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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2017 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2017 CON ENZO NASTATI
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     Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mer Set 14, 2011 5:03 pm

    Riporto parte di un lavoro di Enzo Nastati

    Bibliografia essenziale:

    Di Rudolf Steiner

    - Filosofia della Libertà Ed.Antroposofica
    - Saggi Filosofici, Ed. Antroposofica
    - Teosofia, Ed, Antroposofia
    - La Scienza occulta nelle sue linee generali, Ed. Antroposofica
    - Iniziazione, Ed. Antroposofica
    - Impulsi Scientifico Spirituali per il Progresso dell'Agricoltura, Ed.Antroposofica

    - Di Ernest Marti
    - L'eterico (a cura del gruppo Medico Antroposofico I
    taliano)

    LO SVILUPPO DEL PENSIERO TERAPEUTICO
    PERCEZIONE E CONCETTO


    PERCEZIONE E CONCETTO

    Quando perdiamo i punti di riferimento nel piano fisico, per esempio nella nebbia o nel deserto, ci capita di camminare e poi ci si ritrova spesso al punto di partenza. Quando ci si perde nel deserto o nella nebbia, in realtà si tende a girare in tondo percorrendo degli ampi giri, questo perché in questi casi sorge la coscienza che è tipica del corpo eterico.
    Se entriamo nel mondo eterico senza una preparazione adeguata, ci perdiamo, giriamo a vuoto, non ne veniamo fuori. Dobbiamo sviluppare una capacità di attenzione, un discernimento, una logica più rigorosa di quella utilizzata per il piano fisico.
    Mano a mano che proseguiamo nel nostro lavoro potremo osservare come la logica del piano eterico sia completamente diversa, per alcuni versi opposta a quella del piano fisico.
    Il primo punto della meta che vogliamo raggiungere, il primo passo che dobbiamo compiere, per quanto ci sia possibile tentare di percorrere strade più o meno veloci, più o meno appaganti, è sempre e solo l'educazione del pensiero.
    Per educazione del pensiero intendiamo un percorso che parte dal piano fisico, che cogliamo con le nostre percezioni che poi vengono interpretate sulla base di esperienze, di concetti, di analogie, di riferimenti culturali, il tutto per aiutarci a conoscere il mondo.
    Questo è il primo gradino: ad una percezione, che proviene dal mondo esterno, contrapponiamo in noi un pensiero che non è materiale.
    Se il pensiero sorto dalla percezione non è corretto e se si vuoi ugualmente operare nel mondo, allora sbagliamo. Questo è un aspetto fondamentale, il piano fisico corregge i nostri errori di pensiero.
    Ogni mattina, ad esempio, riconosciamo la scarpa destra dalla scarpa sinistra, apparentemente senza pensarci sopra. Anche se minimo, pero facciano un pensiero. Saranno i nostri piedi a confermare o a correggere il nostro pensiero attraverso la percezione della scarpa in cui li abbiamo infilati.

    Il discorso diventa più difficile quando vogliamo, per esempio, indagare sui sentimenti o quando vogliamo conoscere i piani superiori, i piani spirituali, dei quali non abbiamo una percezione diretta, fisica, a cui contrapporre un adeguato pensiero. In questi casi se sbagliamo apparentemente non succede nulla, non ci dolgono i piedi come quando si scambiano le scarpe, viene a mancare quindi l'elemento diretto di correzione.
    Man mano che ci distacchiamo dal piano materiale la possibilità di commettere errori è sempre maggiore in quanto ci mancano le relative percezioni e correzioni.
    Quante persone sanno qual è il compito della loro vita, che indirizzo essa prenderà domani, fra un anno, fra dieci anni? Eppure anche questo esiste, è scritto su un raggio di luce.
    Il pensiero si può immaginare come una linea retta che ha la capacità di dividere: destra da sinistra, il bene dal male, il giusto dall'errore. Col pensiero si possono delimitare le cose, individuarle o dividerle. Il pensiero ha la capacità di separare per poi portare chiarezza e ordine.
    Quando ci troviamo sul piano fisico è come camminare su un filo sospeso con una rete sotto di noi pronta ad attutire le cadute, la rete riesce a salvarci; quando si sbaglia a formulare i pensieri su cose che hanno a che fare col piano fisico è la vita stessa che ci corregge. Se invece si compiono azioni, scelte, decisioni sbagliate riguardanti i piani superiori, le conseguenze ci saranno ugualmente, però differite nel tempo, le potremo vedere dopo un giorno, dopo un anno, a volte dopo una vita. Diventa quindi fondamentale sviluppare un pensiero realmente capace di muoversi su questi piano sottili, perché lì non c'è la rete di protezione come nel piano fisico.

    Enzo Nastati





    Ultima modifica di Admin il Sab Set 08, 2012 11:56 am, modificato 1 volta
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Mer Set 14, 2011 9:18 pm

    Citazione :
    Quando ci troviamo sul piano fisico è come camminare su un filo sospeso con una rete sotto di noi pronta ad attutire le cadute, la rete riesce a salvarci; quando si sbaglia a formulare i pensieri su cose che hanno a che fare col piano fisico è la vita stessa che ci corregge. Se invece si compiono azioni, scelte, decisioni sbagliate riguardanti i piani superiori, le conseguenze ci saranno ugualmente, però differite nel tempo, le potremo vedere dopo un giorno, dopo un anno, a volte dopo una vita.

    Visto da un altro punto di vista, lo stesso concetto è espresso qui

    Citazione :
    Dal mio punto di vista noto che le divisioni più feroci, e più inutili, riguardano dispute su aspetti prettamente spirituali, un po' come le antiche dispute teologiche che finivano con anatemi, scomuniche e massacri.

    In effetti,ciascheduno può spacciarsi come iniziato sapiente, e bacchettare con sadismo, come fanno certuni che qui non intendo di sicuro nominare, chiunque a loro immaginario avviso sia rimasto fuori dalla preziosa stanza delle verità (ma se fossero davvero iniziati, o anche solo saggi, non userebbero parole di scherno, che è l'atteggiamento diabolico di chi è o si sente forte e vuole infierire contro il perdente - presunto - con atteggiamento che meno cristiano non si può).
    Questi autoeletti sanno che nessuno li può smentire. Nessuno salvo il loro stesso comportamento. Perché
    Citazione :
    "GIUDICATE L'ALBERO DAI FRUTTI CHE GENERA"
    significa proprio che l'invisibile diviene visibile.
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Sab Set 17, 2011 11:17 am

    'Il Vero Saggio', io credo, è colui il quale, dapprima inizia a sopportare se stesso, poi anche il Mondo intero... chiunque abbia il Coraggio di vincere il Dolore della propria Sventura Animico-Fisica, è , ancor più le conseguenze che essa comporta, è, ancor più degno di innalzare, nei riguardi del Mondo circostante, un Pensiero di Vita, una Frase di Compassione, di Evoluzione... Poiché colui il quale aspira alla Massima Saggezza e Sapienza deve riconoscere, in primo luogo, che noi, stirpe Umana e tragicamente mortale, non siamo nessuno senza la Clemenza e la Bontà dei Creatori, per questo motivo è giusto affermare che ogni cosa lodevole ci contraddistingua giunga unicamente dal Grande Spirito e non già da noi, come, allo stesso modo, il profumo del Fiore non di già giunge dal suo gambo, ma dal Seme medesimo, che ha in sè gli Archetipi primordiali del suo naturale sviluppo. La Parola di Guarigione e di Conoscenza giunge agli Spiriti più degni, attraverso il Pensiero telepatico ed angelico delle Creature disincarnate e purissime, che, trovando accordanza di vibrazioni con gli effluvi dell' Uomo pensante, trovano similitudine adatta e meravigliosa Armonia per rifulgere insieme ad essa, ed accordare il Loro mirabile Insegnamento e Purezza interiore.. Nessuno nasce imparato, ci deve essere SEMPRE una scintilla di Luce che abbia la potenza di disciudere in noi il Verbo lucente della Grazia e della Verità, poiché l' Uomo, quando attraversa lo Stige dorme il Sonno dell' Inconsistenza, dell' Oblio, Istante di transizione senza indulgenza.. Chiunque sia dalla parte della Luce e della Verità sia Fonte di Gioia e di Freschezza, non di Giudizio o di condanna, poiché 'Chi è senza errore, scagli la prima pietra', e si faccia, come il Vento che giù dal Monte rinfresca la Collina.. Spirito di refrigerio, non di tempesta. Merit-Enn.
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Set 18, 2011 8:41 am

    Riporto un commento di E. Nastati


    In oriente dicono che saggio sia colui che sa trarre insegnamento dall'altrui esperienza....
    Per me saggio è colui che unisce mente e cuore, Luce e Amore, discernimento e coraggio. E tutto ciò non si trova nei libri ma nella Vita, nelle esperienze della Vita.
    Io amo la Vita, sento la Vita che fluisce, ne sono avvolto, Io Sono Vita che fluisce, Io Sono Amore che compenetra, Io Sono Libertà che avanza, Io Sono Io Sono.
    Saggezza frutto del cuore che coglie il Tutto del Tutto come Vita fluente...
    Già Socrate ci ha messo in guardia dicendo che solo un saggio riconosce un altro saggio. Per lo sciocco il saggio è uno... sciocco!
    Ciò mi ricorda il "Puro Folle", il Parsifal. grande follia vi è nella saggezza.
    Un abbraccio a tutto i folli di Dio...
    Enzo
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    MessaggioTitolo: LA LOTTA NEL PIANO ETERICO   Lun Set 19, 2011 4:57 pm

    Continua il lavoro di Enzo Nastati


    LA LOTTA NEL PIANO ETERICO

    I piani sottili, cominciando dal piano eterico, sono i piani sui quali adesso sta avvenendo lo scontro di questi decenni, scontro che continuerà anche nei prossimi decenni.
    Attualmente il piano eterico, il piano della vita, è un campo di battaglia. L'inquinamento (inteso in tutti i sensi), la manipolazione genetica, sono alcune delle forze che lo stanno attaccando in tutti i modi, tentando di distruggere la vita.
    La memoria, i ricordi sono legati al piano eterico
    La droga è un altro elemento che distrugge il corpo eterico degli uomini. Su questo non c'è da aggiungere molto.

    Cibi devitalizzati, cibi inquinati, non permettono un adeguato sviluppo del nostro cervello fisico che è la base dell'attività di pensiero e il piano eterico è anche il piano dove si svolge la nostra attività di pensiero. L'abbiamo definito un campo di battaglia, ci sono pensieri che combattono contro altri pensieri. I luoghi comuni, le mode, i mass-media, la statistica, i modelli, sono tutti fantasmi che si aggirano sul piano eterico e da questo piano vorrebbero agire su quello fisico.

    Il primo campo di battaglia è dunque il pensiero, avere un pensiero libero o avere dei pensieri indotti, questo è il problema della nostra generazione: svolgiamo un libera attività di pensiero o siamo "pensati" da altri?
    Se vogliamo intraprendere questa strada, entrare in questo mondo, incominciare a percorrerne i primi passi, come prima cosa dobbiamo sviluppare una chiara logica nel piano fisico.

    Pitagora insegnava nella sua scuola la matematica, la geometria e l'algebra per educare primo livello di pensiero: la logica. Noi dovremo muoverci attraverso questo piano, di logica in logica, per la logica del piano eterico.
    L'aver detto che la logica del piano eterico è opposta a quella del piano fisico, non ci deve indurre alla rinuncia.
    Per iniziare un viaggio è necessario alzarsi dalla sedia. Per andare in America o per fare dieci volte il giro del mondo, sarà comunque necessario alzarsi da questa sedia e compiere il primo passo ed il primo passo si intraprende sul piano fisico dove possiamo venire corretti.
    Sviluppare la logica dei piani superiori, senza avere prima conquistata quella del piano fisico, ci fa diventare inabili alla vita, e quindi ciò che andremo ad acquisire non ci servirà assolutamente a nulla. Diventa solo un appagamento per noi stessi: un appagamento luciferino. Ogni pensiero conquistato deve diventare fecondo per il piano fisico, altrimenti è un pensiero rubato, e in qualche modo sarà pagato.

    Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Sab Set 24, 2011 3:34 pm

    ... per raggiungere lo splendore della Stella Polare dobbiamo prima, necessariamente, sorvolare l' Orizzonte. Merit-Enn.
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    MessaggioTitolo: IL PENSIERO VECCHIO E NUOVO   Mar Set 27, 2011 6:08 pm

    Prosegue il lavoro di Enzo Nastati

    IL PENSIERO VECCHIO E NUOVO

    Il primo punto da comprendere è cos 'è il pensiero. Il pensiero, assieme al sentimento ed alla volontà, è una delle tre facoltà dell'anima. Possiamo immaginarlo concentrato nel capo, come il sentire è principalmente legato alla sfera ritmica e il volere a quella metabolica.
    Nella sfera metabolica troviamo attivi i processi più vitali, viene elaborato il cibo e, avviene il processo di procreazione. Possiamo quindi vedere la sfera metabolica come sfera della vita in noi.
    All'altro capo, nella nostra testa, troviamo la sfera della morte. La materia, i tessuti, le sostanze che compongono le nostre cellule cerebrali e i nostri nervi, non si riproducono, e lentamente muoiono. Più noi pensiamo, più la nostra testa muore, ma anche dire: "allora non penso" è già, un pensiero.
    Possiamo anche cercare di "risparmiare" i pensieri, come nell'esempio delle scarpe scambiate, però tutto il giorno avremo il pensiero che ci fanno male i piedi.
    A nostra consolazione diciamo che l'uomo, per quanti pensieri possa fare, non arriverà mai a consumare tutte le cellule del cervello.
    Il cervello fisico, come tutti gli organi, ha anche una componente eterica, una componente astrale e una componente spirituale. Più usiamo il cervello fisico, più, in noi, avvengono questi processi di morte. Quando utilizziamo il cervello eterico, poiché le leggi del piano eterico sono opposte a quelle del piano fisico, portiamo processi di vita nel pensiero. Quindi il primo passo da compiere è non utilizzare il pensiero morto-fisico, ma il cervello eterico, portatore del pensiero vivente.
    L'immagine mitologica dell'uccisione della Medusa Gorgona rappresenta il necessario passaggio dall'antico uso del cervello eterico, che ci permetteva di possedere una sorta di chiaroveggenza atavica, al nostro pensiero morto. I capelli della Medusa, serpenti viventi, rappresentano la forza viva del pensiero.
    In epoche precedenti alla nostra, il cervello eterico sporgeva dalla testa soprattutto nella zona della fronte.
    Lentamente il cervello eterico è venuto a coincidere con il cervello fisico e !'uomo ha perduto le capacità chiaroveggenti, la cosiddetta chiaroveggenza atavica e ha sviluppato invece l'intelligenza. Oggi non ci rendiamo conto di quanta intelligenza siamo portatori, perché è un qualcosa di comune, ma mille anni fa, duemila anni fa, l'attuale intelligenza , era la meta dell'iniziazione.
    Il pensiero morto ci ha permesso di piegare la natura ai nostri bisogni, abbiamo realizzato macchine, case, bombe atomiche, aerei, computer.
    L'intelligenza di cui noi siamo portatori è il decadimento della vera intelligenza che possiamo ancora trovare nella filosofia, nelle arti, nelle scienze rivolte allo spirito.
    Il cervello fisico è così diventato la tomba dell'intelligenza cosmica.
    Nel nostro periodo il cervello eterico toma a staccarsi dal cervello fisico nella parte anteriore della fronte e questo permette una nuova facoltà di veggenza. Questa non è più l'antica veggenza che l'umanità possedeva quando attraversava l'epoca indiana, egizia, caldea, ma una nuova facoltà che nasce dalle sue esperienze coscienti.
    L'uomo ha potuto confrontarsi con la materia, sviluppare l'intelligenza morta e ora nel nostro periodo, grazie all'azione dell'arcangelo Michele1, ha la possibilità di risorgere all'intelligenza cosmica passando attraverso l'acquisizione del pensiero eterico. Dovremo chiederci ora che preparazione dobbiamo intraprendere per raggiungere questo obiettivo.

    ------------------------------------------------

    1 L'arcangelo Michele è il reggitore dell'intelligenza cosmica ed è l'arcangelo che attualmente regge l'evoluzione del cosmo.


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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Ott 02, 2011 2:33 pm


    Continua il lavoro scritto di Enzo Nastati.....

    IMPORTANZA DI ARMONIZZARE IL PENSIERO

    Abbiamo detto che il primo punto è la conquista della logica sul piano materiale.
    Una persona che non possiede una buona manualità, dovrebbe compiere dei lavori manuali sensati.
    Il lavoro manuale sensato è quello che obbliga a collegare ogni gesto della mano ad un pensiero. Ad esempio si può iniziare a prendere un mazzuolo, un legno, uno scalpello e cominciare a scolpire. Ogni colpo però deve essere pensato, studiato, guardato negli effetti, elaborato per il colpo successivo. In questo modo pensiero e volontà camminano paralleli. Questo è terapeutico sia per chi tende a essere bloccato nella volontà, sia per chi compie delle attività senza riflettere adeguatamente.
    E' altrettanto necessario sviluppare una capacità armonica, equilibrata, tra pensiero, volontà e sentimento. Questa è una misura igienica per riordinare gli errori realizzati durante la vita. Mettere ordine è il primo passo da compiere.
    Il secondo passo è riuscire a concentrare la forza del pensiero per 5-10 minuti sullo stesso oggetto, senza distogliere la propria attenzione. Rudolf Steiner chiama questo l'esercizio della concentrazione. Bisogna prendere un oggetto molto semplice e sviluppare tutti i pensieri a esso attinenti. Questo esercizio fortifica la forza del pensiero. Prima lo abbiamo equilibrato, poi fortificato, ora possiamo dirigere il pensiero dove riteniamo più necessario.



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    MessaggioTitolo: NOI E LA CREAZIONE   Lun Ott 03, 2011 4:23 pm


    Continua da Enzo Nastati

    NOI E LA CREAZIONE

    A questo punto è necessario chiarire un fatto fondamentale: tutto quello che si presenta a noi, è in qualche modo creazione.
    Non solo la natura, le montagne, il mare, ma anche le percezioni "artificiali", cioè quelle inerenti a prodotti dell'uomo, sono figlie della creazione divina, che l'uomo ha solamente modificato. Ha modificato il legno, il ferro e altre cose ancora, però tutto è derivato da un unico processo di creazione. Al momento della nostra formazione - anche noi infatti siamo stati formati - c'è stata una fase dell'evoluzione nella quale tutto era UNO. Questo vuoi dire che noi, tutte le piante, tutti gli animali, tutti i sassi, i pianeti, le stelle, tutti eravamo UNO. Dobbiamo riflettere un momento su questo fatto.

    Quando osserviamo una cosa vediamo quello che una volta era in noi come potenzialità spirituale, osservando in silenzio, senza formulare pensieri, sentimenti, o giudizi del tipo: "mi piace, non mi piace, è bella, è brutta", la verità ci verrà incontro, risuonerà in noi, giacché in principio eravamo un'unica cosa con la percezione.
    Si definisce concezione goethiana del mondo questa tecnica di osservazione silenziosa e spregiudicata.
    Quando ci poniamo in silenzio dinanzi a qualcosa, fosse anche la nostra vita, ecco che misteriosamente sorge una risposta dalla nostra interiorità, è la sua essenza che si manifesta.
    Ora questa verità, questo essenziale della cosa, non è altro che Spirito, quella goccia di spirito che è distribuita in tutte le cose del mondo. Platone la chiamava l'Idea, e ci parlava di un mondo delle idee dove possiamo trovare gli archetipi, l'essenza, di ogni cosa. Possiamo anche chiamarlo lo spirito delle cose o Spirito Santo.
    Se facciamo attenzione all'origine delle parole, vediamo che santo deriva dalla forma verbale sancito che significa diviso, dstribuito in tutte le cose del mondo
    Quella goccia di Spirito è un gesto della creazione che è rimasto nascosto in ogni cosa e che noi continuamente possiamo percepire.
    Questa Entità ci sembra lontana e sconosciuta, ma in realtà è sempre, in ogni luogo, dentro e fuori di noi. Ed è proprio per questo motivo che, a tutta prima, non la sappiamo più riconoscere.
    L' intelligenza cosmica, è uno degli attributi dello Spirito Santo, una volta la si chiamava Iside - Sofia, Isthar, e una delle forme in cui questo Spirito distribuito nelle cose si manifesta, è l'intelligenza del mondo e della natura.
    Tutte le cose racchiudono un loro segreto, è però necessario varcare una soglia perché ci venga svelato il loro vero essere.
    Potremo così cogliere le forze dei pianeti che hanno dato forma ad un abete, o gli eteri che agiscono dentro una margherita, e questo si chiama leggere la scrittura occulta.
    Così senza accorgersene, siamo saliti di almeno due gradini della via dello sviluppo del pensiero superiore.
    Il primo passo per entrare nel piano eterico, consiste nel saper distinguere I'essenziale dal non essenziale delle cose e non quello che piace o non piace, ci serve o non ci serve, lo vogliamo o non lo vogliamo, ci è utile o non ci è utile.
    Tutto questo non ha nulla a che fare con la verità che è nascosta nelle cose.

    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: LA RICERCA DELL'ESSENZIALE   Sab Ott 08, 2011 7:50 pm

    Continua da Enzo Nastati

    LA RICERCA DELL'ESSENZIALE

    Per comprendere come arrivare al cuore, al nocciolo delle cose, porteremo come esempio l'immagine della piramide con i dieci mutamenti già conosciuta nelle scuole pitagoriche come tetrakis greca.
    La figura che segue lo indica.



    L'UNITA'
    LA DUALITÀ'DI TENEBRA E LUCE
    I TRE PROCESSI
    I QUATTRO ELEMENTI

    Nello studio delle tetrakis possiamo cogliere anche l'evoluzione dell'umanità.
    All'epoca dell'Antica India, l'uomo si sentiva ancora legato col mondo spirituale, la totalità, l'Uno.
    Ai tempi di Zaratustra, durante l'epoca persiana, la dualità si manifesta nella lotta tra Aura-Mazdao, lo spirito solare e Ariman, lo spirito delle tenebre, quello che noi oggi conosciamo come Satana.
    Gli antichi egizi invece, interpretavano la natura secondo tre processi: condensazione o processo salino, processo mercuriale, che scioglie e ricollega le parti, ed il processo sulfureo che conduce verso gli imponderabili.
    Il bambino ha le ossa relativamente elastiche, nell'anziano queste induriscono: l' invecchiamento è un processo salino di solidificazione: è centripeto.
    Il processo è una attività che trasforma, non è la meta che raggiungeremo a processo concluso. Il processo Sulfureo, che vuoi dire "di zolfo", è legato al calore ed alla luce, ed è un processo che avviene ogni volta che ci si dirige verso l'imponderabile, verso le regioni superiori: è centrifugo.
    Lo studio di questi tre processi Sal, Mercur e Sulfur è la base di tutta l 'alchimia, l'arte di combinare le sostanze.
    Alla luce di quanto detto con opportune metodiche si può estrarre un processo da una pianta, un minerale, un animale, e poi fissarlo in un rimedio che andrà a stimolare nel paziente il processo di cui è carente.
    Quando il processo Salino giunge alla totale solidificazione, otteniamo l'elemento Terra. Quando il processo Sulfureo s'è completamente espanso, abbiamo l'elemento Fuoco. I due elementi intermedi sono: l' Acqua e l'Aria. Siamo così arrivati ai tempi dei Greci, alla teoria dei quattro elementi.
    Dopo i Greci incontriamo gli arabi, questi hanno sviluppato la cultura della "base della piramide", non studiano più gli elementi, ma le sostanze materiali tali e quali, come vengono viste, percepite.
    Nell'epoca moderna si ricreano artificialmente queste sostanze si ottengono così le molecole di sintesi, si scimmiotta la natura, si impiegano le forze elettriche, magnetiche, radioattive. Queste appartengono alla "piramide nascosta", la piramide inferiore, o rovesciata.
    Se il mondo dei processi è finito con l'alchimia, il mondo degli elementi è finito pochi secoli fa, e ora siamo sprofondati in questo mondo di morte, in questo mondo inferiore. I nostri pensieri spesso traggono ispirazione da questa sfera inferiore.

    Portiamo ora l'esempio di un pensiero vivente, immaginativo, e seguiamo il ciclo dell'acqua: l'acqua che cade sotto forma di pioggia, la pozza d'acqua, l'acqua che scorre, l'acqua che evapora.
    Se riusciamo a seguire questo pensiero nella sua completezza, formuliamo un pensiero che ha utilizzato il cervello eterico. Cogliere la metamorfosi dell'acqua, rutta la metamorfosi: l'acqua che diventa ghiaccio, che scorre, che cade, che torna vapore, seguire questi processi di cambiamento è una educazione per il cervello eterico.
    Vedere la pianta che si sviluppa dalla radice-Terra, alla foglia-Acqua, al fiore-Aria, al frutto-Fuoco per poi tornare alla Terra. Questo è un altro processo di metamorfosi. Questo sviluppo, ossia la modificazione continua di quell'organo primordiale che è la foglia da cui si sviluppano gli altri componenti della pianta, è un altra immaginazione metamorfica. Tutto ciò ci riporta verso i piani superiori della piramide.
    Vedere la pianta attratta dalle forze di Tenebra del centro della terra (con la radice), e di Luce (col fiore e con il frutto), ci porta sul piano della dualità, ma nonostante la polarità con la quale la pianta si manifesta, resta un UNO.
    Possiamo tagliare una sezione della pianta, una parte del suo tessuto, studiarla al microscopio e vedere quali sono le sue componenti; in questo modo però l'abbiamo uccisa, siamo scesi su un piano inferiore, morto.
    Ma se guarderemo e aspetteremo che dal mondo dei quattro elementi in noi, (scheletro, sistema endocrino, sistema aereo e sistema calorico), la pianta ci possa parlare, potremo comprendere a quale elemento essa è particolarmente legata.
    Allo stesso modo possono risuonare in noi anche il processo salino, mercuriale e sulfureo, e possiamo ritrovarli anche fuori di noi.

    Il lavoro che dobbiamo fare per scoprire l'essenziale, è giungere all'UNO che sta in cima alla piramide. Quindi dobbiamo incominciare a svolgere pensieri osservando i quattro elementi, i tre processi, la duplicità, e poi potremo così giungere all'essenziale
    .


    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: L'ESEMPIO DEL GESSO   Gio Ott 13, 2011 6:23 pm


    Continua da Enzo Nastati

    L'ESEMPIO DEL GESSO

    Cerchiamo ora di intraprendere la strade per individuare l'essenziale del gesso. Esso appartiene all'elemento Terra perché è solido, però quando scriviamo sulla lavagna lascia una scia una parte di sé. Il fatto di lasciare una striscia dietro di sé, è una caratteristica dell'elemento Aria, la sfaldabilità, lo sbriciolarsi, questa è espressione dell'elemento Aria. Quindi nel gesso c'è Terra e c'è Aria. Possiamo ora porci delle domande: c'è più Terra o Aria? E di Acqua ce ne è? E' affine o non è affine all'acqua? Assorbe l'acqua fisica, quindi è anche affine all'elemento Acqua. E poi è più affine alla Terra o all'Acqua? E' più Acqua o Aria? C'è del Fuoco dentro il gesso? Se sì, dov'è?
    Quando lo si impasta con l'acqua, il gesso sviluppa calore. L'acqua è opposta al fuoco: lo spegne. Come mai allora il gesso si riscalda? Ciò significa che nel gesso c'è del Fuoco. C'è più Fuoco o c'è più Aria? C'è più Aria o più Acqua? C'è più Acqua o c'è più Terra?
    Il gesso, dal punto di vista degli elementi, potrebbe essere così caratterizzato: 4 "punti" Terra, 3 Acqua, 2 Aria, 1 Fuoco.
    Passiamo adesso al secondo livello, quello dei tre processi: Sai, Mercur, Sulfur. Domandiamoci se il gesso è più ricco di processi salini, mercuriali, o sulfurei. Appare evidente la prevalenza del processo salino, è più affine alla condensazione. Quando abbiamo le mani sporche di gesso la pelle diventa secca, asciutta, arsa.
    Il gesso diventa mercuriale quando lo si bagna, quando lo si può lavorare, quando è ancora pastoso.
    In questa ricerca non bisogna confondere gli elementi con i processi. Il processo diviene. Se nel gesso c'è anche del calore è chiaro che questo nasce negli elementi perché è presente del Sulfur.
    Se osserviamo la malta usata per costruire le case, scorgiamo che non rimane sempre inalterata, ma nel tempo "fiorisce". Questo processo di efflorescenza che avvengono sulle malte sono un processo che continua nel tempo, l'efflorescenza quindi è un processo.
    Un processo un divenire, un qualcosa che è presente dentro la sostanza e che si manifesta nel tempo.

    L'efflorescenza, questa capacità di fiorire, è il processo opposto al salificare, che è condensazione. Per sua natura il calcare tende a creare blocchi, tende a compattarsi, mentre il processo Sulfureo vuole allargarsi, crescere, espandersi.
    Nel rapporto con la Tenebra e la Luce nel gesso domina la Tenebra. E dov'è la Luce? Il gesso normalmente è bianco, ha una luce opaca, non ha luce trasparente. In questo caso è stato dato 1 punto alla Luce e 3 alle Tenebre, potremmo dare 4 punti sotto il Sai, 2 1/2 sotto il Mercur e 1 sotto il Sulfur.


    Se ora congiungiamo tutti questi pensieri in uno, arriviamo all'essenziale. L'essenziale che deve comprendere tutto il resto. L'essenziale di una cosa ne deve racchiudere il segreto. Tutto deve essere racchiuso in un pensiero, una, due parole al massimo. Certo ridurre ad una parola è difficile, perché la parola è limitata, però si può provare.
    Nello schema della tetradeis, si può ritrovare il "percorso", la storia del gesso: Tenebra che si divide più in Sai che in Mercur e poi in Terra ed Acqua, questo è essenzialmente il mondo del gesso.

    Esso ha quindi un gesto che "prende", inquadrandolo sotto l'aspetto morale si potrebbe dire "egoista". Giungiamo così alla parola "avidità". L'essenzialità del gesso, l'UNO del gesso è che esso è "avido". Avido vuol dire anche ingordo, egoista. Avida è la Tenebra.
    Il gesso interpreta così nel piano minerale l'idea di avidità.
    La strada da percorrere consiste nel partire dalla base della piramide per poi arrivare all' UNO.

    Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: L'EDUCAZIONE DEL PENSIERO   Dom Ott 16, 2011 4:38 pm

    Continua...

    L'EDUCAZIONE DEL PENSIERO

    LA REALTA' DEL PENSIERO.

    Nell'iniziare questo cammino di conoscenza, abbiamo cercato di caratterizzare, anche se brevemente, che cos'è il pensiero dell'uomo.
    Abbiamo cercato di definire il pensare, con un'immagine un po' poetica, come il vestito di cui il Divino si riveste, ed abbiamo chiamato Spinto Santo lo spirito distribuito e presente in ogni cosa. Con l'attività del nostro pensiero possiamo cogliere questo aspetto del mondo spirituale.
    Abbiamo poi detto che questo mondo del pensiero, dove l'uomo dovrebbe imparare a camminare con sicurezza, in realtà è un campo di battaglia, infatti si registrano attacchi sempre più forti alla libertà del pensiero umano.

    La cosa che fa più paura a qualsiasi regime politico, sia esso di destra, di centro o di sinistra, è l'uomo libero, e la prima cosa che ogni regime si propone, quando sale al potere, è controllare il pensiero della gente. I tentativi di controllo vengono mascherati da riforma scolastica, riforma dei mezzi di comunicazione, od altre riforme ancora.
    Abbiamo già visto alcuni aspetti di questa lotta che si svolge, per ora, sul piano del pensiero; ed è auspicabile che la lotta rimanga su tale piano e che ci siano abbastanza lottatori per fermarla su quel piano, o questa si sposterà sul piano fisico.

    Oggigiorno l'attività del pensare "in sé" non viene valorizzata a sufficienza. Ci appaiono più reali, tangibili e importanti l'economia, il lavoro, il produrre, il modificare il mondo e la natura.
    Dovremo renderci sempre più conto, invece, del fatto che l'attività del pensiero è più reale delle cose fisico-materiali che ci circondano. Tutta la materia,prima o poi decade, si disgrega; il ferro diventerà ruggine, si ossiderà, il legno diventerà sostanza organica, humus, tutto quello che ci circonda è, lentamente, destinato a trasformarsi ed a scomparire così come lo conosciamo.
    Al contrario le verità che riusciamo a cogliere con il nostro pensiero sono eterne. Tutte le verità sono eterne perché sono un attributo del Divino.

    Possiamo ora aggiungere un altro punto alle nostre considerazioni: comunemente si ritiene che sia l'uomo a produrre pensieri. Ebbene, questo è un concetto che va corretto, infatti l'uomo non produce pensieri ma si limita a percepire i pensieri che vengono portati a lui da quelle che noi definiamo "Entità Angeliche. Il nostro cervello non è altro che un organo di percezione che può ascoltare, "captare", le verità che ci vengono portate dalle Entità Angeliche sotto forma di pensieri.
    Quando siamo immersi nell'attività del pensiero siamo in collegamento con la sfera angelica, compresa quella corrotta e decaduta. Per questo motivo possiamo avere dei pensieri che vanno verso la verità, l'evoluzione, il bene, o pensieri che vanno nella direzione opposta.

    E' dunque fondamentale avere un cervello fisico ben conformato, ben strutturato, evoluto (e questo è un problema che investe il campo dell'alimentazione e della pedagogia) allo scopo di avere un buon organo di ricezione dei pensieri.
    La concezione moderna ci ha abituato ad una visione dell'uomo sempre più materialistica e meccanicistica, ad un uomo, cioè, che al posto dello stomaco ha una caldaia, che al posto dei reni ha due filtri, al posto del cuore una pompa ed al posto del cervello un computer. Il collegamento con le entità superiori oramai non viene più nemmeno ipotizzato.
    Se noi però teniamo come sfondo al nostro lavoro l'idea che con l'attività di un pensiero giustamente indirizzato, educato, potenziato, possiamo ristabilire un contatto più profondo con questi mondi superiori, potremo fare il primo grande salto, passare dalla forma di pensiero tipica del cervello fisico alla forma di pensiero del cervello eterico.

    Ricordiamo che in questo ultimo secolo il cenrello eterico si stacca nuovamente dal cervello fisico, si sta espandendo nella parte frontale in corrispondenza del terzo occhio e questo può dare all'uomo una nuova forma di veggenza. Questa nuova forma di veggenza è una resurrezione delle forze del pensare ed una liberazione dalle forze della materia; infatti viene dopo la fase in cui il cervello eterico ha coinciso con il cervello fisico e abbiamo perduto tutte le immagini del mondo spirituale ed abbiamo creduto che la sola cosa reale fosse la materia.

    Il processo di distacco del cervello eterico da quello fisico, iniziato intorno agli anni '60, sta avvenendo in tutta l'umanità ed è necessario prepararsi, educarsi, per essere pronti ad usare correttamente le nuove facoltà che saranno sempre più disponibili. In caso contrario le facoltà dell'uomo decadranno dirigendosi sempre più verso l'intellettualismo verso un sapere astratto, verso la sfera della sottonatura.

    Non avremo un pensiero capace di collegarsi con la sfera angelica, bensì un pensiero che produce demoni, fantasmi. Non avremo un pensiero rinforzato che scendendo nel cuore susciterà ideali per l'evoluzione, per quello che sentiamo giusto per il bene di tutta la Terra, bensì avremo un pensiero che saprà creare solo un mondo di mostri, un mondo dell'orrido
    .

    Se poi il pensiero scenderà ancora più in basso ed arriverà nella sfera della volontà, invece di infiammare l'uomo per mete ed ideali elevati ed indurlo a sacrificarsi per essi, si renderà disponibile solamente all'impulso della violenza.

    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: L'EVOLUZIONE DAL DIVINO ALLA SOTTO NATURA   Lun Ott 17, 2011 3:05 pm

    Continua il lavoro di Enzo Nastati

    L'EVOLUZIONE DAL DIVINO ALLA SOTTO NATURA

    A questo punto possiamo riprendere l'esame del disegno che raffigura le varie tappe dell' evoluzione della Terra che ci circonda e dell' uomo.



    Come si vede siamo partiti dall' UNO, dall'Antica epoca Indiana, quando ci si sentiva ancora completamente uniti alla Divinità.
    Poi siamo passati all'epoca di Zaratustra, l'epoca Persiana, quando l'uomo viveva il rapporto con quanto lo circondava come una lotta tra Luce e Tenebra.
    Passando all'epoca Egiziana abbiamo visto che l'uomo coglieva nella natura tre processi.
    Il primo processo era il Sal, che si esprimeva nella salificazione, l'indurimento, la precipitazione. Il Sulfur, al contrario, era il processo della sublimazione, dell'espansione, del collegamento con gli imponderabili. Il Mercur, al centro, equilibrava i due processi.
    Sal, Mercur e Sulfur sono gli stessi processi che in agricoltura vengono legati calcare, argilla e silice.
    Gli egizi quando osservavano questi processi nella natura, li rivivevano interiormente, e, tramite queste esperienze, sia quella esteriore che quella intcriore, avevano la possibilità di ascendere al piano divino.
    Questo tipo di esperienze è durato fino al MedioEvo, all'epoca degli alchimisti; anch'essi, infatti, nei loro laboratori, operavano dei processi che erano solo la controimmagine di profondi processi interiori.

    Il processo salino porta a sperimentare il dolore della natura che muore, che si stringe, che si condensa, che si sottrae al mondo spirituale; si tratta di un processo di separazione che viene vissuto, appunto, come un profondo dolore.

    Per entrare in un corpo fisico, abbiamo subito un processo di salificazione e questo è motivo di dolore profondo per il nostro Io.
    Contemporaneamente, proprio perché ci siamo separati dal mondo spirituale, possiamo, in questo corpo fisico, nella terra fisica, nella natura fisica, realizzare esperienza della libertà e della resurrezione.
    Nel processo di salificazione, quindi, c'è tutto il dolore della discesa, della caduta, il dolore del restringersi in un punto e, contemporaneamente, l'impulso alla risalita.

    Attraverso l'allontanamento dal mondo spirituale, causato dal processo di salificazione, otteniamo una forza spirituale maggiore, perché siamo così in grado sperimentare, oltre alla trasformazione, la resurrezione che ci attende.
    Proseguendo così possiamo ragionare anche per gli altri due processi.

    Passando al quarto gradino, quello dei quattro elementi, incontriamo i concetti di Terra, Acqua, Aria e Fuoco, siamo giunti alla Civiltà Greca.
    Questo è un gradino che ci è un po' più familiare perché appartiene ad una cultura più vicina a noi. In questo secolo non si parla più di elementi, ma se nominiamo radice, foglia, fiore, frutto - che ne sono la manifestazione in Agricoltura - tutto ci appare più conosciuto.



    Sotto la fascia degli elementi troviamo la base della piramide, la cultura araba con la sua medicina, la cultura della materia tale quale la percepiamo con i nostri sensi, si incomincia a considerare le sostanze non più per i processi e per le forze che possiedono, ma per la loro natura chimica. Passiamo, appunto, dalla alchimia alla chimica.
    Oggi però, siamo scesi ancora più in basso, perché, attraverso il progresso tecnologico, siamo riusciti a ricreare artificialmente le sostanze, le molecole naturali, con le sintesi di laboratorio. Siamo entrati nel regno della sotto-natura.
    Abbiamo rappresentato questo mondo della sotto-natura con la piramide inferiore "rovesciata", cui vogliamo contrapporre un'altra piramide, quella rovesciata superiore, quella del piano eterico, nella quale ci proponiamo di entrare con il nostro lavoro.
    La nostra cultura si sta muovendo sempre più nella piramide inferiore dove operano le forze di morte ed è per questo che, per poter dare una risposta evolutiva ai bisogni di questo mondo, dovremo cercare di collegarci, con forza sempre maggiore, alla piramide superiore rovesciata, che è appunto quella del piano eterico.
    Si tratta di tornare all'UNO della piramide che costituisce la porta di accesso al piano eterico.
    La strada è quella della risalita attraverso gli elementi, i processi, la dualità per raggiungere l'UNO.
    Questo è l'essenziale della cosa e solo quando lo raggiungeremo e avremo in mano questo aspetto spirituale potremo leggerlo, viverlo, organizzarlo, utilizzarlo, secondo le leggi del piano eterico delle quali questo "UNO" è come una porta aperta attraverso la quale le forze eteriche potranno fluire.

    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: L'ESEMPIO DEL GESSO ED IL SUO RIEQUILIBRIO   Gio Ott 27, 2011 6:27 pm

    Continua .....

    L'ESEMPIO DEL GESSO ED IL SUO RIEQUILIBRIO

    Riprendiamo ora l'esempio del gesso sul quale abbiamo già lavorato.
    Avevamo stabilito che il gesso era principalmente legato agli elementi Terra ed Acqua ed in modo minore ad Aria e Fuoco.
    Nel mondo dei processi avevamo convenuto che dominava il processo salino, in modo molto più attenuato il processo mercuriale ed ancora meno il sulfureo. Nel mondo delle Tenebre e Luce avevamo concordato che dominava la Tenebra.
    La figura che segue rappresenta questo.


    Ricordiamo che in ogni sostanza, in ogni pianta, in ogni uomo, in ogni manifestazione sono presenti sempre tutte le dieci sfere, le dieci qualità, anche se solo alcune di esse dominano sulle altre.
    Se volessimo isolare le sfere, o la parte di esse che caratterizzano il gesso racchiudendole con un segno, ne verrebbe fuori una figura simile ad un triangolo od a una goccia.
    Al contenuto di questa goccia occorre dare un nome che ne rappresenti l' unità, l'essenziale. Ebbene, abbiamo visto che la parola adatta ad esprimere "."essenziale del gesso è "avidità".
    Se volessimo trovare "qualcosa" che bilanci questa avidità in modo da renderla meno unilaterale, dovremmo cercare "qualcosa" che porti Aria e Fuoco, Sulfur e Luce.

    Nel mondo minerale potrebbe essere la silice, nel mondo vegetale potremmo utilizzare l' equiseto3. Potrebbero andare bene anche l'aceto e l'olio.
    Se indaghiamo tutto quanto abbiamo ora nominato, scopriamo che può essere riassunto con una sola parola che ne rappresenta l'essenzialità: la parola "dono".
    Ma l'azione del donare per avere valore deve essere compiuta liberamente, per amore.
    Allora dobbiamo ricercare qualcosa che si collochi con la parte destra della piramide, che abbia in sé il senso del dono, della generosità e che abbia il sostegno delle forze dell'amore.
    Dobbiamo cercare una sostanza che sia portatrice di Fuoco, di Aria, di Sulfur; che abbia la capacità di espandersi, di salire, e che sia intimamente compenetrata di Luce. Questa sostanza, a ben guardare, è il sangue.
    Il sangue, infatti, è portatore in noi delle forze dell'amore e quindi contrasta le forze di sclerotizzazione, le forze indurenti ed avide del calcio.

    Non a caso l'intelligenza della creazione ha fatto in modo che il sangue si produca all'interno delle ossa lunghe in modo da togliere all'osso l'aspetto unilaterale di odio e di morte, mettendo al suo interno un gesto di guarigione.
    Tutto questo è in sintonia con il principio che vuole la discesa nella materia come presupposto del gesto della risalita.
    Ecco perché nell'elemento più salino, più terrestre, che possiamo trovare all'interno dell'uomo, deve esserci la possibilità della risalita che è rappresentata, ripetiamolo, dalla formazione del sangue.
    Il ragionamento fin qui fatto sul gesso è solo un esempio, è necessario mantenere in esercizio questo tipo di pensiero, partendo dalle cose facili, quelle che appartengono al mondo inanimato, inorganico.
    Si può incominciare con sassi, matite, tavoli, sedie, scarpe, vestiti, porte, piatti, forchette, cioè dalle cose più comuni al fine di familiarizzarci con questo modo di pensare.

    E' possibile che i primi esercizi richiedano molto tempo, ma un po' alla volta si arriverà a farli in pochi secondi. Si tratta solo di sviluppare una facoltà che è latente nell'uomo.
    Dobbiamo imparare a rompere gli schemi mentali sui quali fondiamo le nostre sicurezze, quelli che ci derivano dalla educazione che abbiamo ricevuto e che normalmente utilizziamo per lavorare, per muoverci, per stabilire dei rapporti.
    Sono schemi che dobbiamo sciogliere per poter riplasmare il nostro cervello e cogliere la realtà nella sua completezza, senza i paraocchi che essi ci producono.
    Dobbiamo imparare a compiere questo lavoro partendo dalle cose inorganiche, materiali, perché solo nelle cose materiali il mondo esterno ci può correggere. Quando cominceremo a muoverci su piani più elevati saremo come un trapezista senza rete e per il momento la rete ci è oltremodo necessaria.

    Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: L'ORIGINE DEL MERCUR E LO SPOSTARCI ALL'INTERNO   Mar Nov 01, 2011 4:49 pm


    Continua...


    L'ORIGINE DEL MERCUR E LO SPOSTARCI ALL'INTERNO

    Nell'allestimento del pane, scopriamo che la fase di impasto rappresenta il Mercur che precipiterà poi in Terra. Quando lavoriamo l'impasto possiamo notare che questo diventa sempre più denso ed il volume si riduce. Nella fase successiva dobbiamo lasciare l'impasto a riposare coperto con un panno. Ebbene in questa fase il nostro impasto aumenta di volume.
    Ricapitolando, quando impastiamo siamo nel Mercur, la perdita di volume immediatamente conseguente è una risposta da parte dell'impasto che ci porta verso il Sal, ma da questo nasce un aumento di volume che ci porta nella direzione del Sulfur.
    Quello che consente alla massa di aumentare, e che fisicamente percepiamo come un aumento di aria, è il lievito. Ma se ci pensiamo bene quello straccio bianco con cui copriamo l'impasto, a forza di stare a contatto con la pasta che lievita, diventa esso stesso una carica di lieviti, un inoculo continuo per la massa.
    I modi attraverso i quali ci può essere un apporto di forze possono essere estremamente semplici.
    Se torniamo al pane e torniamo col pensiero alle vecchie madie, ovviamente di legno, nel quale il pane veniva riposto, assieme a qualche formica o a qualche innocuo ragnetto (e alle briciole di tutto un anno), comprendiamo come tutto era impregnato di forze che favorivano la maturazione del pane e contribuiamo a creare l'alimento base per l'uomo.
    Abbiamo così compreso che per agire su un elemento, per esempio la Terra, e se vogliamo spostarci verso l'Acqua è sufficiente salire con una specie di "triangolazione" sul piano dei processi (Sal), ma se vogliamo spostarci verso l'Aria, facendo due passi in senso orizzontale nella nostra piramide, non basterà più salire di un gradino, ma dovremo raggiungere il cerchietto della Tenebra, due gradini più in alto .
    Questo perché il Sal è connesso direttamente con Terra ed Acqua, ma non lo è con l'Aria. Per trovare un punto d'incontro dovremo salire alla Tenebra (che è connessa direttamente sia con il Sal che con il Mercur) e solo allora scendere attraverso il Mercur fino all'Aria.
    Per lo stesso motivo il passaggio tra Terra e Fuoco richiede una salita fino all'UNO.
    II nostro scopo sarà di salire alla piramide superiore, nel mondo degli eteri, ma dobbiamo avere ancora un po' di pazienza per poterlo fare.


    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   Dom Nov 06, 2011 1:35 pm


    Continua..

    LA CONQUISTA DEL NESSO, DEL PENSIERO TERAPEUTICO

    Abbiamo detto che, riconosciuto l'essenziale, compreso bene "chi è" quella certa cosa, siamo entrati in collegamento con l'elemento divino che è nascosto dentro la cosa stessa. Abbiamo compiuto così una prima e importante conquista.
    Possiamo adesso fare un altro passo. Possiamo cogliere una seconda essenzialità relativa ad una seconda percezione e metterla in relazione con la prima. O meglio possiamo mettere le due essenzialità, che abbiamo colto, davanti alla nostra coscienza.
    Ritorniamo ora agli esempi che abbiamo già utilizzato.
    Avevamo colto, poco fa, nell'avidità l'essenzialità del gesso e nell'amore l'essenzialità del sangue.
    Ora siamo in grado di affermare che tra queste due essenzialità c'è un nesso. Infatti, la forza dell'amore che c'è nel sangue (Fuoco) ci permette di dominare e trasformare l'avidità del gesso (Terra, calcare).
    Con la sintesi che abbiamo fatto, con il nesso che abbiamo colto, siamo così in grado di agire in modo terapeutico.

    Il nesso si trova su un piano superiore all'essenzialità. Li troviamo la legge che governa il piano dove abbiamo colto l'essenzialità.
    Per meglio chiarire possiamo dire che finché cerchiamo l'essenziale diamo solo delle informazioni al nostro cervello superiore, incaselliamo queste informazioni, cominciamo a vedere la natura in un altro modo, riconosciamo il chi è delle cose, ma non abbiamo ancora la possibilità di agire sull'essenziale in modo da equilibrarlo, tonificarlo, o correggere gli eccessi.



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    MessaggioTitolo: LA SINTESI DI TRE ESSENZIALI   Ven Nov 11, 2011 6:18 pm


    Continua...

    LA SINTESI DI TRE ESSENZIALI

    II passo avanti nel nostro lavoro prevede di essere in grado di muoverci nel puro pensiero, ossia senza più alcuna percezione fisica.
    Per muoverci sul puro pensiero senza perderci, dobbiamo trovare un metodo adeguato. La prima precauzione da prendere è: partire da tre concetti, non da due. Trovare un nesso veritiero e sicuro tra due soli concetti è più difficile.
    Partiamo così dal presupposto di aver trovato tre concetti, tre essenziali. Il lavoro che dobbiamo fare è trovare un quarto concetto che li comprenda tutti tre, che ne costituisca un nesso perfetto.
    In questo cammino abbiamo due possibilità.
    Per capire la prima ci aiuteremo, come spesso facciamo, con un esempio.
    Supponiamo che i tre essenziali siano le tre sintesi delle idee politiche dì tre diversi partiti politici e che questi partiti debbano discutere su come fare la riforma del programma di storia per le scuole.

    - II partito di destra vorrà che studiando la storia gli studenti vengano infiammati ; di amor patrio. Vorrà quindi, ad esempio, che il programma spieghi in maniera esauriente tutto il Risorgimento.

    - II partito di sinistra vorrà che la storia incominci dal Manifesto di Marx.

    - II partito di centro vorrà che la storia del papato sia messa in particolare luce per far risaltare la capacità della chiesa di essere elemento unificante di tutta la storia del mondo.

    Prendete questi esempi per quello che sono, non vogliate cogliere in quanto appena detto reali considerazione di natura politica.
    I politici in genere alla fine producono un compromesso tra i tre punti divista, ed il programma di storia sarà ispirato dal tentativo di accontentare tutti, e non dalla ricerca della verità storica.
    II compromesso abbraccia solo una parte dei concetti dai quali dobbiamo ottenere una sintesi e propende verso uno o verso l'altro a seconda della forza politica delle parti.
    E' evidente che la sintesi così ottenuta non può bastarci. E' necessario abbracciare completamente i tre concetti di base senza tralasciarne nemmeno una piccolissima parte.

    Idealmente dobbiamo pensare a tre punti posti sullo stesso piano e ad un quarto punto posto su un piano superiore. Dovremmo pensare ad una piramide a base Ciangolare che abbia come vertici i nostri quattro punti e che abbia gli spigoli, che uniscono il vertice superiore con ciascuno dei vertici della base, uguali. Ci serve un punto equidistante dagli altri tre.



    NUOVE SINTESI

    Ci facciamo aiutare ancora una volta da un esempio banale: se sulla base abbiamo i concetti di piatti, bicchieri e forchette il concetto sul piano superiore sarà "stoviglie"
    Il concetto di stoviglie non è un compromesso; non toglie nulla ai tre concetti di base, ma li abbraccia completamente.
    Noi definiamo questo nuovo concetto nato come "nesso" tra gli altri tre. Ed ogni volta che utilizzeremo questo termine intenderemo indicare una verità unificante che sta su un piano superiore.
    Ricordiamo che finché cerchiamo l'essenziale siamo ancora sul piano terrestre. L'oggetto di indagine è come un iceberg; quando troviamo l'essenziale del nostro oggetto saliamo sulla punta dell'iceberg. Siamo tuttavia ancora sull'iceberg. Solo quando connettiamo le punte di tre iceberg saliamo su un piano superiore.
    Abbiamo definito il piano dell'essenzialità piano dello Spirito Distribuito, il piano dello Spirito Santo, ma quando ci alziamo ulteriormente, attraverso la ricerca delle sintesi, saliamo su un piano che appartiene a forze spirituali superiori.
    Risulta comprensibile che quando il nostro pensiero si muove in sintonia con queste forze superiori abbiamo accesso ad altre forme di pensiero e le nostre possibilità ne vengono così ampliate.
    Torniamo ora alla nostra piramide triangolare, con la quale ci siamo già staccati dal piano di base, e pensiamo di trovare per ciascuna delle tre nuove facce della piramide un punto esterno di sintesi, un altro concetto che abbracci i tre concetti della superficie della piramide. Possiamo continuare così ancora sulle ulteriori facce trovando sempre delle nuove sintesi ed aumentando così il nostro discernimento, la nostra conoscenza, solo procedendo per sintesi.

    Il metodo che abbiamo elaborato ci consente di partire dalle nostre attuali conoscenze e, attraverso la logica terrestre (all'inizio), cercare delle essenzialità (senza commettere errori) per poi cominciare a spostarci su altri piani e lì continuare a costruire. Però quando saliamo ed abbandoniamo la logica terrestre siamo "senza rete" e dobbiamo trovare un metodo che si autosostenga.
    Il metodo consiste nella verifica continua che il nesso, che di volta in volta andiamo a trovare, abbracci completamente gli essenziali da sintetizzare senza lasciarne fuori nemmeno una piccolissima parte. Se vediamo che una parte, sia pur infinitesimale, resta esclusa , il nesso non è ancora quello giusto e dobbiamo cercare ulteriormente.
    In questo modo possiamo cogliere nuovi pensieri, elaborare nuove sintesi, trovare nuove verità, utilizzando soltanto l'interiore attività di pensiero, senza bisogno di attingere ad altre fonti.
    Grazie a questo lavoro di sintesi ci si stacca dalle percezioni e dalle conoscenze relative e si arriva a creare un sistema sempre più completo con il quale si può poi lavorare nel mondo. La partenza però è sempre la ricerca degli essenziali.
    E' bene che la ricerca degli essenziali diventi un esercizio abituale perché è l'unico modo che abbiamo di ampliare concretamente le nostre capacità di pensiero e di conoscenza.

    Enzo Nastati


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    MessaggioTitolo: LA NASCITA DELLE FORZE ETERICHE   Sab Nov 12, 2011 7:10 pm


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    LA NASCITA DELLE FORZE ETERICHE


    Abbiamo precedentemente detto che la nostra epoca richiede di fare un passo deciso nella conoscenza del piano eterico,delle sue forze e delle sue leggi.
    Parleremo quindi ora della nascita delle forze eteriche. Cercheremo di capire la loro origine e come agiscono nel contesto della creazione. La trattazione sarà purtroppo generica dato che non possiamo riassumere in poco tempo il contenuto di molti libri quali "la Scienza Occulta" dello Steiner, ai quali, comunque, chiunque ne abbia l'interesse può accedere per approfondire questa conoscenza.



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    MessaggioTitolo: L'ANTICO SATURNO, IL CALORE, IL TEMPO   Dom Nov 13, 2011 7:01 pm

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    L'ANTICO SATURNO, IL CALORE, IL TEMPO


    La scienza dello spirito antroposofica da il nome di antico Saturno alla prima manifestazione del nostro sistema solare .L'antico Saturno si può immaginare come una sfera immensa, grande quanto l'attuale orbita di Saturno, composta unicamente di calore.
    All'interno di questa sfera di calore vi erano delle differenze di temperatura che permettevano un processo di percezione alle entità che stavano passando lo stadio evolutivo dell'autocoscienza e questa sostanza di calore era l'essenza di volontà donata dalla gerarchla spirituale chiamata "Troni".
    Quando parliamo di antico Saturno dovremo sempre far riferimento ad una parola chiave per il nostro lavoro, questa parola è "sacrificio". Perciò quando incontreremo il calore avremo sempre a che fare con forze che portano con sé il principio del sacrificio, dell'offrire sé stessi.
    Da questo sacrificio e da questa sostanza di calore inizia l'evoluzione del nostro sistema solare.
    Gli esseri che a quel tempo hanno raggiunto l'autocoscienza e che quindi possono essere considerati uomini, oggi sono tre livelli più evoluti di noi e la teologia cristiana li chiama Principati o Archai.
    L'antico Saturno vede anche la nascita del tempo: Per questo i Principati vengono chiamati i portatori del tempo ed hanno il compito di governare epoche intere.

    Se guardiamo al mondo degli elementi, nasce ora l'elemento Fuoco.
    Dobbiamo ricordarci che il termine Fuoco riferito all'elemento non ha nulla in comune con il termine fuoco riferito alla fiamma che si produce come risultato di una combustione.
    Dobbiamo quindi imparare a riempire la parola Fuoco con un significato diverso da quello che siamo abituati ad utilizzare.
    L'elemento Fuoco è legato alle forze del calore sacrificale. Quando un uomo ha un ideale e si sacrifica per esso e da' parte della suo essere per perseguirlo, ripete l'antico sacrificio dei Troni che hanno donato la loro volontà per creare il nostro sistema di calore.
    Quando attiviamo il Fuoco interiore ci muoviamo anche nel tempo e quindi la nostra evoluzione può essere accelerata in virtù del sacrificio che siamo disposti a profondere.
    Quando è nato l'elemento Fuoco dal calore iniziale è sorto anche il relativo etere: l'etere di Calore.
    Non conosciamo ancora bene gli eteri tuttavia è bene che teniamo presente che l'etere di Calore non è caldo, non è Fuoco e non è fiamma.
    La terza manifestazione del calore avviene sul piano delle forze fisiche e si chiama, ancora una volta, calore. E questo è quello della fiamma.

    Ricapitolando ci sono tre tipi di calore.
    -fisico, che si misura col termometro, quello che brucia, distrugge, che estingue la vita,
    -eterico, che è quello che permette la nascita di nuova vita,
    -elemento, che sono le qualità con cui si manifesta la vita (il Fuoco).

    L'entusiasmo è un calore eterico, la febbre è un calore fisico che ci mette ko e l'elemento Fuoco è l'intermedio tra i due o meglio, è il campo qualitativo entro il quale si possono manifestare gli altri due.

    Ai tre calori sono legate le tre caratteristiche del tempo: passato, presente e futuro.
    L'elemento può essere pensato come l'asse della bilancia ed i due piatti sono rispettivamente le forze fisiche e le forze eteriche.
    Una pianta cresce grazie alle forze eteriche ed ha un corpo fisico materiale grazie alle forze fisiche ed il tutto avrà le foglie più lunghe, più larghe, più verdi o più gialle a seconda dell'ambiente in cui vive, o meglio, se predomina l'elemento Terra, Acqua, Aria o Fuoco.
    L'ambiente è il palcoscenico della natura dove si manifestano le forze opposte eteriche e quelle fisiche.
    Possiamo dire che quando sono dominanti le forze eteriche si ritirano le forze fisiche e viceversa.

    Le forze eteriche, genericamente, possono essere definite forze della vita, e le forze fisiche, genericamente, possono essere definite forze della morte.
    La contrapposizione tra le forze fisiche e le forze eteriche non è altro che la lotta tra la morte e la vita in tutti i regni della natura: vegetale, animale e, naturalmente, anche nell'uomo.
    Il vero problema è che attraverso le scienze non conosciamo nemmeno tutte le forze fisiche, riusciamo appena a intuire il concetto di elemento e non sappiamo nulla degli eteri.
    Non conosciamo pienamente le forze fisiche perché, come vedremo, esse sono quattro, mentre a scuola ce ne insegnano solo tre. Infatti la quarta forza fisica è il calore che normalmente non viene considerata una forza a sé, ma una caratteristica delle altre tre.

    Torniamo ora ai tre calori legati alle tre caratteristiche del tempo:

    - il calore eterico, l'entusiasmo, è legato al futuro,
    - la forza fisica è quella che fa morire e quindi è legata al passato,
    - l'elemento Fuoco è l'attimo fuggente del presente.

    Così come è difficile cogliere il presente, l'attimo, altrettanto è difficile cogliere l'elemento Fuoco, le qualità interiori.

    Ma ritorniamo ora nell'evoluzione.

    Siamo partiti dalla sfera di calore in cui tutto era uno. Tutto era indistinto: noi, le piante, gli animali, e di noi c'era solo il corpo fisico "non materiale". Quest'ultimo è un concetto un po' difficile da afferrare.
    Pensiamo ad un corpo fisico al quale viene tolta la materia. Pensiamo ad una struttura cristallina, come la vediamo sui libri, con gli atomi rappresentati da palline unite tra loro dai legami. Ebbene se togliamo le palline non resta più nulla di fisico se non i legami. Rimane un corpo fisico non materiale, perché i legami sono forze fisiche, sono forze strutturanti.


    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: L'ANTICO SOLE, LA LUCE, LO SPAZIO   Lun Nov 14, 2011 8:06 pm


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    L'ANTICO SOLE, LA LUCE, LO SPAZIO

    Quando l'antico Saturno si condensa e si riduce alle dimensioni dell'attuale orbita del pianeta Giove, diventa quello che la scienza dello spirito chiama "Antico Sole".
    Se sull'antico Saturno è avvenuto il sacrificio, ora abbiamo il "dono'". Il dono verso gli altri mondi.
    Sull'antico Sole avviene come una respirazione provocata dalle forze che dal centro venivano donate alla periferia (a cura delle gerarchie spirituali chiamate "Dominazioni" o "Spiriti della Saggezza") e dalla periferia venivano restituite al centro da altre entità spirituali (gli Arcangeli). Il tutto era una alternanza di espansione e contrazione.
    Mentre sull'antico Saturno tutto era "dentro" (era un unità), sull'antico Sole si presenta una dualità: tra le entità che stanno dentro e quelle fuori. Chi sta dentro "dona" e chi sta fuori "restituisce". Nasce così lo spazio. Si costituisce un rapporto spaziale grazie ai due generi di entità che si rapportano.
    L'ambiente in cui tutto questo avviene si chiama elemento Aria. L'aria è caratterizzata dal fatto di potersi comprimere ed espandere: di essere elastica.
    Quello che viene espirato è etere dì Luce. La forza fisica corrispondente, l'aspetto di morte, è la Tenebra, detta anche addensamento. La polarità è ora tra la Luce e la Tenebra.
    Gli esseri che hanno raggiunto l'autocoscienza sull'antico Sole sono ora chiamati Arcangeli ed hanno il compito di essere i reggitori dei popoli. Essi stanno due gradini evolutivi sopra di noi.

    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: L'ANTICA LUNA, IL CHIMISMO, IL MOVIMENTO   Ven Nov 18, 2011 7:43 pm


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    L'ANTICA LUNA, IL CHIMISMO, IL MOVIMENTO

    II terzo gradino è denominato antica Luna, sfera che aveva le dimensioni dell'attuale orbita di Marte. Le gerarchle spirituali che agiscono in questa fase sono le "Virtù".
    L'antica Luna è legata al concetto del "rifiuto". Infatti, parte del dono dell'antico Sole non viene accettato, c'è un rifiuto, una rinuncia.
    A causa di questo rifiuto una parte del donato rimane come sospesa nel mezzo e crea un blocco, un ingorgo. Il fluire tra Luce, Aria e Tenebra non è più regolare, perché quella parte del dono non accettata disturba il fluire. Si formano delle correnti interne, una situazione di movimento interno. Nasce così l'elemento Acqua.
    Abbiamo spesso detto che l'acqua è la base della vita ecco perché gli Angeli, che sono le entità che hanno raggiunto l'autocoscienza al tempo dell'antica Luna, vengono chiamati "figli della vita" e sono legati all'acqua.
    L'etere corrispondente è il Chimismo o etere del Suono o del Numero.
    La forza fisica è la forza della Gravità. Per indicare questa forza possiamo usare anche il termine massificazione,perché questa rende tutto informe; pensiamo a come l'acqua scorrendo arrotonda i sassi o come copre la superficie terrestre uniformandola. L'acqua ha la caratteristica di non essere mai ferma, è in perenne movimento. Nell'ambiente dell'acqua avvengono tutte le trasformazioni e trasmutazioni della natura.
    L'elemento Acqua da una parte è preda delle forze fisiche di massificazione, per cui possiamo dire che l'acqua è sottoposta alla gravita, però dall'altra è portatrice della forza del Chimismo che contrasta la gravità.

    II principio di Archìmede dice che un corpo immerso in un liquido riceve una spinta dal basso verso l'alto pari al peso del volume del liquido spostato. E' la forza dell'etere del Chimismo che toglie parte del peso e che fa stare a galla o, per meglio dire, riduce l'influenza della forza di Gravità.
    Ancora una volta l'elemento, in questo caso l'Acqua, è a metà tra la forza fisica che vuole portare tutto giù, addensare tutto, e l'etere corrispondente del Chimismo che vuole mettere ordine, separare ed alleggerire.
    Quanto stiamo dicendo verrà approfondito più avanti; ora stiamo solo ponendo le pietre angolari del lavoro, poi dovremo costruire in modo che i termini tempo, spazio e movimento non siano solo più dei concetti vuoti. Ognuno di essi diventerà un mondo.

    Tanto per fare un esempio, pensiamo all'elemento Aria che è centrale rispetto alla Luce ed all'addensamento, tra Luce e Tenebra, ebbene in questo "essere centrale" nasce tutto il mondo dei colori.
    Noi non siamo newtoniani, non pensiamo che la luce contenga in sé i colori, bensì pensiamo che i colori nascono dalla cooperazione di Luce e Tenebra.
    Il sole sorge al mattino e, vincendo le Tenebre, dipinge il cielo. Quando le Tenebre avanzano e vincono la forza del sole, al tramonto, nel cielo si manifestano altri colori. Quando a vincere sono le forze di Luce, le forze eteriche, prevalgono i colori chiari, viceversa quando hanno la meglio le forze della Tenebra i colori sono scuri.
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    MessaggioTitolo: LA TERRA LA VITA LA FORMA   Lun Nov 21, 2011 6:36 pm


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    LA TERRA, LA VITA, LA FORMA


    Facciamo l'ultimo passo ed arriviamo alla Terra, dove noi ora viviamo. A livello di gerarchie spirituali troviamo le "Potestà", gli Spiriti della Forma.
    Ricordiamo solo che sull'antica Luna a causa dell'ingorgo che si è creato a seguito della rinuncia è iniziata la manifestazione delle forze del male.
    Sulla Terra, dopo la rinuncia, dopo la separazione dal cosmo, simboleggiato dalla caduta dal Paradiso Terrestre, ci siamo staccati dalla vita pura per entrare nel corpo fisico materiale e siamo diventati soggetti alla esperienza della morte.
    Siamo partiti, sull'antico Saturno, da un livello di esistenza solo temporale, dove tutto era semplicemente un fluire senza un prima e un dopo, dove esisteva il tempo a-dimensionale che costituiva il campo di possibilità per quello che poi è avvenuto.
    Siamo poi passati nello spazio. La prima dimensione dello spazio è la linearità. La linea percorsa dal raggio di Luce.
    Come conseguenza del gesto tipico dell'Acqua (che è quello di creare superfici) siamo entrati nel regno delle due dimensioni e quindi del movimento (avanti, indietro, destra, sinistra).
    Siamo infine approdati alla Terra, alla morte, alla forma e quindi alle tre dimensioni.
    Noi viviamo in un mondo tridimensionale e sperimentiamo forme morte. Il nostro lavoro dovrà pertanto partire proprio da qui.
    Siamo nell'elemento Terra che è l'ambiente dove interagiscono l'etere di Vita e la forza fisica disgregante della Frantumazione.
    Tutto quello che ci circonda è forma, noi stessi siamo in una forma. Il nostro corpo fisico possiede una forma e per questo motivo appartiene all'elemento Terra, come il tavolo, la pianta, la pietra, il gesso. Possiamo collegare all'elemento Terra tutto ciò che percepiamo come solido, tridimensionale.
    Nel corpo soggetto alla morte si manifesta l'etere di Vita.
    L'etere di Vita è quello che consente ad ogni singola cellula di essere viva e di essere organizzata in una vita complessiva che è quella dell'organismo.
    Al contrario la forza di Frantumazione distrugge la forma, la spezzetta in mille piccole parti aventi tutte le medesime caratteristiche fisiche.

    In questo momento la nostra cultura vive orientata verso queste forze di Frantumazione. Siamo riusciti a scindere l'atomo e le divisioni sociali che sperimentiamo sono esse stesse risultato delle forze di Frantumazione.
    Un'altra caratteristica della nostra cultura è la Massificazione, anch'essa riconducibile alle forze fisiche.
    Massificazione è vestirsi allo stesso modo, pensare le stesse cose, comportarsi secondo gli stessi canoni, andare in ferie nello stesso periodo, tutto deve essere controllato. Le informazioni devono essere gestite, l'uomo deve restare fondamentalmente ignorante anche se bombardato da una infinità di informazioni. Infatti lo si istruisce per dieci-vent'anni propinando solo informazioni relative al piano fisico, alla sfera della morte, esaltando il cervello fisico a scapito di quello eterico.
    Anche la forza fisica che può dare uno spiraglio all'uomo, quella del calore, viene nascosta negandole la dignità di esistere e presentandola come un attributo degli altri stati di aggregazione.
    I tre calori che abbiamo già visto sono intimamente intessuti l'uno nell'altro e se l'uomo arrivasse a studiare il calore nel suo vero essere, il passaggio all'elemento e all'etere sarebbe immediato.
    Nello schema della tetrakis la cultura attuale è relegata nelle caselline della Frantumazione e Massificazione; a noi è dato il compito di riconquistare la coscienza di tutto lo schema.
    L'uomo è l'essere chiamato a sperimentare l'autocoscienza, e siccome questa esperienza passa attraverso l'esperienza della fisicità, speriamo, per la libertà dal corpo fisico che siamo chiamati a conquistare, di poter essere chiamati un giorno, spiriti della libertà, ossia, i portatori della libertà nell'universo.

    Enzo Nastati


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    MessaggioTitolo: LA SOTTONATURA   Gio Nov 24, 2011 5:45 pm


    LA SOTTONATURA

    IL CONFRONTO CON LE FORZE DELLA SOTTONATURA

    Possiamo ora ulterirmente approfondire il nostro schema e inserire sotto la piramide i termini con cui indichiamo la sotto-natura. Per sotto-natura s'intende un aspetto della natura a noi invisibile, come è invisibile la sopra-natura. La sottonatura la conosciamo tutti molto bene: essa nasce dalla corruzione delle forze eteriche.
    L'etere di Luce corrotta diventa così l'elettricità, Chimismo diventa il magnetismo, la Vita la radioattività. Attorno a noi oltre alle forze fisiche c'è anche questo mondo delle forze eteriche corrotte che è ad esso collegato.
    Le forze eteriche sono state corrotte dalle tre forze del male e cioè delle forze luciferiche, arimaniche e asuriche .
    Quotidianamente abbiamo a che fare con queste forze corrotte; il potente impulso del progresso di questo secolo è intimamente connesso con il loro utilizzo.
    Per inciso precisiamo che la radioattività non è ancora la terza forza della sotto-natura, bensì la proiezione di quest'ultima in fenomeni elettromagnetici.
    Mentre, nei secoli precedenti, le forze fisiche sono entrate nella nostra coscienza da Galilei in poi, e quindi sono diventate un sistema acquisito, le forze corrotte sono nuove, appartengono a questo secolo, e sono quelle con cui dobbiamo coscientemente confrontarci per non venirne sopraffatti. Affinchè ciò non avvenga l'unica soluzione è portare la nostra coscienza sul piano eterico, così potremo affrontare le forze di distruzione, le forze contrarie alla vita: di elettricità, magnetismo, e radioattività .
    La porta del piano eterico è il calore, perché calore non è stato corrotto
    Bisogna cercare di compenetrarsi del concetto dei tre calori, viverlo, sarà soprattutto quel calore eterico che abbiamo definito come calore dell'entusiasmo che ci permetterà di confrontarci con loro.
    E' necessario sviluppare entusiasmo per la verità, entusiasmo per una meta, entusiasmo per un anelito, un impulso, un ideale morale, partecipare col cuore alla vita.

    Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: IL VECCHIO ED IL NUOVO MONDO ETERICO   Dom Nov 27, 2011 6:51 pm


    IL VECCHIO ED IL NUOVO MONDO ETERICO

    Nell'antichità, l'uomo poteva sviluppare un rapporto personale con le forze eteriche, poteva accedervi come dono atavico di natura. Poi tutto si è spento, e questa porta non la si può più varcare da soli, l'entrare e "muoversi" nel mondo eterico presuppone non più un lavoro individuale, ma un lavoro di gruppo, un lavoro di comunità.
    Nel mondo eterico è avvenuto un profondo cambiamento dall'evento del Golgota in poi, da allora è come se ci fossero due piani, due mondi eterici che sono presenti contemporaneamente.
    Uno di questi lo possiamo definire il "vecchio " mondo eterico, che ci è stato regalato, ad esso appartengono le manifestazioni che troviamo intorno a noi quando apriamo gli occhi dal primo giorno della vita, l'altro , il "nuovo" mondo eterico, è presente come potenzialità e aspetta che l'uomo bussi alla sua porta per potersi manifestare.
    Come detto l'accesso a questo nuovo piano eterico non è una conquista individuale, ma una conquista di gruppo.
    Le porte ora si sono riaperte però ci viene chiesto il passaggio da quello che era l'antico mondo eterico, del quale il "Paradiso Terrestre" era una allegoria, al nuovo "Paradiso Terrestre" che come tutti sapete nell'Apocalisse viene denominata "Nuova Gerusalemme".
    "Nuova Gerusalemme" è il nome di una città, rappresenta quindi un insieme di uomini, una socialità. Siamo usciti da una situazione in cui eravamo delle singole individualità: prima Adamo, pooi Adamo ed Eva, poi i tre figli e poi sempre più fino a diventare una moltitudine, e raggiungere una situazione di frantumazione.

    Ora è necessario trovare una nuova sintesi, mantenendo l'individualità, duramente conquistata, diventare uomini liberi che assieme collaborano a nuovi progetti.
    Le giuste forze spirituali potranno scendere solo in una comunità di singoli individui che collaborano liberamente per compiere un lavoro spirituale.

    Continua...

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    MessaggioTitolo: L'AZIONE DEL CRISTO   Lun Nov 28, 2011 5:26 pm


    L'AZIONE DEL CRISTO

    Ognuno è chiamato a fare il lavoro di preparazione individualmente, nessuno può farlo per un altro, ciò che poi "scende" però è figlio del fatto che abbiamo superato i limiti delle correnti di sangue, delle correnti culturali abitudinarie. Soprattutto è figlio di ciò che unisce uomini diversi per cultura, religioni, ecc., in un ambito identico di libertà. Lì, allora, scendono le forze nuove.
    Per usare le parole del Vangelo possiamo dire che quando due o più sono uniti nell'Uno, allora il Cristo è in mezzo a loro.
    E' Lui che ci viene incontro "un comandamento solo vi do: che vi amiate gli uni e gli altri", cioè individualmente ognuno deve entrare in questo tipo di rapporto con gli altri e quest'esperienza deve partire da lui. E' necessario lasciare tutto quello che è esteriorità ed egoismo, prendere la propria croce e seguirlo. Questo è il lavoro individuale che ci porta a costruire un gruppo dagli stessi ideali.
    Allora Lui può scendere in quella che nel termine greco è Ecclesi, cioè comunità, e che noi traduciamo con la parola "chiesa".


    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: Re: Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati   

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    Il Pensiero Terapeutico - Enzo Nastati
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