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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2017 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2017 CON ENZO NASTATI
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     LA RIVOLTA ARABA

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    MessaggioTitolo: LA RIVOLTA ARABA   Mar Lug 12, 2011 6:09 pm

    Commento di Enzo Nastati

    LA RIVOLTA ARABA
    Sui retroscena e possibili sviluppi

    Ritengo che tutti stiamo guardando con apprensione ciò che sta succedendo sulla sponda meridionale dell'antico "mare nostrum ". i Paesi arabi, Tunisia, Egitto, Emirati, Marocco, Libia, e prima ancora Albania e chissà cosa altro ancora ...
    La rivolta popolare contro poteri logori, dittatoriali, antidemocratici, sicuramente suscita un sentimento di simpatia e di solidarietà verso quelle popolazioni da tanti anni sottomesse. Povertà, fame, scarsità di lavoro, corruzione, ingiustizia, oppressione, manie di grandezza (ma stiamo parlando dei paesi arabi o dell'Italia?), è palese ed innegabile. Ma siamo sicuri che tutto sia riconducibile a questi aspetti? Vediamo un po'.

    Il quadro politico-economico
    Nel 2008 le rivolte per la fame che investirono 40 paesi erano principalmente proteste contro i prezzi esorbitanti del cibo. Nel 2011 le rivolte in nord Africa e nel sud ovest asiatico, ma anche le recenti manifestazioni di massa in Wisconsin e Ohio negli Stati Uniti contro il tentativo di distruggere i sindacati, sono il risultato del crollo del sistema finanziario globale. La gente comprende che, senza la libertà, non ci sarà né cibo né una speranza per il futuro. Dall'Algeria alla Tunisia, dalla Libia all'Egitto, dallo Yemen alla Siria, al Libano, alla Giordania, all'Arabia Saudita, all'Iran, al Bahrain, fino al Wisconsin ed all'Ohio, è in corso un processo rivoluzionario.
    I tentativi, da parte del G20, di salvare il sistema bancario in bancarotta con i salvataggi e il continuo acquisto di titoli "tossici" non fanno che pompare altra liquidità nello stesso sistema marcescente. Ma il denaro regalato agli speculatori viene "investito" nella speculazione sulle materie prime e le derrate alimentari, conducendo ad aumenti dei prezzi incontrollati.

    Ora però non siamo di fronte a rivolte spontanee, bensì indotte che mirano a replicare nel nord Africa quanto avvenuto alla fine degli anni '80 nell'ex Unione Sovietica. Anche allora la rivolta partì da un piccolo Paese, la Lituania. All'inizio nessuno immaginava che l'incendio potesse propagarsi ai Paesi vicini e non era nemmeno ipotizzabile che l'Urss potesse implodere. Il Maghreb non è l'Unione sovietica e non esistono sovrastrutture da
    far saltare, ma per il resto le analogie sono evidenti. La Tunisia è il più piccolo dei Paesi della regione ed è servito da detonatore per le altre volte. A ruota è caduto il regime di Mubarak, la Libia è in guerra civile, domani forse Teheran e, magari sull'onda, Algeria, Marocco, Siria. Che cos'avevano in comune i regimi tunisini, egiziano e libico?

    La longa manu americana
    Non è un mistero che le rivolte sono state ampiamente incoraggiate e per molti versi preparate dal governo americano. Da qualche tempo Washington riteneva inevitabile l'esplosione del malcontento popolare e temendo che a guidare la rivolta potessero essere estremisti islamici o gruppi oltranzisti, ha proceduto a quella che appare come un'esplosione controllata, perlomeno in Egitto e in Tunisia. Perché controllata? Perché prima di mettere in difficoltà Ben Ali e Mubarak, l'Amministrazione Obama ha cementato il già solidissimo rapporto con gli eserciti, i quali infatti non hanno mai perso il controllo della situazione e sono stati i veri artefici della rivoluzione. Non scordiamocelo: oggi al Cairo e a Tunisi comandano i generali, che anche in futuro eserciteranno un'influenza decisiva. Washington ha vinto due volte: si è assicurata per molti anni a venire la fedeltà di questi due Paesi e ha messo a segno una straordinaria operazione di immagine, dimostrando al mondo intero che l'America è dalla parte del popolo e della democrazia anche in regimi fino a ieri amici. Come in tutte le rivoluzioni sono le forze armate a determinare l'esito delle rivolte popolari.



    Immagine dell'antico Tempio di Salomone a Gerusalemme


    La visione scìentifico-spirituale

    Una chiave per aiutare a comprendere gli eventi è quella di guardare alla geografia spirituale del Mediterraneo. Qui ne possiamo dare solo alcuni semplici cenni.
    Il Mediterraneo rappresenta in piccolo tutto il sistema planetario e contemporaneamente rappresenta l'uomo. Abbiamo così le nove isole principali: le tre delle Baleari (Maiorca, Minorca, Ibiza) che ne rappresentano il polo "testa" (in quanto rivolte a ovest), le tre "italiane" (Corsica, Sardegna e Sicilia) che ne rappresentano il polo del "ritmo" In quanto poste al centro) e le tre principali greche (Corfù, Creta, Cipro) che rappresentano il polo metabolico (poste a est). Queste nove isole rappresentano anche le nove gerarchie spirituali (Angeli, Arcangeli, ecc.). Ma ancora più interessante è collegare gli stretti del Mediterraneo con i chakras umani. Vediamoli. Gibilterra, Scilla e Cariddi, Messina, Bonifacio, Dardanelli, Bosforo. Questi stretti-chakras alimentano la vita spirituale del Mediterraneo e agiscono in risonanza con i principali chakras "terrestri": Efeso, Delfi, Samotracia, Cheope, Chartres, Alessandria d'Egitto e altri ancora. Mi rendo conto che gli accenni sono proprio tali, ma mi preme portare il pensiero più avanti.


    I Chakras arificiali
    E' a tutti noto che l'ingegno umano ha realizzato tre enormi canali navigabili sulla superficie terrestre: Suez, Corinto e Panama. Questi tre canali agiscono come degli stretti artificiali, ossia come chakras negativi. Se ragioniamo sulla cosa vediamo che attorno ad essi vi sono i principali focolai di guerra della Terra. Suez con il conflitto arabo-israeliano, Corinto con la cosiddetta "polveriera" dei Balcani (che ci ha "regalato" la prima Guerra Mondiale), Panama con
    le guerre in Nicaragua, Honduras e Panama stessa.
    In questi anni abbiamo già avuto occasione di vedere l'attivarsi di questi centri energetici negativi, ma il focolaio più pericoloso è certamente quello legato a Suez ed all'interminabile conflitto arabo-israeliano. E qui torniamo alle rivolte arabe manovrate dagli Usa, notoriamente legati a triplo filo con la politica espansionistica israeliana.

    Cosa aspettarci?
    Come si suoi dire i "giochi" sono ancora "aperti". Penso sia bene dare una rapida occhiata a cosa le principali religioni "prevedono" per questi tempi.

    L'escatologia islamica ci indica quale sia il destino del genere umano dopo la morte e la risurrezione voluta da Allah nel Giorno del Giudizio e fornisce ai suoi fedeli delle linee guida molto chiare riguardo la fine dei tempi. Vengono menzionati vari segni maggiori e minori (fino a 100), elencati nella Sunna e nel Corano come annunci del prossimo Giorno del Giudizio. Questi segni possono essere divisi in due parti: segni minori e maggiori. Tra i maggiori troviamo la comparsa di un Anticristo, l'avvento dell'Imam Mahdi e successivamente del Profeta Gesù (che radunerà le forze del bene contro i malvagi) (Corano, 43:61), tutto questo tra fenomeni astronomici, terremoti ed inondazioni.
    Il Mahdi (in molte tradizioni isla-miche questi è Gesù) riapparirà è terrà un grande discorso presso la Ka'ba, in seguito radunerà un'armata islamica di 313 generali e di migliaia di seguaci per sconfiggere l'Anticristo (e forse occupare la città di Roma, come velatamente rivelato nella Sura XXX "dei romani"). Il Mahdi vincerà l'Anticristo e ristabilirà l'autentico Isiam e finalmente il mondo potrebbe ritrovare pace e tranquillità.

    Nell'escatologia giudaica il "Tempo della Fine" o "Fine dei Giorni" comprende una serie di temi interconnessi: il ritorno degli esiliati dalla diaspora ebraica, la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme (terzo tempio) e il Mondo a Venire un termine ambiguo che può riferirsi all'aldilà, al regno messianico sul mondo, oppure alla vita dei resuscitati. Ad un certo punto, il Messia degli ebrei dovrebbe comparire, ed essere unto dagli alti sacerdoti come il Re di Israele.

    L'escatologia cristiana fa principalmente riferimento al 25° capitolo del Vangelo di Matteo, nel versetto dove Gesù Cristo afferma che "nessuno conosce l'ora o il giorno," eccetto il Padre. Mentre alcuni credono che la predizione delle date o dei tempi sia futile, altri credono che Gesù abbia anticipato i segni che indicherebbero che "la fine dei giorni" si avvicina. Alcuni di questi segni includono disastri naturali, rivolte civili, ed ogni genere di inconsueta catastrofe della massima entità. Del tempo preciso, comunque, Gesù accenna soltanto che verrà come un "ladro nella notte." Elemento centrale rimane il Ritorno glorioso del Messia "sopra le nubi".

    Conclusione
    Da quanto esposto siamo di fronte alle tre grandi religioni che attendono il ritorno del Gesù (la Parusia del Cristo nel piano della Vita per i cristiani, il ritorno del Madhi-Gesù per i musulmani, il Messia per gli ebrei) e queste tre religioni sono in continuo contrasto tra di loro.
    Mi permetto quindi di dare questa visione della rivolta araba: gli ebrei ritengono fondamentale la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme come requisito per la realizzazione della "loro" escatologia. In ciò trovano contrasto con gli arabi e quindi utilizzano il loro alleato-succube, ossia gli USA, per fomentare queste rivolte, che, seppur sacrosante, hanno come risultato il formarsi di governi militari i cui vertici sono stati per la maggior parte formati nelle accademie USA.
    In ciò si inserisce il tramare dell'imperialismo massonico inglese che utilizza la globalizzazione per creare condizioni economiche e politiche estreme nelle popolazioni. Ricordiamo la frase di Henry Kissinger (altissimo esponente massone legato a tutti i poteri occulti "neri"): "per controllare gli stati bisogna controllare il petrolio, per controllare le popolazioni è fondamentale controllare il cibo " La prima fase ha visto la guerra afgana e irachena (e l'iraniana dietro l'angolo), la seconda è l'attuale: l'affamamento del mondo in modo da creare una situazione di crisi che permetta di attuare la terza fase: lo stato "buono" darà il cibo alla popolazione (senza"pretese" bio però, accontentatevi dell'OGM!) e per evitare accaparramenti e soprusi ognuno riceverà la versione "moderna" della tessera annonaria dell'ultima guerra: un bel microchip da impiantare sotto pelle! Così il cerchio si chiude: tutti affamati, tutti aggiogati, tutti adoranti la Bestia.... Spero tanto di sbagliarmi!

    Enzo Nastati
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    MessaggioTitolo: Re: LA RIVOLTA ARABA   Mar Ago 02, 2011 4:45 pm

    Citazione :
    È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e ineluttabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell'intima bontà dell'uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l'avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipando al dolore di milioni di uomini, eppure quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nettamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l'ordine, la pace e la serenità". Anna Frank, Diario

    Un pensiero che da tempo mi obbliga alla riflessione: L´uomo per sua natura non puö cogliere l´immensamente grande poiche´ rischierebbe di "scoppiare".
    Cosi´ la morte di un parente ci getta nello sgomento, quella di un vicino di casa ci obbliga alla malinconia e alla riflessione. La morte di un concittadino impegna il nostro intelletto solo se tale evento e´ procurato da circostanze particolari. La morte di 35000 bambini che muoiono quotidianamente di fame e sete non fa notizia: non viene menzionata dai giornali (che tuttavia parlano del tale caso di omicidio, ad es.) e nella nostra coscienza un tale evento sembra non trovare posto.
    La coscienza di tale evento, potrebbe incenerire un individuo: anche se per un solo attimo balenasse in noi questo dolore sarebbe impossibile continuare a rimanere se stessi, ancorati al proprio nome e alle proprie convinzioni.
    "Il dolore di milioni di uomini" e´ un dolore che non si puö sopportare con un piccolo cuore ma e´ la voce verso cui personalmente mi alleo.

    Il parlare di "Nuovo Cielo e Nuova Terra" implica - da quello che ho avuto modo di leggere in questo forum -, l´accettazione del fatto che "alla nascita del nuovo corrisponda la morte del vecchio".
    A tutti questi sconvolgimenti, a tutta questa morte che avanza e´ possibile porre rimedio? O sarebbe piu´ consono correre ai ripari all.insegna del "si salvi chi puö?"

    Grazie
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    MessaggioTitolo: Re: LA RIVOLTA ARABA   Mar Ago 02, 2011 5:22 pm

    Risposta di Enzo Nastati

    I tempi di cambiamenti producono sempre delle divisioni, o meglio, degli episodi di grande chiarezza conseguentemente ai quali il grano viene separato dalla gramigna.
    Dio (almeno come lo intendo io), ci ha dato (e ci dà) una infinità di avvertimenti, ma noi siamo sordi e ciechi dato l'abbassamento di coscienza operato dai media e dal pensiero "conformato" imperante. Ma questo si sa.
    Dio però non abbandona i "suoi", le pecore smarrite della casa di Israele, pecore (ossia persone di Fede) per le quali Egli 2000 anni fa si è sacrificato affinchè agissero come "inoculo " (con la loro testimonianza del Vangelo) verso l'umanità già allora "persa" nel mondo.
    Si tratta quindi di comprendere come Egli ora ci parla e adeguarci ai suoi dettami. In altre parole si tratta di OBBEDIRE. Noi siamo i disubbedienti e per tale motivo siamo stati cacciati dal Paradiso, ora, se vogliamo ritornare a "Casa", dobbiamo meritarci il titolo di "obbedienti" (24 ORE SU 24).
    Così operando non avremo NULLA da temere (ma proprio NULLA).
    Bisogna decidere con chi stare: con il mondo o con Dio, e se scegliamo Dio dobbiamo comprendere come ORA Egli ci vuole liberandoci anche dagli schemi oramai bimillenari che la Chiesa ci ha inculcato.
    Obbedire significa fare la Sua volontà, perchè questi Egli vuole. Vuole che diventiamo LIBERI e che liberamente rinunciamo alla nostra volontà per operare la Sua (almeno così dice il Vangelo). Quale azione di Amore è più grande di questa? si, Amore, perchè solo se ameremo Dio sopra ogni cosa (del mondo o dell'ego) opereremo la Sua volontà...liberamente...

    Grazie per l'argomento
    Enzo
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    MessaggioTitolo: Re: LA RIVOLTA ARABA   

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