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FORUM DI SCIENZA SPIRITUALE CON ARGOMENTI SCIENTIFICO SPIRITUALI E DI ATTUALITA' CHE FANNO RIFERIMENTO A Rudolf Steiner e AGLI STUDI DI Enzo Nastati AGGIORNAMENTI 2018 sugli incontri con Enzo Nastati - visitare la sezione INCONTRI E PERCORSI BASE 2018 CON ENZO NASTATI
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     BIOLOGICA, BIODINAMICA E OMEODINAMICA Tre metodi agricoli a confronto - Enzo Nastati

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    MessaggioTitolo: BIOLOGICA, BIODINAMICA E OMEODINAMICA Tre metodi agricoli a confronto - Enzo Nastati   Mer Feb 05, 2014 10:44 am

    AGRICOLTURA

    BIOLOGICA, BIODINAMICA E OMEODINAMICA
    Tre metodi agricoli a confronto


    Qui di seguito andremo a descrivere i diversi tipi di agricoltura con il fine di illustrare quelli che per noi sono i pregi ed i limiti dei tre metodi di coltivazione: la biologica, la biodinamica e l’omeodinamica ossia dei tre metodi che, a nostro parere, sono i più rispettosi dell’ambiente ed i più redditizi perchè più rinomati e ricercati. Tutti e tre producono alimenti portatori di un’immagine di qualità.

    L’Agricoltura Biologica


    L’agricoltura Biologica si fonda su alcuni concetti chiave, sulla base dei quali ogni singolo intervento attuato all’interno della azienda agricola influenza e ha ripercussioni sull’intero sistema produttivo, in una catena di effetti tra loro correlati.

    In agricoltura biologica non si utilizzano sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere). Alla difesa delle colture si provvede innanzitutto in via preventiva, selezionando specie rustiche e resistenti alle malattie, e intervenendo con tecniche di coltivazione appropriate, come, per esempio: la rotazione delle colture (non coltivando consecutivamente la stessa pianta, ostacolando così da un lato l’ambientarsi dei parassiti, e dall’altro usando in modo più razionale e meno intensivo le sostanze nutrienti del terreno); la piantumazione di siepi ed alberi (che, oltre a ricreare il paesaggio, danno ospitalità ai predatori naturali dei parassiti e fungono da barriera fisica a possibili inquinamenti esterni); la consociazione (coltivando in parallelo piante sgradite l’una ai parassiti dell’altra).

    I fertilizzanti sono naturali, come il letame opportunamente compostato; nell’agricoltura convenzionale dei mega-allevamenti industriali il letame è considerato un rifiuto, e costituisce un enorme problema in quanto non c’è terreno a sufficienza per smaltirlo. In agricoltura biologica, invece, costituisce una ricchezza insostituibile in sostanze nutrienti per il terreno. Si usano anche altre sostanze organiche compostate (sfalci, ecc.) e sovesci, cioè incorporazioni del terreno di piante appositamente seminate, come leguminose o senape.

    In caso di necessità, per la difesa delle colture si interviene con sostanze naturali vegetali, animali, o minerali: estratti di piante (ad esempio il piretro, che deriva da una pianta erbacea), insetti utili che predano i parassiti, farina di roccia o minerali (come il rame e lo zolfo, quest’ultimo purtroppo quale sottoprodotto dell’industria petrolifera) per correggere struttura e caratteristiche chimiche del terreno o per difendere le coltivazioni dalle crittogame, ecc.

    L’Agricoltura Biodinamica

    L’Agricoltura Biodinamica sviluppa ulteriormente il concetto di agricoltura biologica e oltre a considerare la Terra come un organismo vivente, la mette in relazione anche con il sistema cosmico, stelle e pianeti. Questa relazione permette di utilizzare le influenze cosmiche al fine di migliorare le coltivazioni stesse. Fa uso di un Calendario appropriato in cui sono evidenziati i momenti migliori per le varie operazioni colturali.

    Essa ha origine dalla visione scientifico spirituale di Rudolf Steiner ed il metodo considera la terra, i minerali, le piante, gli animali ed il Cosmo come un unico, grande organismo vivente. L’azienda mira ad essere in sintonia con la natura, con la terra e gli uomini, dove la concimazione, la coltivazione e l’allevamento sono svolti nel rispetto e nella “promozione” della fertilità e vitalità del terreno, con mezzi rigorosamente naturali e tenendo conto degli influssi cosmici (la luna, le costellazioni) come fattori che influenzano la riuscita o meno delle colture.

    La storia di questo metodo inizia nel secolo passato, all’inizio degli anni Venti, quando l’agricoltura tradizionale si trova ad un bivio: introdurre massicciamente i concimi chimici minerali o sviluppare pratiche alternative. E’ questo l’interrogativo che porta alcuni agricoltori tedeschi a rivolgersi all’austriaco Rudolf Steiner, padre dell’antroposofia e precursore della filosofia olistica, chiedendogli suggerimenti su come far fronte alla perdita di valore nutrizionale nelle piante e della fertilità negli animali: problemi provocati dall’utilizzo dei nuovi concimi minerali e chimici. Seguendo i principi della filosofia olistica di Steiner, che ha portato a nuove riflessioni e applicazioni nel campo della medicina, della pedagogia, dell’arte, della scienza in genere e che vede la terra, i minerali, le piante e gli animali come un unico organismo della cui vita l’uomo è responsabile, si sono gettate così le basi del metodo Biodinamico di Agricoltura, sviluppando indicazioni su come concimare la terra, curare le piante, alimentare il bestiame e produrre cibi sani e vitali.

    I tre principi fondamentali sui quali si fonda la biodinamica sono:

    la pianta è un’immagine del cosmo;
    concimare significa portare vita nel terreno;
    l’azienda agricola deve essere concepita e conformata come un organismo vivente in sé conchiuso.

    Il primo principio sottolinea come il ciclo vitale della pianta sia interamente connesso con il ritmo dei pianeti e con il mondo delle stelle fisse, dai quali provengono forze che regolano la loro crescita.

    Il secondo principio ci porta a considerare il concime, non come un mezzo atto a portare elementi fisici nutritivi per le piante su un terreno (ritenuto un mero supporto inerte per le loro radici), ma ci ricorda che la terra possiede una propria vita che deve essere sostenuta affinché le piante, utilizzandola per la propria crescita, non la esauriscano.

    Infine il terzo principio enuncia che un’azienda agricola dovrebbe tendere ad un’organicità, per cui sarà costituita da più comparti (frutteto, seminativo, orto, siepi, bosco, zona dei cumuli, stagni, stalle, ecc.) da considerare come i diversi organi che compongono un organismo vitale autosufficiente.

    Il profondo legame con la natura e il completo rispetto dei suoi ritmi portano l’agricoltore biodinamico ad abolire l’utilizzo di fertilizzanti minerali sintetici e di pesticidi chimici e a gestire il terreno utilizzando la conoscenza scientifica dei cicli cosmici e lunari. La fertilità e vitalità del terreno vengono ottenute con mezzi naturali: “compost” prodotto dalle deiezioni animali o da materiale vegetale come fertilizzante, rotazioni colturali, lotta antiparassitaria meccanica e preparati a base di sostanze minerali e vegetali. Queste ultime costituiscono i cosiddetti “preparati biodinamici” a base di componenti animali (letame), vegetali (piante officinali) e minerali, da usare per il compostaggio e per l’irrorazione di suolo e piante.

    In sintesi, si può dire che lo scopo dell’agricoltura biodinamica non è “lasciar fare” alla natura, ma di fare “oltre”, cioè di aiutare la natura nell’ottenimento di una terra sempre più fertile, da custodire e tramandare alle generazioni future, e di alimenti in grado di nutrire davvero l’uomo.

    Gli scopi dell’agricoltura biodinamica sono quindi produrre alimenti di qualità più alta possibile, nel rispetto della natura, della salute di uomini, piante e animali, promuovendo e favorendo la fertilità e la vitalità del terreno in maniera del tutto naturale, sempre rispettando le qualità tipiche delle singole specie viventi.

    L’Agricoltura Omeodinamica

    Per cercare di rispondere alle crescenti problematiche legate al comparto agricolo l’Istituto di ricerca “Eureka” ha elaborato una propria metodologia di coltivazione denominata Omeodinamica. È facile intuire che il suffisso “omeo” deriva dal termine “omeopatia”. Questo modo di fare agricoltura infatti si prefigge lo scopo di fondere le conoscenze dell’agricoltura bio ecologica con quelle biodinamiche e con quelle dell’omeopatia. Risulta infatti possibile, in accordo con la visione omeopatica, portare alle piante e ai terreni delle forze sotto forma di messaggi memorizzati e conservati dall’acqua.

    Oggi, l’uomo attento e cosciente, si trova di fronte a tre grandi emergenze:

       La gravità della situazione ambientale (inquinamento fisico-chimico, biologico, elettro-magnetico, radioattivo, transgenico, scarsità di acqua potabile, ecc.);
       la necessità di potenziare il valore nutrizionale degli alimenti affinché essi possano sostenere l’uomo in tutte le sue componenti (biologica, animica e spirituale);
       le ristrettezze economiche in cui l’agricoltura si trova a operare.

    Occorre cercare concretamente nuove strade ed un aiuto in tal senso ci può venire dalla medicina omeopatica opportunamente adattata.

    Come risaputo dai genetisti la pianta esprime non più del 30-40% del suo patrimonio genetico (il DNA); la restante parte è presente ma “silente”, cioè non si esprime. Si può quindi ipotizzare che nel mondo vegetale siano presenti enormi possibilità di adattamento e di risposta ai fenomeni critici sopraddetti, fenomeni che limitano la produzione agricola e ne aumentano i costi.

    Il metodo omeodinamico agisce stimolando questi fattori di vita “silente”, la capacità di portare adattamento e resistenza ai parassiti ed agli stress climatici affinché essi inizino a sviluppare la loro preziosa azione a salvaguardia della vita, delle produzioni e della loro qualità.

    Il termine “omeodinamico” indica quindi che gli interventi vengono effettuati con prodotti collocabili nell’ambito dell’omeopatia, ossia interventi attraverso i quali l’informazione contenuta in una determinata sostanza naturale viene “estratta” mediante tinture o macerazioni e quindi trasmessa come informazione al DNA della pianta o alla vita del terreno grazie alla sua componente acquosa.

    Dato che l’acqua è la base di ogni essere vivente otteniamo, in virtù della sua capacità di trasmettere informazioni, la possibilità di stimolare adeguatamente tutte le forme di vita.

    Il metodo omeodinamico può così stimolare:

       il processo di formazione dell’humus nel terreno (anche senza apporto di sostanza organica);
       il processo di compostaggio della sostanza organica;
       l’attivazione dei processi di depurazione nel terreno, piante ed acqua;
       i principali processi vegetali (germinazione, fioritura, accestimento, maturazione, formazione di vitamine, principi attivi, ecc.);
       la resistenza agli stress climatici (al freddo, al caldo, al secco, all’umido);
       la resistenza ai parassiti ed alle infestanti;
       la resistenza all’acqua salmastra;
       la resistenza ai pollini OGM;
       la resistenza ai campi elettromagnetici;

    Seguendo questi pensieri sono stati anche realizzati dei dispositivi atti a potenziare la capacità bagnante dell’acqua (fino a 6 volte) dispositivi che si sono dimostrati ideali per condizioni di siccità.

    Le modalità di utilizzo dei prodotti omeodinamici sono estremamente semplici: normalmente il prodotto viene diluito in acqua dall’agricoltore (10 ml di prodotto in 40 litri per ettaro) e irrorato sul campo a goccia fina.

    L’agricoltura omeodinamica, grazie al fatto che utilizza l’omeopatia, si pone come un metodo agricolo assolutamente eco-compatibile (i prodotti omeodinamici sono infatti costituiti al 100% da acqua) che contribuisce a produrre alimenti di altissima qualità in modo altamente economico permettendo la riduzione dei costi di produzione.

    Alla luce di quanto sommariamente esposto, il metodo omeodinamico può così quindi essere considerato una valida risposta alle tre emergenze citate.

    Il metodo omeodinamico utilizza anche i preparati biodinamici portandoli, tramite la dinamizzazione omeopatica, ad un livello di efficacia e precisione di gran lunga superiore a quelle di partenza.

    Questo metodo presenta tre indiscutibili vantaggi:

       assoluta assenza di residui indesiderati nel terreno e nelle piante;
       costo molto limitato dei preparati, data l’alta diluizione cui la sostanza base viene sottoposta;
       praticità operativa.

    Questo nuovo metodo di coltivazione, inoltre presenta molti aspetti educativi e morali per i giovani, cosa particolarmente gradita in un’ epoca quale è la nostra, ove il rispetto dei valori ambientali e della vita è scivolato ad un punto molto basso.
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