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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2018 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2018 CON ENZO NASTATI
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     L'addestramento etico degli animali

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    MessaggioTitolo: L'addestramento etico degli animali   Dom Gen 15, 2012 10:23 am

    L'addestramento etico degli animali

    II dialogo cosciente che porta all'evoluzione


    Molto spesso diamo per scontato ciò che ci circonda, non ci soffermiamo a pensare sulle cose più semplici: tutto ci è ovvio! A volte siamo presi a risolvere quelli che crediamo essere i veri problemi della vita, le situazioni che prendono tutte le nostre attenzioni senza lasciarci spazio interiore per ricercare le verità nascoste. Quanti si sono chiesti perché l'erba è verde? E' così e ciò ci basta. E la risposta non la troviamo certamente nei cloroplasti. Così, analogamente, nell'approccio al mondo animale, l'atteggiamento interiore dovrebbe essere di ricerca della loro comprensione più intima. Ad esempio poniamoci una domanda di base:perché esistono gli animali?
    Perché il gatto ha le vibrisse e l'asino le orecchie lunghe?
    Perché un cane ha il manto arancione e un altro l'ha nero?
    Perché tutte le specie animali hanno sette vertebre cervicali a prescindere da quanto sia lungo il loro collo?
    Dovrebbe destare stupore, infatti, scoprire che tanto la giraffa come la talpa hanno entrambe sette vertebre cervicali.
    Sono domande strane forse, ma è proprio questo tipo di domande che ci permette di conoscere veramente la vita.
    Trovare le risposte già scritte a volte banalizza il fatto in sé e non permette di sviluppare le forze per la ricerca delle verità nascoste. Allo stesso modo, prima di accingerci ad addestrare o educare un animale, sarebbe opportuno soffermarci a considerare cosa questo in realtà comporti.

    L'addestrare

    Se andiamo a vedere il significato della parola addestrare, essa si riferisce a "rendere destro, rendere abile". Questa definizione sembra a tutta prima non dire molto, ma se consideriamo, alla luce della Scienza dello Spirito, che la mano sinistra è in relazione con il passato mentre la destra è in relazione con il futuro, possiamo pensare che "rendere destri" significhi prendere un animale con le sue caratteristiche e qualità specifiche, frutto del bagaglio biologico individuale e di specie e frutto della sua storia, in quanto specie addomesticata, e portarlo verso le sue mete evolutive attraverso lo sviluppo di nuove abilità. Ovviamente tutto questo considerando gli atteggiamenti animici e le abitudini individuali consolidate nella selezione fatta dall'uomo, così come i cambiamenti morfologici subiti a causa della selezione artificiale operata sempre dall'uomo. L'addestramento consiste quindi nel "prendere" questo animale e, attraverso il lavoro con l'uomo cosciente, nobilitarlo, aiutarlo a sviluppare nuove abilità che esulino dal mero istinto, portandolo ad agire superando il vincolo dell'istintualità, rendendolo così abile al lavoro, ad una azione costruttiva per il futuro.


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    MessaggioTitolo: Le motivazioni dell'uomo   Lun Gen 16, 2012 6:45 pm


    Le motivazioni dell'uomo

    Diffìcilmente possiamo dire che le motivazioni che spingono l'uomo ad addestrare un animale non siano di natura egoica: il "vederlo" come "fornitore di cibo" (carne o altri suoi prodotti), o come "lavoratore" in nostra sostituzione, o come "custode" del bestiame o delle proprietà. La motivazione principale è quindi lo
    sfruttamento della "risorsa" animale e questo atteggiamento lo possiamo vedere confermato nelle indicazioni di gestione zootecnica, dove l'obiettivo rimane quello di ottenere il massimo della produttività dall'animale, impiegando il minimo delle risorse. Diventa in quest'ottica lecito cibare il bovino utilizzando le pagine degli elenchi telefonici vecchi, tagliati a striscioline, perché sempre di cellulosa si tratta... poco importa se i quantitativi di piombo ingeriti con l'inchiostro provoca seri problemi di saturnismo nei bovini... ed è solo perché il latte delle bovine alimentate in questo modo presenta livelli di piombo pericolosi per la salute umana che non si è proseguito su questa linea. Ed è la stessa motivazione di cupidigia egoica che ha spinto l'uomo a selezionare bovine con l'apparato mammario estremamente sviluppato in modo tale da ottenere più quantità di latte da un numero inferiore, di capi di bestiame, trascurando il particolare che le necessità in fabbisogno alimentare diventano insostenibili per l'apparato digerente di un erbivoro che, per avere una concentrazione energetica adeguata della razione, dovrebbe assumere più foraggio di quanto riesca ad ingerirne, per cui diventa necessario alimentarlo con concentrati proteici. Il fabbisogno alimentare, infatti, per una vacca che fornisce 40 l di latte al giorno, come nel caso della Frisona, è così elevato che si va a provocare una ipoalimentazione che porta alla logica conseguenza che l'animale utilizzi le proprie sostanze di riserva ed accumulo, andando incontro a scompensi metabolici tali da far andare in chetasi la bovina. Questo stato di tossicosi va poi a influire sulla sfera riproduttiva dell'animale perché allunga il periodo parto-concepimento.



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    MessaggioTitolo: Le motivazioni dell'animale   Mar Gen 17, 2012 7:50 pm


    Le motivazioni dell'animale

    L'animale vive seguendo i bisogni dettati dagli istinti, vive compenetrato nello stato animico che lo caratterizza quale creatura portatrice di anima, vive nella logica dell'uno in relazione all'altro e della simpatia-antipatia, per cui la sua vita sarà un susseguirsi di momenti di avvicinamento (simpatia) e di fuga (antipatia) che ben si comprendono quando l'animale va a dissetarsi o ad alimentarsi o quando invece fugge. La logica del piano animico risulta evidente quando pensiamo agli animali che vivono in branco, organizzati in gruppi matriarcali, come ad esempio gli asini o comunque con gerarchie ben definite che organizzano l'ordine di avvicinamento al cibo, all'acqua, alla femmina in calore, ecc.

    Quando l'uomo decide di addestrare un animale a fare un determinato lavoro, di fatto gli impone un comportamento che esula dalla sua istintualità. Quale sarà allora la motivazione che spinge un animale ad obbedire o meglio ancora a seguire l'uomo in questo "progetto"?
    Possiamo dire che spesso, purtroppo, l'animale obbedisce per paura, paura delle percosse che possono diventare vere forme di violenza.
    Lo spirito che anima tale lavoro dovrebbe essere quello della collaborazione tra un individuo cosciente del suo ruolo, cosciente di essere portatore di un Io, della Scintilla divina ed un essere che gli si affida fiducioso perché ne riconosce l'autorità spirituale.
    Dalla Scienza dello Spirito apprendiamo, infatti, come l'animale e l'uomo provengano da un'origine comune ed abbiamo, per così dire, risposto in maniera diversa a determinati eventi cosmici nell'epoca evolutiva in cui la Terra era ancora unita alla Luna.
    L'animale si è come "gettato in avanti" all'uomo in questa condizione di sviluppo ancora prematura che lo ha come "fissato" in uno specifico "gesto", e ciò non gli ha permesso di raggiungere la coscienza dell'Io individuale ma solamente dell'Io di gruppo manifestantesi con l'istinto. L'uomo invece ha saputo attendere il momento in cui, fuoriuscita la Luna con le sue forze indurenti, gli organismi fossero adatti non solo ad albergare l'astralità, ossia la passionalità, la brama, ma altresì la coscienza dell'Io individualizzata: l'autocoscienza. Gli animali sono pertanto i testimoni di una lunga fase evolutiva che ha preceduto l'apparizione dell'uomo. L'uomo doveva arrivare a conquistare la sua meta individuale, ossia la Libertà, attuando a pieno la forza dell'Amore. Per farlo doveva incontrarsi/scontrarsi con le leggi del piano fisico, ma ha dovuto farlo gradatamente, facendosi anticipare da quelle "parti" (prima unite al suo essere) che l'avrebbero troppo appesantito per raggiungere la sua meta.
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    MessaggioTitolo: Un atteggiamento diverso   Mer Gen 18, 2012 6:58 pm

    Un atteggiamento diverso

    L'approccio e l'atteggiamento dovrebbero quindi essere quello di collaborazione per la realizzazione di un progetto comune: il pareggiamento del debito verso quegli esseri che si sono sacrificati perché l'uomo potesse avere un corpo abbastanza raffinato da poter albergare un Io individualizzato. Da un lavoro collaborativo adeguatamente impostato, ci sarà la conseguente evoluzione del regno animale che non sarà più vincolato al farci da specchio sul piano animico. Quando l'uomo avrà sufficientemente lavorato interiormente per purificare la sua bassa astralità, liberandosi da tutte quelle catene che lo tengono legato al proprio ego, l'animale sarà liberato da questo suo vincolo e potrà procedere nel suo cammino evolutivo spirituale.


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    MessaggioTitolo: Re: L'addestramento etico degli animali   Ven Gen 20, 2012 2:20 pm


    Strategie

    Entrare in sintonia con un animale non è sicuramente una cosa scontata. E' necessario imparare a conoscersi, acquisire familiarità e fiducia reciproca, finché non si percepisce, con una buona dose di spregiudicatezza e coraggio, che si è giunti ad un determinato punto in cui si può iniziare a chiedere collaborazione. L'animale, che è guidato dal suo istinto, sa intimamente che è grazie all'uomo che agisce con coscienza che potrà evolvere spiritualmente e pertanto gli si affida. L'uomo dovrà mantenersi vigile per agire senza farsi prendere dall'animosità, perché in questo caso, l'animale non ne riconoscerà l'autorità e non obbedirà.
    Il ritmo è un altro fattore rilevante che influisce sulla qualità della collaborazione: l'animale si rinforza attraverso il ritmo e pertanto sarà importante lavorare nella stessa fascia oraria, scandendo il ritmo di lavoro con ritualità che si ripetono nella stessa sequenza ogni volta che si inizia a lavorare (il far annusare i finimenti e gli attrezzi da lavoro, la vestizione, il premio quando il lavoro è ben eseguito, ecc.).
    Anche durante il lavoro si può dare il ritmo con la voce. Ad esempio, una volta individuato qual è il ritmo naturale del passo di un animale, lo si può aiutare a sentire meno stanchezza durante il lavoro se ogni tanto si scandisce il suo ritmo con la voce.



    Se affrontiamo il tema dei comandi vocali si apre un mondo che in questo contesto possiamo però solo abbozzare. Gli asini che ospitiamo nella nostra azienda, hanno imparato a muoversi seguendo dei comandi vocali studiati con vocali e note risonanti con l'impulso planetario che stimola l'andare avanti, il fermarsi, il voltare a destra e a sinistra. Analogamente sono state composte due canzoncine per i nostri animali con accordi, ritmi e intervalli che, risuonando con determinate forze planetarie, li possano accompagnare nel lavoro o li aiutino a calmarsi a seconda della necessità. La canzone studiata per stimolare l'attività è impostata sulla nota LA (pianeta Marte - impulso alla volontà finalizzata), il testo è scandito nei ritmi Pirico e Giambo (ritmi legati alle forze vitali) e nel testo abbiamo curato la presenza di molte "e" (vocale legata a Marte). Anche il tempo e gli intervalli tra le note sono stati appositamente studiati. La canzone che invece è stata studiata per tranquillizzare gli animali è impostata per lavorare nella sfera animica con intervalli, ritmi, accordi e vocali che richiamano le forze della Luna, le forze dell'etericità che placa l'astralità in eccesso. Infine, come per l'educazione dei bambini, la coerenza è senza dubbio uno dei punti fondamentali per non provocare confusione nell'animale che, altrimenti, smetterebbe di obbedire.

    Roberta Nastati
    Medico Veterinario
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    MessaggioTitolo: Re: L'addestramento etico degli animali   

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