi, da quale follia e da quale assillo siete spronati ad aver sete di sangue, voi che disponete del necessario con una tale sovrabbondanza?
    Perché calunniate la terra, come se non fosse in grado di nutrirvi? Non vi vergognate di mischiare i frutti coltivati al sangue delle uccisioni? Dite che sono selvatici i serpenti, le pantere e i leoni, mentre voi stessi uccidete altre vite, senza differire affatto a tali animali quanto a crudeltà.
    Ma per loro il sangue è un cibo vitale, invece per voi è semplicemente una delizia del gusto».
    ...Non mangiamo di certo leoni e lupi per nostra difesa; al contrario, questi li lasciamo stare, mentre catturiamo e uccidiamo le bestie innocue e mansuete, prive di pungiglioni e di denti per morderci: creature che, per Zeus, la natura pare aver generato per la loro bellezza e leggiadria.

    ...Consideriamo senz’altro assurda la convinzione di quanti affermano che l’uso di mangiare la carne abbia un’origine naturale. Che l’uomo non sia carnivoro per natura, è provato in primo luogo dalla sua struttura fisica. Il corpo umano infatti non ha affinità con alcuna creatura formata per mangiare la carne: non possiede becco ricurvo, né artigli affilati, né denti aguzzi, né viscere resistenti e umori caldi in grado di digerire e assimilare un pesante pasto a base di carne. Invece, proprio per la levigatezza dei denti, per le dimensioni ridotte della bocca, per la lingua molle e per la debolezza degli umori destinati alla digestione, la natura esclude la nostra disposizione a mangiare la carne. Se però sei convinto di essere naturalmente predisposto a tale alimentazione, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello, a un bastone o a una scure. Fa come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano: uccidi un bue a morsi o un porco con la bocca, oppure
    dilania un agnello o una lepre, e divorali dopo averli aggrediti mentre sono ancora vivi, come fanno le bestie. Ma se aspetti che il tuo cibo sia morto e se la vita presente in quelle creature ti fa vergognare di goderne la carne, perché continui a mangiare contro natura gli esseri dotati di vita? Eppure, neanche quando l’animale è morto lo si potrebbe mangiare cosí come si trova, ma si lessa, si arrostisce, si modifica la
    sua carne per mezzo del fuoco e delle spezie, alterando, trasformando e mitigando con innumerevoli condimenti il sapore del sangue, affinché il senso del gusto, tratto in inganno, possa accettare quanto gli è estraneo.
    …Per di piú, non solo l’uso di mangiare la carne è contro natura per il corpo, ma ottunde anche l’anima per il senso di pienezza e di sazietà che produce.
    …Gli orci vuoti risuonano quando vengono percossi, ma una volta riempiti non rispondono ai colpi. Gli oggetti sottili di bronzo trasmettono in cerchio il suono, finché qualcuno non lo soffochi e non lo attutisca ponendovi sopra la mano, mentre il colpo si propaga circolarmente.
    L’occhio, riempito da un eccesso di liquido lacrimale, resta appannato e indebolito nella funzione che gli è propria. Se guardiamo il sole attraverso l’aria umida e una cortina di grevi vapori, non lo vediamo limpido né splendente, ma cupo, caliginoso e con raggi tremolanti. Allo stesso modo, passando attraverso un corpo torbido, sazio e appesantito da cibi impropri, la luce e lo splendore dell’anima risultano necessariamente indeboliti e confusi; e sono sviati e instabili, poiché l’anima non ha fulgore e forza per i sottili e impercettibili fini delle nostre azioni.
    Al di là di tali considerazioni, non credi che sia una cosa straordinaria l’abitudine a un comportamento
    umano? Chi farebbe infatti del male a un uomo, se lui stesso è tanto mitemente e umanamente disposto verso creature estranee e appartenenti a una specie diversa?

    Tratto da: Plutarco Del mangiar carne, trattati sugli animali, Ed. Adelphi, Milano 2001.
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    Damiana Peserico



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    Data d'iscrizione : 30.12.11

    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   Dom Giu 03, 2012 8:33 pm

    Admin ha scritto:

    Prof. Dr. Hubertus Mynarek (*1929)
    umanista e critico della Chiesa, scrittore tedesco


    «Sono sicuro che mangiare carne non solo oscura l’anima, ma addirittura la indurisce. La rende dura, la rende insensibile.»
    «Il vero cristianesimo può e deve riuscire a sussistere senza carne.Infatti, com’è possibile aspirare ad una propria umanità, ad un proprio senso umanitario, una propria perfezione e realizzarli, se allo stesso tempo si sa che si uccidono i nostri fratelli e sorelle, gli animali. E’ impossibile raggiungere una spiritualità superiore se si uccidono gli animali.»
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    MessaggioTitolo: Re: Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione   

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    Cosa dicono i grandi personaggi storici sull'alimentazione
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