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     Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Sab Feb 04, 2012 8:10 pm

    Facciamo un altro esempio.

    I preparati biodinamici vengono interrati da Pasqua a san Michele e da san Michele a Pasqua, vengono dinamizzati alle 6 del mattino (il cornosilice) o alla sera alle 18 (il cornoletame) E' noto che il cornosilice irrorato al mattino agisce sulle forme e che il cornoletame, irrorato alla sera, agisce sulle sostanze.
    Se ricordiamo che in forma omeopatica i due prodotti succitati diventano il FRUTTO PIÙ' ed il PRE-SEMINA, il ragionamento diventa chiarissimo per tutti dato che conosciamo la maggiore libertà che ci è data nel loro utilizzo.
    Tutti coloro che utilizzano i preparati biodinamici tradizionali sanno che si opera come detto, ma pochi ne comprendono il perché.


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Feb 05, 2012 11:01 am


    LA RICERCA DELL'ESSENZIALE NELLA COLLABORAZIONE DI ETERI, ELEMENTI E FORZE FISICHE
    L'ESEMPIO DELLA SALVIETTA


    Vediamo ora di proseguire nei nostri esercizi di pensiero, ragioneremo assieme sulla salvietta.
    Prendiamo in considerazione tre tipi di salviette, una di carta, una di spugna, una di stoffa, esse hanno in comune l'elemento Aria, che ha per caratteristica l'elasticità, il fatto di essere plastiche. Ciò significa che le salviette possono venire compresse e tornare ad espandersi, cambiano di volume. Tutte le salviette quindi hanno Aria al loro interno.
    Per prima cosa bisogna trovare ciò che unisce i tre tipi di salvietta indicati operando una sintesi tra i vari aspetti con cui si presentano.
    Abbiamo visto che le tre salviette hanno in comune l'Aria, ed ora possiamo scoprire che sono legate anche all'elemento Acqua. Il fatto che assorbano è determinato dall'affinità con questo elemento che ha la caratteristica di creare superfici ed essere in continuo movimento (la goccia, anche se sferica, vive nella sua superficie).
    Tutte le salviette hanno in comune il fatto di essere caratterizzate dalla superficie. Tale superficie da il carattere assorbente. La salvietta è adatta anche ad avvolgere, quindi a creare una nuova superficie esterna.

    Cerchiamo ora di trovare l'elemento Terra nella salvietta. L'essenziale della Terra è la tridimensionalità, quindi la salvietta appartiene alla Terra in quanto tridimensionale anche se lo spessore non è la caratteristica principale.
    Ricordiamoci che gli elementi sono sempre tutti presenti anche se in proporzioni diverse . Se ora diamo valore 1 all'elemento Terra, daremo valore 3 all'Acqua, 2 all'Aria e 1 al Fuoco.

    Il Fuoco lo ritroviamo collegando la salvietta al ciclo del tempo, alla durata. La salvietta ha un suo ciclo di utilizzo, quando questo termina, viene gettata.
    Abbiamo perciò due elementi fissi centrali dove troviamo l'essenza della salvietta: Acqua e Aria, mentre Terra e Fuoco variano. L'elemento Fuoco risulta proporzionae alla durata.
    Nel quadrato degli elementi tra Acqua e Aria vi è la qualità "umido", tipica delle salviette.
    La componente Fuoco è sempre la più difficile da conquistare; il Fuoco è l'elemento che caratterizza la qualità più intima del tutto, che in questo caso è la durata. Chi che ha più resistenza, ha più qualità Fuoco. Altra caratteristica del Fuoco è l'adattabilità, che è la capacità di interpretare l'idea: la versatilità.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Lun Feb 06, 2012 7:03 pm


    Salendo nella piramide vediamo che la caratteristica del mondo delle salviette è il processo Mercur (Acqua- Aria), se c'è più Sulfur allora avremo anche più Fuoco e in tal caso, avremo una durata maggiore.
    Delle tre salviette, tralasciamo quella sintetica (viene da forze più legate alla sotto-natura) e concentriamci su quelle di carta e di cotone . La più legata al Sulfur sarà la salvietta di cotone. Il cotone è una fibra sulfurea, ricavata dalla parte solare della pianta, mentre la carta è cellulosa (legno- Terra).
    Possiamo fare una prova pratica, tenendo la salvietta aperta e premendola sopra una punta, quella di carta si rompe presto, mentre quella di cotone si adatta e si stira di più. La salvietta di fibre, di origine solare, ha più Aria e durata. Il cotone ha più elemento Aria e Fuoco, più Sulfur rispetto alla cellulosa.
    Quindi le salviette usa/getta sono più Terra, mentre le pluriuso più Aria.

    Vogliamo trovare l'essenziale che può riferirsi a tutte le salviette, dobbiamo trovare l'UNO della salvietta, la parola chiave, lo spirito contenuto dentro la salvietta, dal quale nascono tutti i tipi di salviette.
    L'essenziale di una salvietta si può sintetizzare con tre parole: superficie, elasticità e potere assorbente.



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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Feb 07, 2012 4:56 pm


    Poniamo il caso di essere dei produttori di salviette che desiderano realizzare salviette che durino nel tempo. Abbiamo visto che il cotone ha una maggiore durata nel tempo. Per migliorare ulteriormente questa sua qualità lo coltiveremo in montagna, in un terreno siliceo ricco di forze di luce.
    Se vogliamo aumentare la qualità delle salviette di carta, dovremo inserire la Luce e sceglieremo, dal momento che ci serviamo della cellulosa, di alberi legati a Venere o Giove, per esempio: acacia, betulla, faggio e le latifoglie in genere. Se pensiamo di utilizzare il legno del pioppo, perché più economico, sceglieremo alberi cresciuti in un ambiente con terreno sabbioso e bene esposto; avremo così una carta più elastica e più durevole.
    Ragionando "in discesa", cioè partendo dal vertice, per raggiungere la base della piramide, possiamo migliorare le cose, proprio perché abbiamo capito che cosa "vorrebbe" la salvietta, possiamo arrivare a capire cosa "vorrebbe" un fegato o una pianta, e vedere quanto si sono discostati rispetto all'ideale.
    Potenziando l'aspetto Luce, "sposteremo" la salvietta verso la parte destra della piramide, cioè verso la Luce, Sulfur, Fuoco e quindi ne aumenteremo la qualità.
    Si potrebbe cercare di ottenere una cellulosa più durevole. Una volta si usava la carta - paglia con la quale si incartava soprattutto la pasta, era una carta di color blu o paglierino dove si scorgevano ancora i pezzetti di paglia. Questa era una carta che andava più verso la parte destra della piramide, però con l'aumentare della paglia diventa più rigida. Dovendo conservare un alimento quale la pasta, dove primariamente sono presenti forze di Aria e Fuoco (in quanto originano dal seme di frumento), la carta/paglia era una carta che si ricollegava con queste forze. C'era in ciò una grande saggezza.
    Nel lavoro di terapia si può cominciare a ragionare seguendo questo schema che ci permetterà di correggere gli errori di pensiero che si fanno per abitudine, non per ragionamento. Poi ci si dovrà liberare anche dallo schema.


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Gio Feb 09, 2012 6:01 pm


    IL COLLEGAMENTO TRA ETERI, ELEMENTI E FORZE FISICHE

    Ora vogliamo fare un piccolo passo avanti. Useremo un altro disegno, per cercare di richiamare delle immagini.
    Un petalo del disegno rappresenta il mondo degli eteri, l'altro il mondo degli elementi ed il terzo il mondo delle forze fisiche.
    Il disegno che segue si può vedere in tre modi: gli eteri sono quattro, come le forze fisiche e gli elementi. Nella zona centrale troviamo una intima cooperazione di eteri, elementi e forze fisiche: lo riscontriamo in natura, nei quattro stati di aggregazione: solido, liquido e gassoso e noi aggiungiamo anche quello calorico.
    Lo stesso disegno si può interpretare in un altro modo: scrivendo nel petalo degli Eteri: Vita, Chimismo, Luce, nel petalo delle forze fisiche: Frantumazione, Gravita, Tenebra, e nel petalo degli Elementi: Terra, Acqua, Aria; al centro troveremo i tre calori. Ci viene così indicato un percorso. Possiamo ad esempio "salire" lungo le forze fisiche, spostarsi e "scendere" per gli elementi, "salire" per gli elementi ed "entrare" negli eteri, prendere un etere libero e portarlo nelle forze fisiche, attraverso questo punto centrale che è la "porta" del calore.


    I cerchi concentrici, simili ad un tiro a segno, evidenziano come l'elemento Terra corrisponda all'etere di Vita e alla forza fisica Frantumazione.
    In natura questi collegamenti vengono realizzati dagli esseri elementari (gnomi, ondine, silfidi, salamandre). Gli Gnomi li troveremo nella periferia esterna ( Terra, Vita, Frantumazione), le Ondine tra Acqua, Gravità e Chimismo, le Silfidi tra Aria, Luce e Tenebra, e le Salamandre nel Calore.
    Gli esseri elementari sono dei "discendenti" delle prime gerarchie spirituali a noi superiori. E' importante tener presente che la quarta categoria, quella legata al Fuoco, discende dal rapporto che l'uomo ha con gli animali. Quindi nel rapporto che l'uomo ha con gli animali (specie con quelli domestici) si manifestano e agiscono questi esseri del Fuoco, nel feeling che si instaura tra noi e l'animale si "sostanzia" un essere elementare del Fuoco. Questi esseri del Fuoco, che sono centrali, possono incanalare e riversare nuove forze elementari, eteriche o fisiche, a seconda della necessità, questa è la loro funzione in quanto agiscono al centro del sistema.
    Lo stesso avviene con l'entusiasmo dell'uomo. L'uomo con il suo entusiasmo produce questo Calore animico che si trasforma poi in Luce; l'entusiasmo, per gli ideali morali si traduce durante la nostra vita nel sorgere di nuovi punti di Luce in noi, la nostra aura ne viene amplificata. Esso ha inoltre un'azione sul Chimismo in noi, nel senso di mettere ordine nei processi intemi, coordinando i processi interiori. E poi fa sorgere in noi nuove forze di Vita, capacità di agire, di operare. Lo può constatare chi ha provato a svolgere un lavoro con entusiasmo o con cattiva voglia. Nel primo caso alla fine si è sì stanchi, ma ci rimane la contentezza e la stanchezza presto se ne va.
    Il cuore è il nostro centro del calore. Il nostro punto di forza interiore è l' etere del Calore, l'unico etere che non è stato corrotto, tutto il resto è stato inquinato, è stato preso da altre forze. In tutti i campi possiamo trovare il bene e il male, solamente nel Calore possiamo trovare un rifugio e forze per poter ripartire.
    Il pensiero che scende è come un seme portatore di vita ed il cuore è come l'humus, le forze della madre terra, che permette di sviluppare la nuova pianta. Quindi l'unione di queste due correnti ci permette di evolvere.


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Feb 12, 2012 10:02 am


    IL SISTEMA RITMICO E LA MEDITAZIONE

    Ma cosa si intende quando si parla di cuore? Spesso ci si dimentica che al sistema ritmico appartengono anche i polmoni. I polmoni, svolgono la funzione di ossigenare il sangue e il nostro cervello richiede ben il 25% di tutto l'ossigeno inspirato.
    Il sistema respiratorio, come sistema ritmico, è maggiormente collegato al pensare. Ad ogni nostro respiro il liquido cerebro-rachidiano oscilla e la nostra respirazione determina un continuo ritmicizzare del cervello fisico, come se lo facesse danzare. Le cellule che hanno bisogno di minor vita, sono quelle della nostra testa, quelle nervose.
    Quindi il sistema ritmico è duplice: la componente polmone è principalmente legato alla testa mentre il cuore al resto del corpo.
    Quando parliamo di cuore intendiamo la capacità di scendere fino nel nostro profondo, nei piedi, effettuare la "lavanda dei piedi", far risalire il sangue sporco e purificarlo con la forza di luce del pensiero che scende, unito alla corrente dei polmoni. L'immagine che sorge è quella del sangue sporco, dentro noi, pieno di brame e di passioni, che risale e si trasforma nella linfa vitale di quella pianta che è in noi: la rosa rossa.
    Nel petalo della rosa possiamo immaginare il sangue sporco trasformato in pura linfa. Come la rosa affonda le sue radici nel letame, nella terra nera, nelle tenebre, e da questa estrae per sublimazione la vita, così noi affondiamo in queste forze del sangue sporco e lo trasformiamo in linfa vitale. In questo modo si forma la pianta verde, perché poi la rosa possa fiorire è necessario che scendano Luce e Calore così il rosso si può manifestare dal verde della foglia.
    Questa è una seconda trasformazione, una nuova qualità del sangue, che è figlia dell'unione del pensare e del sentire. Questa rosa che comincia a nascere in noi è l'immagine della meditazione fondamentale dei Rosacroce e ci ricorda che questa zona ritmica viene chiamata dallo Steiner "anima razionale" o "affettiva".
    L'anima razionale è più legata alla sfera dei polmoni mentre l'anima affettiva è più legata al cuore.
    L'artista è più legato all'anima affettiva, l'intellettuale all'anima razionale. Sono due anime che convivono nella stessa zona. Siamo nella sfera centrale, la sfera dell'anima, del sentire. Per "sentire" intendiamo percepire intimamente l'elemento affettivo e l'elemento razionale.
    Percepire la trasformazione del sangue o la trasformazione nata dalla fecondazione del pensiero. La parola "sentire" si arricchisce così di nuovi significati.



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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Lun Feb 13, 2012 5:20 pm

    ETERI, ELEMENTI E FORZE FISICHE LIBERI E INCARNATI


    LE FORZE NELLA PIANTA

    Ora possiamo riprendere un argomento che abbiamo già sviluppato: come agiscono gli eteri e gli elementi incarnati e partiremo dalle piante.



    Incominciando dalle forze eteriche incarnate, nella parte alta scriveremo l'etere di Vita (nel seme è racchiusa l'ultima Vita della pianta), poi scendendo il Chimismo, la Luce e il Calore.
    Come elementi corrispondenti troveremo: il Fuoco, l'Aria, l'Acqua e la Terra. Troveremo infine le forze fisiche nel seguente ordine: Calore, Tenebra, Gravita e Frantumazione.
    Dobbiamo ora chiederci cosa può voler dire forza fisica di Frantumazione nella pianta, cosa vuoi dire elemento. Questo lavoro segue il percorso opposto di quello indicato attraverso l'esempio delle salviette, del gesso, ecc. Infatti in quel caso siamo partiti dalle percezioni e siamo giunti allo schema piramidale, adesso da uno schema dobbiamo ritrovare la manifestazione fisica: è un lavoro rovesciato.
    L'etere di Calore permette la manifestazione della vita, lo troveremo perciò concentrato nella radice perché è la parte della pianta dove il calore "non fisico" proprio dell'etere di Calore permette la germinazione del seme e lo sviluppo della futura pianta. La collega con il suo Io di Gruppo.
    Si può vedere nella capacità germinante del seme la presenza di etere di Calore incarnato; da ciò il fatto che se vogliamo aumentare la capacità di germinabilità del seme dobbiamo lavorare nell'etere di Calore incarnato. Nell'uomo l'abbiamo chiamato la forza dell'entusiasmo per gli ideali morali. Bisogna "entusiasmare" le piante per il ciclo, il che vuoi dire stabilire un collegamento intimo, profondo tra loro e il proprio Io di Gruppo. Dallo studio della scienza degli eteri abbiamo così trovato una strada per migliorare le piante.


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Feb 14, 2012 6:16 pm


    Cerchiamo ora l'etere di Luce, cerchiamone l'espressione corrispondente. Troveremo ciò nei tre processi di espansione della pianta e principalmente in quello delle foglie. Il concetto è "espansione", cioè creare spazio: l'etere di Luce crea spazio. Se vogliamo quindi selezionare una pianta più grande, più alta, con le spighe più lunghe, le foglie con una superficie più ampia, dovremo dare etere di Luce.

    Troviamo l'etere di Chimismo principalmente nell'ordinamento delle foglie, nella fillotassi: Essa è l'indice matematico che descrive l'ordinamento delle foglie, cioè come sono inserite lungo il fusto, ad es. binate, cioè opposte, a 120°, ecc. Ciò è legato al movimento del pianeta a cui la pianta è legata.
    Ci troviamo ancora nella zona intermedia della pianta, ma la fillotassi è anche l'ordine dei petali nel fiore.

    L'etere di Vita è la capacità del seme di portare nuova vita, la sua fertilità, non è invece la capacità di germinare e manifestare la vita che erano legate all'etere di Calore. E' la stessa differenza che intercorre tra la fertilità - cioè l'essere fecondi e la capacità di portare avanti i nove mesi della gestazione. Una donna può essere fecondata, ma poi abortire. Sono due aspetti diversi.

    Passiamo ora agli elementi.
    Gli elementi sono già più conosciuti anche perché ne abbiamo parlato altre volte, specie nei corsi di agricoltura.
    Legata all'elemento Terra abbiamo la radice e la formazione di sostanza secca. La pianta è più ricca di sostanza secca nella radice, ma essa è presente anche nel fusto, fino all'apice.
    La sostanza secca di una pianta è ciò che rimane di essa dopo che è stata tolta tutta l'acqua. Quindi se vogliamo aumentare la sostanza secca in una pianta (ad es. negli alberi da legno), sappiamo che dobbiamo lavorare sull'elemento Terra. Siamo negli elementi, quindi siamo negli ambienti. Dovremo scegliere un ambiente adatto in cui far crescere la pianta; nel caso precedente -quello degli eteri- sceglieremo i preparati o i momenti di semina adatti.
    Dallo studio degli ambienti (v. dispensa sulla Rigenerazione delle Sementi), possiamo dedurre che lo sviluppo di sostanza secca sarà favorito in un ambiente con caratteristiche " terrestri, cioè calcareo, pianura, umido, luna piena,concimato,ricco di humus, freddo.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Gio Feb 16, 2012 4:34 pm


    Dove troviamo l'elemento Acqua nella pianta? La foglia è sicuramente legata ad esso, ma dietro ad essa vediamo la manifestazione della "vigoria". Ora si può scegliere in che ambiente, in che condizioni far crescere una pianta, affinchè abbia più vigoria.
    Se ci ricolleghiamo a quanto già detto sul come sono nati il tempo, lo spazio, il movimento e la forma in relazione all'evoluzione della Terra, troveremo il sacrificio, il dono, il rifiuto e la morte. La sostanza secca essendo legata all'elemento Terra è da vedersi come morte. La fase Terra è appunto legata alla morte ma anche alla nascita dell'etere di Vita. Quindi l'etere di Vita è anch'esso legato alla morte, infatti il seme per dare vita deve morire.
    Ritornando all'elemento Acqua, alla vigoria, troviamo il collegamento con la parola "rifiuto", "rinuncia". Ma nella vigoria dove si trova la rinuncia? Nella rinuncia a fare frutti. La pianta è principalmente foglia, ma finché è nella vigoria rinuncia a completarsi, ad arrivare fino al fiore ed al frutto. Quindi finché è nella foglia, finché vive nella foglia, rinuncia ad andare a fiore e frutto, rinuncia a completarsi: è un trattenersi in sé.
    Abbiamo detto che la rinuncia corrisponde all'Acqua, al vigore, etericamente alla formazione dell'etere di Chimismo. Anche nell'etere di Chimismo, nella fillotassi, dobbiamo trovare un aspetto di rinuncia. Questa è la rinuncia a crescere arbitrariamente, è la rinuncia al caos informale, è un entrare nelle regole.

    L'elemento Aria lo avevamo visto collegato al "dono" e nell'ambiente Aria può manifestarsi il fiore. Nel fiore troviamo il profumo, il colore ed il principio della forma. Mentre colore e profumo sono facili da cogliere in relazione al fiore, la forma è' un po' più difficile da comprendere: la forma è ciò che interpreta l'Io di Gruppo: il vestito dell'Io. La forma è come l'Io "firma" una sua manifestazione.
    Se prestiamo attenzione, con il fiore siamo entrati nel mondo delle cose che "non pesano": il profumo non pesa, la forma non pesa: siamo entrati nel Sulfur. La parola corrispondente abbiamo detto essere il "dono". Qui è abbastanza facile comprendere il dono che la pianta offre: il profumo è per tutti, mentre la vigoria è per sé, è Sai, è per mantenersi. Col profumo siamo nel Sulfur, e poiché il profumo è legato all'Aria, che sappiamo essere legata all'etere di Luce, all'espansione, ecco che con il profumo entriamo nel mondo dell'espansione infinita ma non più l'espansione limitata della foglia.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Ven Feb 17, 2012 6:50 pm


    Guardiamo ora il dono sotto un altro aspetto:la forma viene donata alla pianta, non le appartiene.La forma è appunto il collegamento tra L'io di gruppo e la pianta fisica, appartiene al primo (eteri) e si esprime assecondando l'ambiente ( elementi).

    All'elemento Fuoco corrisponde il valore nutrizionale. Il valore nutrizionale è la capacità della pianta di sostenere gli altri regni della natura, la capacità alimentare. Se vogliamo può essere il proseguimento del dono, può diventare sacrificio.
    Noi mangiamo la pianta, ne mangiamo la polpa, i semi, quindi mangiamo la sua vita, la pianta si sacrifica per noi, per la nostra vita. Dato che il Fuoco è legato all'etere di Calore, il fatto di nutrirci con un cibo ricco di valore nutrizionale permette a noi di sviluppare nuova vita. Ossia il fatto di nutrirci con un cibo ricco di valore nutrizionale permette di rinnovare la corrente di vita in noi, questo rinnovamento è figlio dell'etere di Calore.

    Passiamo ora alle Forze Fisiche. ( La frantumazione e le radici)
    Troviamo la forza fisica di Frantumazione legata all'elemento Terra nella suddivisione delle radici. Una sola pianta di frumento sviluppa capillari per 7-10 chilometri di lunghezza, questa è la manifestazione di un enorme forza di frantumazione.
    Ritroviamo la frantumazione anche nella suddivisione delle cellule, fin nella formazione del polline. La parola scissione, sinonimo di frantumazione, ci rimanda alla divisione cellulare.

    La gravità e la circolazione linfatica.
    La forza fisica della Gravita è legata all'Acqua, alla vigoria. Dove possiamo trovare la gravita? Stranamente siamo fuori dal terreno, sarebbe stato facile trovare gravita nella radice, invece l'abbiamo collocata sopra la terra.
    La gravita, la massificazione si trovano nella linfa che sale e che scende, nella circolazione linfatica. La linfa scende grazie alla forza fisica della gravita, sale grazie all'etere di Chimismo, al principio di Archimede.
    Siamo sempre nella triade dell'Acqua dove principalmente tutto avviene nel mondo della foglia, dei vasi interni.

    La tenebra e i tessuti interni.
    Corrispondente all'etere di Luce troviamo la forza fisica della Tenebra, l'addensamento. Il fatto che siamo contornati da corpi fisici, il fatto che la pianta non sia trasparente, che abbia una corporeità fisica, addensata, il fatto che tutto venga addensato fino a creare un corpo opaco, tutto ciò è azione delle forze fisiche. Questo corpo riempie una forma. Possiamo perciò dire: quello che è interno alla superficie, alla cuticola, quello che non si vede, è immerso nelle Tenebre.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Feb 21, 2012 3:12 pm


    Il calore estinguente e la maturazione

    Come ultima cosa cercheremo l'azione del Calore fisico, il calore estinguente. La troveremo nella maturazione e nella morte conseguente. E questo è facilmente comprensibile.
    Guardando ora in modo più ampio a quanto fin qui esposto, possiamo vedere come nella nostra piramide/pianta, siamo partiti della sfera degli elementi, siamo passati ai processi, abbiamo trovato la contrapposizione Luce/Tenebra , ed infine l'essenziale, l'UNO.
    Si era detto che c'è un'altra piramide, sopra, corrispondente agli eteri ed un'altra sotto corrispondente alle forze fisiche. Inizialmente ci siamo concentrati su quella centrale, però, per un discorso completo, dovremmo averle presenti tutte e tre.

    Il DNA della natura


    Questo lavoro, si potrebbe definirlo come il "DNA sovrasensibile della natura".
    Questo schema è comune anche agli animali ed agli uomini. Lo schema è identico, cambiano le parole specifiche che interpretano l'essenzialità.
    Se questo schema permette di interpretare ciò che avviene nei 4 regni della natura, vuoi dire che siamo di fronte ad una chiave generale. Il lavoro che stiamo cercando di portare avanti è quello di trovare un'unica legge che governa il manifesto.

    La vecchia e la nuova alleanza

    Se vi è un'unica legge che governa tutto l'universo, legge a cui noi potremmo lentamente cominciare ad accostarci, questo ne è un primo gradino, ma lo scopo per cui è stato concesso all'uomo di potersi avvicinare a quest'unica legge è di poter stabilire una nuova alleanza. La vecchia alleanza ci era stata data ed è andata persa, adesso bisogna stabilirne una nuova. Questa nuova alleanza sarà per la vita della Terra e per chi vive sulla terra, per la loro evoluzione. Questo è un augurio per tutti quanti.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Feb 26, 2012 5:59 pm

    LO SVILUPPO DEL PENSIERO TERAPEUTICO
    - SECONDA PARTE-



    PRECISAZIONI SUL LAVORO GIÀ' SVOLTO

    L'immagine della piramide

    Per proseguire lo studio del piano eterico è necessario avere ben compreso i concetti espressi durante le parti precedenti e che si riassumevano nell'immagine della piramide: l'uno che diventa due, il due che diventa tre e che a sua volta produce il quattro.
    In particolare è determinante aver capito il passaggio fra processi ed elementi.
    Il termine processo contiene in sé il concetto di divenire; il processo comporta una trasformazione che quando giunge a compimento da luogo ad un elemento.

    Gli elementi sono gli ambienti nei quali si manifestano ed agiscono le forze eteriche e le forze fisiche, ma volendo ricondurre gli elementi alla loro essenzialità dobbiamo affermare che sono delle idee.
    A ben pensarci noi non percepiamo (e non possiamo farlo) l'elemento Terra, l'Acqua, l'Aria od il Fuoco ma riconosciamo delle situazioni che noi riconduciamo all'idea di Terra, Acqua, Aria e Fuoco.

    Le qualità legate agli elementi

    La nostra percezione, sul piano fisico, si limita alle "qualità" degli elementi che sono: umido, secco, caldo, freddo; gli elementi, ripetiamo, appartengono ad un altro mondo che è appunto quello delle idee, per la percezione del quale dobbiamo iniziare ad usare una diversa forma di pensiero.

    Elementi forze eteriche e forze fisiche

    Ripercorrendo un esempio già utilizzato, possiamo pensare agli elementi come al braccio di una bilancia che ha come piatti le forze eteriche e le forze fisiche. Una pianta, quindi, vive e cresce e metabolizza grazie alle forze eteriche, si sostanzia e muore grazie alle forze fisiche e si modifica a seconda dell'ambiente in cui vive. Ad esempio la stessa pianta coltivata in un ambiente più umido avrà un apparato fogliare maggiormente sviluppato mentre la fioritura sarà poco appariscente.
    Non dobbiamo, tuttavia, pensare agli ambienti come un campo neutro sul quale si scontrano le forze eteriche e fisiche; infatti, gli elementi sono portatori di una loro caratteristica propria ed agiscono come fattore di modificazione della forma.

    I 3 processi Sal Mercur e Sulfur

    Torniamo un attimo ai processi. Abbiamo visto che i processi sono tre: processi salini, mercuriali e sulfurei (fig. 1). Usando altre parole possiamo affermare che abbiamo processi di condensazione e di espansione (o di liberazione verso gli imponderabili), opposti fra loro e nel mezzo, a fare da ponte, ci sono i processi mercuriali.


    fig. 1 La piramide della Natura

    Nel disegno della piramide abbiamo messo le tre palline che rappresentano i processi sopra alle quattro palline che rappresentano gli elementi ed abbiamo evidenziato come da un processo di condensazione (sai) potesse nascere solo l'elemento Terra o l'elemento Acqua. Similmente da un processo mercuriale può nascere solo Acqua od Aria e da un processo di espansione (sulfur) Aria e Fuoco.


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    Ultima modifica di Admin il Ven Mag 25, 2012 2:20 pm, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Feb 28, 2012 3:45 pm


    I tre processi sono legati con le tre sfere dell'anima: pensare, sentire, volere. La percezione di questi provessi è legata, quindi, ad una attività a livello animico. Possiamo coglierli nella natura solo facendoli risuonare nella nostra anima.

    Chimica e alchimia

    Noi possiamo agire sul piano fisico agendo sulle sostanze ad es. attraverso la chimica ma non riusciremo mai a mettere in moto, in questo modo, un processo di guarigione. Per agire in modo terapeutico dobbiamo riportare l'elemento che vogliamo modificare nella sfera della processualità, facendogli compiere un percorso inverso a quello che ne ha consentito la formazione, e da quel livello determinare le modificazioni che ci interessano per ottenere -attraverso la successiva condensazione - una sostanza con caratteristiche diverse da quelle di partenza.
    Quella appena descritta non è una trasformazione chimica, bensì una trasformazione alchemica.
    Abbiamo però detto che questi processi sono percepibili solo a livello animico, per cui è necessario che gli stessi siano colti e realizzati interiormente, attraverso la percezione del processo di salificazione come un profondo dolore e la liberazione verso gli imponderabili come gioia. La profonda esperienza interiore rende possibile la proiezione esteriore delle elaborazioni che hanno trovato compimento nell'anima.
    Alla luce di queste considerazioni è chiaro che la piramide, ormai divenuta costante punto di riferimento nei nostri ragionamenti, non è percorribile solo in discesa, ma è utilizzabile anche nell'altro senso; anzi è proprio quest'altro senso che risulta interessante per il lavoro che stiamo per intraprendere.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mer Feb 29, 2012 5:06 pm


    Il principio del due

    Riprendiamo, per un momento, anche i ragionamenti sulla dualità, sulla polarità
    Nella nostra piramide la dualità è rappresentata dai due cerchietti che stanno sopra ai tre cerchietti che rappresentano i processi.

    Luce e Tenebra

    A questi due cerchi abbiamo assegnato il nome di Tenebra e Luce.
    Abbiamo anche chiarito che la Tenebra è il regno di Arimane, Satana, e che la luce è il regno di Lucifero, l'Angelo di luce.
    La lotta tra Tenebre e Luce si può quindi vedere come lotta tra Arimane e Lucifero o tra male e bene. Lucifero, infatti, fino al mistero del Golgota rappresentava il bene, egli era un'Entità positiva dell'evoluzione. L'evento Cristico ha però immesso nuove forze nell'evoluzione dell'umanità facendo di Lucifero un'entità ritardataria.

    Evoluzione e involuzione

    Se vogliamo legare con un filo logico consequenziale l'aspetto della dualità con quello dei processi, allora possiamo più efficacemente usare i termini: evoluzione ed involuzione.
    Abbiniamo facilmente il termine evoluzione con il sulfur ed il termine involuzione con il sai. Queste due polarità però sono troppo unilaterali e non renderebbero possibile la vita, infatti, il sai porta direttamente alla Terra, dove dominano le forze di morte ed il sulfur porta al sacrificio supremo.
    Comprendiamo, in questo modo, la necessità che esista un terzo processo equilibratore tra i due, che è il mercur, e che consente il formarsi tra Terra e Fuoco degli ambienti Acqua ed Aria.

    La dualità e lo spirito umano tra uomo superiore e uomo inferiore

    Abbiamo detto che gli elementi possono essere colti attraverso una profonda attività dell'anima. Ebbene, per cogliere Luce e Tenebra dobbiamo salire al piano dello spirito alla coscienza, infatti possiamo trovare la Tenebra nell'uomo inferiore e la Luce nell'uomo superiore.
    L'uomo superiore rappresenta il polo della coscienza mentre l'uomo inferiore quello della subcoscienza. Noi possiamo portare Luce nella Tenebra, o coscienza nell'inconscio attraverso la consapevolezza e conoscenza di quanto ci circonda ed anche attraverso l'entusiasmo.
    Luce e Tenebra, in quest'ottica, vengono vissuti nei nostri rapporti di coscienza. Coscienza significa etica, moralità. Si tratta di andare a sondare il rapporto tra bene e male dentro di noi.


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Lun Mar 05, 2012 2:51 pm


    L'Uno o l'essenziale


    Passiamo ora all'Uno e cominciamo a vederlo come l'aspetto spirituale che è racchiuso nella cosa, il suo vero essere, che solo se viene colto, riconosciuto, ci permette di agire sulla cosa stessa.
    Abbiamo così ripercorso velocemente il cammino concettuale intrapreso nel nostro primo incontro, aggiungendo una chiave più spirituale. Ricordiamo, però, che queste conoscenze non si possono compenetrare usando il solo pensiero, queste cose devono essere "comprese " cioè prese in sé, e per comprendere ci vogliono gli organi animici, spirituali.

    Lo sviluppo degli organi di comprensione

    Per sviluppare questi organi in passato l'umanità si è sottoposta a severi esercizi e si sono fatte molte meditazioni, ma oggi questo non è più indispensabile. Oggi sono le prove della vita che ci possono procurare l'iniziazione. Possiamo dire che non è mai stato così difficile vivere. Oggi respiriamo veleni e ne mangiamo altrettanti, viviamo in contesti sociali in cui rispettare gli altri ed essere tolleranti diventano atti di eroismo; ebbene riuscire in queste condizioni a fare anche un cammino spirituale costituisce una vera prova, per questo l'iniziazione è semplicemente vivere da uomo autocosciente.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Ven Mar 09, 2012 4:03 pm



    LE QUATTRO TRIADI

    L'immagine della bilancia

    Per affrontare il discorso delle cosiddette "triadi" ribadiamo l'esistenza dei tre mondi dei quali abbiamo a lungo parlato: il mondo degli eteri, il mondo degli elementi ed il mondo delle forze fisiche. Ricordiamo che gli eteri e le forze fisiche sono opposti, polari, come due piatti di una bilancia, dove l'innalzamento di uno comporta necessariamente l'abbassamento dell'altro. Gli elementi sono il centro della bilancia e li abbiamo definiti come l'ambiente in cui si possono manifestare, di volta in volta con intensità e rapporti diversi, le forze eteriche e fisiche.
    Abbiamo detto che mentre le forze eteriche e fisiche sono, appunto, forze, gli elementi sono delle idee.

    La variazione del principio della forma ad opera degli elementi

    Abbiamo anche affermato che gli elementi sono idee, ma che non sono ininfluenti. Infatti, una stessa pianta avrà le foglie più larghe se inserita in un ambiente dove predomina l'Acqua, e più appuntite, più seghettate, più profumate, più ricche di oli essenziali se cresciuta in un ambiente dove predomina l'Aria. Gli elementi diventano dei fattori che costituiscono una delle variabili nei processi di modificazione della crescita e della forma.
    Quanto detto vale per il mondo vegetale ed animale, non vale invece per l'uomo.


    La triade del Fuoco, dell'aria,dell'Acqua e della Terra.


    Ogni elemento ha la sua triade e, nell'incontro precedente, abbiamo parlato della loro formazione. Abbiamo detto che la triade del Fuoco (etere di Calore, elemento Fuoco e forza fisica Calore) è nata nell'antico Saturno". Nell'antico Sole" si è sviluppata la triade dell'Aria (etere di Luce, elemento Aria e forza fisica Tenebra o Addensante). L'antica Luna" ha visto la nascita della triade dell'Acqua (etere del Chimismo, elemento Acqua e forza di Gravita o forza Massificante). La Terra ha visto l'apparizione dell'ultima triade, quella dell'elemento Terra (etere di Vita, elemento Terra e forza fisica di Frantumazione o Scissione).
    Iniziamo ad approfondire queste proposizioni partendo dalla triade del Calore.



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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Lun Mar 12, 2012 4:07 pm


    La triade del fuoco

    La nostra capacità di percezione ci permette di capire abbastanza facilmente il Calore come forza fisica. Quando accendiamo un caminetto percepiamo tutti l'effetto che questo fuoco produce sulla temperatura. Se guardiamo la legna nel caminetto vediamo che questa, mentre produce fiamma ed aumento di temperatura, si consuma e diventa cenere. Ci troviamo dunque al cospetto di un forza che distrugge la materia fisica, cosicché possiamo attribuire a questo calore, nel tentativo di definirlo, l'aggettivo "estinguente" o "dissipatore".
    Se pensiamo a questo tipo di calore in relazione ad un organismo vivente, constatiamo che l'aumento della temperatura produce l'accelerazione dei processi vitali e, conseguentemente una velocizzazione dei processi di invecchiamento. Tutti sanno che per conservare i cibi si utilizza il frigorifero. Nel frigorifero, infatti, viene provocata una forte riduzione di forza fisica Calore ed in questo modo il blocco della azione dissipatrice propria della forza stessa. Se pensiamo al nostro corpo, ci accorgiamo che la zona con la temperatura più elevata è l'addome e, non a caso, in quella zona i processi di dissoluzione della materia sono massimi, per produrre l'annientamento del cibo.
    Se il calore eterico è opposto a quello fisico, allora il primo non deve essere percepibile come caldo. Se il calore fisico distrugge, dissipa le forme di vita, al contrario l'etere di Calore deve poter produrre o permettere la manifestazione di nuovi processi, di nuove forme di vita.
    Affinchè la madre possa portare a termine il processo del concepimento e della gestazione è necessario che si formi un corretto equilibrio tra il calore fisico ed il calore animino. Sono necessari infatti sia una condizione fisica equilibrata che consenta il susseguirsi dei processi vitali e nello stesso tempo l'amore della madre verso l'essere che porta in grembo, che non è altro che Calore animino.

    Etere di calore e testa

    La sede specifica dell'etere di Calore nella uomo è la testa . Tanto maggiore è la quantità di etere di Calore presente nella testa tanto più grande è la quantità di pensieri, di idee, che è possibile cogliere.
    L'etere di Calore è l'entusiasmo che proviamo per le cose che vogliamo studiare o intraprendere. Senza entusiasmo non possiamo cogliere nulla di nuovo ed il nostro studio diventerebbe un semplice esercizio di memoria incapace di far crescere le nostre facoltà.

    L'elemento Fuoco, che sta nel mezzo, rappresenta il mondo delle qualità.



    Continua...
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Mar 13, 2012 2:32 pm


    Calore fisico e metabolismo


    Nell'uomo abbiamo il predominio del calore fisico nell'addome. Per quanto abbiamo detto circa la polarità tra calore fisico ed eterico, dobbiamo trovare l'eterico nel posto più lontano rispetto all'addome, infatti abbiamo detto che il Calore eterico ha la sua sede nella testa. Nel mezzo c'è il cuore che è la sede del Fuoco. La nostra triade diventa così: testa, cuore e metabolismo.
    La triade del Fuoco è connessa con l'antico Saturno, che per noi rappresenta l'inizio dell'evoluzione e che è un susseguirsi di divenire e di sdivenire. Se ci può aiutare possiamo utilizzare i termini inizio e fine, o pensare alla morte come un'occasione per creare nuova vita; è uno dei pensieri di Goethe.
    Si nasce grazie alle forza eteriche, si muore grazie alle forze fisiche ed in mezzo ci sono le qualità, gli elementi. Nella vita dobbiamo cercare di riconoscere sempre quello che corrisponde alla forza eterica, alla forza fisica o all'elemento, perché solo così possiamo capire, nelle varie situazioni, cosa ci porta verso la vita e cosa ci porta verso la morte. L'apatia e la pigrizia sono il contrario dell'entusiasmo, risulta quindi chiaro che chiunque sia apatico o pigro è preda delle forze fisiche, di morte ed il semplice stimolo a provare entusiasmo per una cosa qualsiasi può costituire un intervento terapeutico.

    La triade del fuoco e del tempo

    Sull'antico Saturno è nato il tempo e da questa considerazione scaturisce che la triade del Fuoco è legata al tempo: più precisamente l'etere di Calore è legato al futuro, la forza fisica Calore è legata al passato e l'elemento Fuoco rappresenta il presente. Il presente è il punto d'incontro tra le corrente del tempo che va avanti e quella che va indietro.

    misteri dello spazio e del temp
    o

    Abbiamo citato, in passato due vie di iniziazione: quella dei misteri dello spazio e quella dei misteri del tempo. I misteri del tempo corrispondono alla compenetrazione nella triade del Fuoco. Gli sviluppi che stanno dietro a questa triade sono infiniti ed è comprensibile, quindi, come sia necessario che impariamo a rapportarci con le percezioni dei componenti di questa triade e ci sforziamo di sviluppare da queste percezioni pensieri adeguati, per poter arrivare a cogliere l'essenza del tempo. Dobbiamo imparare a riconoscere, nella nostra vita, il disegno di fondo, la trama nascosta tracciata da un regista invisibile, che ci indirizza verso le esperienze che ci sono indispensabili affinchè la recita della nostra vita abbia un significato. Il riconoscere in questo regista il nostro "Io Superiore" che ci lascia all'entrata del palcoscenico, alla nascita, e ci aspetta al termine della rappresentazione, rimanendo nel frattempo nascosto ma agente, è una vera via di iniziazione.

    Continua..


    Ricordo la biografia essenziale



    Di Rudolf Steiner

    - Filosofia della Libertà Ed.Antroposofica
    - Saggi Filosofici, Ed. Antroposofica
    - Teosofia, Ed, Antroposofia
    - La Scienza occulta nelle sue linee generali, Ed. Antroposofica
    - Iniziazione, Ed. Antroposofica
    - Impulsi Scientifico Spirituali per il Progresso dell'Agricoltura, Ed.Antroposofica

    - Di Ernest Marti
    - L'eterico (a cura del gruppo Medico Antroposofico Italiano)


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mer Mar 14, 2012 3:00 pm


    Dal sacrificio al dono


    Passiamo alla seconda triade, quella dell'Aria. Ci spostiamo sull'antico Sole, quando il cosmo comincia a risplendere e si crea lo spazio. Si passa dalla situazione di sacrificio con cui la gerarchia dei Troni nella fase dell'antico Saturno ha dato parte della propria sostanza Calore per permettere l'inizio dell'evoluzione, al dono scambiato tra Arcangeli e Cherubini. La sostanza Aria, di cui era composto l'antico Sole, subiva un processo di espansione a causa dell'azione di risucchio esercitata dalle forze eteriche di Luce promanate dai Cherubini, che operavano dalla periferia del cosmo, e lì l'Aria, accolta dai Cherubini, diventava luminosa e, giunta al massimo del processo di espansione ritornava su se stessa, verso le tenebre, portando però in dono un aspetto nuovo del quale gli Arcangeli potevano avere l'esperienza.

    Luce e Tenebra

    Si viene a creare un alternarsi di espansione verso la Luce e di addensamento verso la Tenebra, addensamento che permette la nascita del buio. Il contrasto tra Luce e Tenebra permette la nascita dei colori. Come risultato di questo alternarsi di azioni si crea una situazione ritmica che è la base della manifestazione della vita. Sappiamo che sull'antico Sole al germe dell'uomo, che sull'antico Saturno era fisico, viene aggiunto il corpo eterico, la vita.

    Continua...

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Sab Mar 17, 2012 5:39 pm


    Nascita dei colori


    Tornando ai colori, il nostro pensiero non accoglie quanto diceva Newton, e cioè l'idea che i colori nascono dalla frammentazione della del raggio luminoso, ma si allinea alla visione Goethiana che vede i colori come risultato della lotta tra Luce e Tenebra, con il prevalere delle tinte chiare quando gli esseri della Luce cacciano quelli delle Tenebre ed il formarsi delle tinte scure quando a prevalere sono gli esseri delle Tenebre. Tutti abbiamo goduto dello spettacolo che ci viene offerto da questa lotta all'alba ed al tramonto ed abbiamo avuto la conferma attraverso i nostri sensi di quanto appena affermato. A mezzogiorno abbiamo il predominio della Luce e quindi il colore bianco ed a mezzanotte con il predominio delle Tenebre il nero.

    Abbiamo detto che la caratteristica dell'Aria è la capacità di espandersi e di comprimersi, in una parola sola è l'elasticità. Un'altra caratteristica dell'Aria è il caos, il disordine. Basta pensare alla disposizione delle molecole di un gas e l'idea di disordine risulta chiara.
    Al contrario, il raggio di Luce procede in modo rettilineo. Il raggio di Luce non si piega, se incontra un ostacolo viene riflessa. L'Aria avvolge, si adatta alle forme; la Tenebra può essere percepita come una sensazione di vischiosità.

    La realtà della Tenebra

    Per la scienza ufficiale la Tenebra è solo mancanza di Luce. Noi, invece sappiamo che la Tenebra è una realtà spirituale come la Luce. Sono due esseri. La Tenebra è il regno di Arimane, il principe delle tenebre. Il più grande gioco di Arimane è quello di nascondersi come il ladro che per non essere visto nella notte oscura si veste di nero. La tenebra fisica, il buio, non è altro che l'aspetto tramite il quale Arimane si manifesta ed agisce.

    Diversi significati della parola Luce

    L'Essere della Luce agendo attraverso l'etere di Luce si manifesta nella luce fisica. Il fatto che noi usiamo sempre lo stesso termine per indicare concetti diversi. Ci sono almeno cinque significati per il termine di luce, infatti oltre a quelli già citati ci sono i concetti di luce calda e luce fredda.
    La luce fisica è solo una manifestazione dell'Essere della Luce, non è il prodotto del filamento della lampadina. Quest'ultimo è solo la condizione affinchè la manifestazione si traduca in un fenomeno percepibile. L'Essere di Luce è dovunque, anche nel buio più assoluto, se accendiamo una lampada creiamo l'occasione per la sua manifestazione.

    Continua...


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Mar 18, 2012 10:19 am


    Tratto dal lavoro di Enzo Nastati e collaboratori: "Lo sviluppo del pensiero Terapeutico"



    La Luce vera


    Quando parliamo di Essere di Luce, parliamo di Lucifero. Nella Tenebra c'è Arimane, nella Luce c'è Lucifero.
    E' evidente che dobbiamo trovare una nuova via, una via di salvezza per incontrare la Vera Luce, quella del Cristo. Ebbene ci sono due momenti in cui possiamo cogliere l'azione eristica e sono i momenti di passaggio tra Luce e Tenebra: l'alba ed il tramonto. La Luce del Cristo è legata al processo di eterizzazione del sangue che al mattino è indirizzata verso la testa ed alla sera ridiscende e viene distribuita.
    Alle sei del mattino ed alle diciotto della sera il pensiero ha la forza di collegarsi con l'impulso Cristico, è molto più difficile effettuare questo collegamento a mezzanotte, manca infatti il sostegno dei processi fisiologici occulti che avvengono nei momenti che abbiamo indicato.

    L'elemento Acqua


    La caratteristica dell'acqua è il movimento. Non esiste acqua che stia ferma, nemmeno in uno stagno, infatti, solo per la differenza di temperatura c'è un costante movimento d'acqua dal basso verso l'alto e viceversa. Sulla superficie c'è poi il fenomeno dell'evaporazione ed anche dopo l'evaporazione assistiamo ad un continuo movimento, basta pensare che una goccia d'acqua cade in zone che distano almeno duemila chilometri dal punto in cui è evaporata. Non parliamo poi dei mari con le loro correnti, dei fiumi o dell'acqua dentro di noi. Non dimentichiamo che il sangue, in questo senso è Acqua.
    Un'altra caratteristica dell'acqua è quella di creare superfici.
    Indipendentemente da dove la si metta e dalla forma del contenitore l'acqua appare nella parte superiore come una superficie. Se considero dell'acqua in movimento come in un fiume, dove l'aspetto del movimento domina, troviamo l'aspetto di superficie creato dallo stesso movimento. Il fiume non si muove tutto allo stessa velocità, sappiamo tutti che l'acqua che è nel mezzo scorre più velocemente di quella che sta vicino agli argini. Cioè all'interno del fiume si formano una infinità di piani di scorrimento dell'acqua che sono delle superfici curve.

    L'azione massificante della forza fisica della gravità

    Se mettiamo in un corso d'acqua delle pietre, anche sagomate, notiamo che con l'andar del tempo a forza di scorrere l'acqua le erode e le rende informi. L'acqua tende a rendere tutto omogeneo, a massificare. Stiamo ovviamente parlando di acqua nel suo aspetto fisico. Un altro nome adatto ad individuare questa forza è "capacità massificante", cioè di uniformare (massificare) tutto, la gravita ne è il massimo esempio.

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    Biografia essenziale

    Di Rudolf Steiner

    - Filosofia della Libertà Ed.Antroposofica
    - Saggi Filosofici, Ed. Antroposofica
    - Teosofia, Ed, Antroposofia
    - La Scienza occulta nelle sue linee generali, Ed. Antroposofica
    - Iniziazione, Ed. Antroposofica
    - Impulsi Scientifico Spirituali per il Progresso dell'Agricoltura, Ed.Antroposofica

    - Di Ernest Marti
    - L'eterico (a cura del gruppo Medico Antroposofico Italiano)


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Mar 20, 2012 3:17 pm


    L'etere del chimismo

    Se questo è l'aspetto fisico dell'Acqua dobbiamo trovare un aspetto eterico opposto a questo. La forza eterica dell'acqua si chiama etere del Chimismo o etere del Suono od anche etere del Numero.
    Il famoso principio di Archimede enuncia proprio questo aspetto eterico presente nell'Acqua e che consente a qualsiasi corpo immerso nell'acqua di perdere parte del suo peso. Il termine per indicare questa forza è levità ed è contrapposto alla gravita.
    Se vogliamo cercare in natura una rappresentazione della triade dell'Acqua, basta pensare alla linfa di una pianta. La linfa sale per effetto della levità, scende per effetto della gravita e tutto questo è Acqua in movimento.
    Il fatto che la linfa salga lungo il tronco dell'albero, talvolta per decine di metri, contraddice le leggi della fisica e dell'idraulica, infatti, per la legge di capillarità, pressioni osmotiche od altro, la linfa potrebbe salire al massimo fino a tre metri. Se la linfa sale molto più su è per l'azione dell'etere del Chimismo.
    Cerchiamo di entrare ancor di più dentro questo etere. Se la forza fisica collegata arrotonda, toglie gli spigoli, uniforma, l'etere, che è opposto, dovrebbe evidenziare, caratterizzare, differenziare. Infatti, la caratteristica dell'etere del Chimismo è quella di mettere ordine, di creare delle divisioni per tipo, per classe; un po' come facciamo quando mettiamo in ordine nei cassetti o negli armadi. Troviamo Chimismo anche nel modo in cui disponiamo la nostra casa, separando la parte dedicata alle attività (reparto giorno) da quella dedicata al sonno (reparto notte). Troviamo Chimismo nella disposizione ordinata dei cromosomi e dei geni nella cellula che sta per dividersi.

    Il termine chimismo significa che la forza così chiamata presiede a tutti i processi chimici ed alchemici.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Ven Mar 23, 2012 4:30 pm


    Per definire questo etere abbiamo usato anche l'espressione etere del Suono. Le note sono ordinate su una scala e le loro lunghezze d'onda sottostanno a delle precise proporzioni matematiche. Il suono quindi è espressione di ordine. Il fatto che sia legato all'Acqua è dimostrato dal fatto che la sua propagazione risulta molto più veloce nell'acqua che nell'aria e quando l'aria è secca trasmette il suono con minor efficacia di quando è umida.

    Abbiamo chiamato l'etere del Chimismo anche etere del Numero. Infatti quando numeriamo non facciamo altro che classificare, mettere in ordine. Pitagora diceva che Dio "geometrizza", manifesta sé stesso attraverso il numero.
    La logica, che consiste nell'ordinare le idee, è un esempio di etere del Chimismo applicato ai pensieri. Un altro esempio è l'ordine fillotassico che è l'ordine matematico secondo il quale le foglie sono disposte lungo il fusto.

    L'elemento Terra

    Proviamo ora a pensare alla triade della Terra, caratterizzata da una parte dall'etere di Vita e dall'altra dalla forza fisica Frantumazione o Scissione.
    L'elemento Terra si manifesta nella solidità, nella tridimensionalità, nella impenetrabilità. Noi possiamo prendere un oggetto solido, per esempio un sasso, e possiamo romperlo con un martello, ottenendo dei sassi più piccoli ma con le stesse caratteristiche del sasso precedente. Con la frantumazione, quindi, non modifichiamo la qualità della cosa ma solo la forma. Se frammentiamo un cristallo otterremo dei pezzi più piccoli ma questi pezzi continueranno a rispettare le stesse leggi di formazione che valevano per la pietra grande, ad esempio, l'angolo con cui le facce si susseguono sarà sempre lo stesso, la temperatura di fusione rimarrà inalterata e così via.

    La forza fisica della frantumazione


    La Frantumazione, forza fisica, è tipica dei corpi morti; siamo nel mondo inorganico.

    Se spostiamo il nostro pensiero al mondo dell'organico, vediamo che ci imbattiamo con degli organismi viventi, le componenti dei quali, le cellule, sono a loro volta viventi. Ebbene l'etere di Vita è quello che presiede a tutte queste manifestazioni della vita sia nell'intero organismo che nei singoli organi che lo compongono ed anche nelle singole cellule che a loro volta compongono l'organo.

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mar Mar 27, 2012 3:23 pm


    L'Etere della Vita

    L'etere di Vita, essendo opposto alla forza fisica Frantumazione, consente all'organismo di sottrarsi al disfacimento. Quando un uomo muore si disgrega perché ha perso l'etere di Vita e prevale la forza fisica di Frantumazione.
    La vita dell'organismo e la vita delle sue parti non sono la stessa cosa, infatti, l'organismo, pur continuando a vivere, subisce nelle sue cellule dei continui processi di morte. Sappiamo che un organismo rinnova tutte le cellule di cui è composto molte volte durante la sua vita complessiva. Man mano che le sue cellule muoiono subiscono l'azione della Frantumazione e vengono eliminate. Anzi il fatto che l'organismo, nel suo insieme, continui a vivere è proprio fondato sul ricambio delle sue cellule. Siamo ancora davanti a quel fenomeno, già citato, per cui dalla morte si trae occasione per la nuova vita.
    Ricordiamo che gli eteri e le forze fisiche sono sempre tutti presenti anche se, di volta in volta, sono l'uno o l'altro a prevalere. In un organismo troviamo la Gravita nel fatto che non disperdiamo le cellule per strada, a meno che non siano cellule morte. Troviamo il Chimismo nell'ordine del DNA e calore fisico nella capacità riproduttiva. Tuttavia, quando siamo al cospetto di un organismo, individuiamo principalmente l'etere di Vita e quando siamo davanti a corpi inorganici individuiamo l'elemento Terra e forza fisica di Frantumazione

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mer Mar 28, 2012 5:41 pm

    LA PIRAMIDE DEGLI ETERI

    Lasciamo questo argomento e riprendiamo la nostra piramide con le dieci palline che rappresentano i quattro elementi, i tre processi, la polarità e l'uno. Relativamente ad essa abbiamo fatto svariate considerazioni, fra le quali quella relativa agli stati di coscienza necessari all'uomo per la comprensione dei vari livelli della piramide. Abbiamo detto che per cogliere i quattro elementi necessita la coscienza immaginativa (o l'utilizzo del cervello eterico), per cogliere i tre processi serve la coscienza ispirativa che investe la sfera animica. Abbiamo parlato di Tenebra e Luce collegate con la polarità tra evoluzione ed involuzione o polarità, nella coscienza, tra uomo superiore ed uomo inferiore. Sopra ancora abbiamo posto l'uno che, riferendoci all'uomo, è l'io.
    Nel corso dell'incontro di tre mesi fa, abbiamo fatto un disegno, quello della croce templare per chiarire che gli elementi, nel corso della giornata, agiscono maggiormente alle sei del mattino ed alle diciotto della sera.
    In modo del tutto simile alla piramide degli elementi possiamo costruire la piramide degli eteri e metteremo sulla fila più bassa, quella che prima era dedicata agli elementi, i 4 eteri, cioè: etere di Vita, etere del Chimismo, etere di Luce ed etere di Calore (fig.2).


    Collegamento tra eteri, forme, luce e pianeti

    Sulla riga delle tre palline nell'altra piramide avevamo messo i tre processi, perché gli elementi erano attivi alle sei ed alle diciotto che sono le ore dedicate ai processi. Ma gli eteri sono legati alle forme, si manifestano a mezzogiorno e sono quindi legati alla luce. Le forme, che sono manifeste nel mondo fisico, sono plasmate dall'eterico che a sua volta è dipendente dall'astrale. Abbiamo imparato che il corpo astrale è legato ai pianeti, quindi adesso ci interessa l'astrale come astro, astro mobile, quindi pianeta.
    Sappiamo che la vita dell'uomo è legata principalmente alla luna, come la riproduzione delle piante, mentre la riproduzione animale è legata a Venere.
    Nella nostra piramide sulla riga delle tre palline metteremo, i pianeti interni a sinistra, i pianeti esterni a destra ed in mezzo il Sole.
    Se saliamo sul piano della dualità entriamo nel piano dello Spirito, lo Zodiaco. Avremo a sinistra lo Zodiaco scuro, quello che va dallo Scorpione ai Pesci, ed a destra lo Zodiaco chiaro, dall'Ariete alla Bilancia. Lo Zodiaco scuro può essere chiamato "Uomo inferiore", quello chiaro "Uomo superiore".
    Se saliamo ancora di un gradino troviamo il principio dal quale la vita è scaturita, lo potremo chiamare il principio "Padre".
    Questa che abbiamo descritto è la piramide del "mezzogiorno" e risulta ora evidente che per studiare il mondo degli eteri dobbiamo studiare anche il mondo dei pianeti e dello zodiaco. Gli eteri sono strumenti delle Forze Planetarie che a loro volta derivano dalle Forze Zodiacali.

    Continua...

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   

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